Tommaso Bori (©Michele Mencaroni)
«‘Assoluzione perché il fatto non sussiste, oltre ogni ragionevole dubbio, è un fatto politico chiave. Ora al lavoro per rendere giustizia a una storia di impegno per il bene comune’. Vogliamo ripartire della parole di Leopoldo Di Girolamo in Direzione Regionale per poter segnare una fase nuova». Così in una nota i vertici del Pd Tommaso Bori, Fabrizio Bellini e Pierluigi Spinelli (regionale, provinciale, comunale). «A Terni – osservano – la magistratura ha finalmente fatto giustizia, al termine di una vicenda partita a fine 2015 da una fonte anonima confidenziale (ovviamente mai rivelatasi), scrivendo negli atti una cosa che per noi è stata sempre ben chiara: Di Girolamo e gli amministratori che aveva scelto, sono persone perbene».

La gisutizia Parte da qui il rinnovato impegno che il Partito Democratico ha deciso di mettere in campo per «rendere giustizia politica alla storia del governo di una città e liberarci dall’infamia di una lettera scarlatta che, in modo costruito e grettamente ‘spettacolare’ ha concorso non solo a determinare esiti politici elettorali a Terni, ma anche, ovviamente, a condizionare l’azione della comunità democratica. Per ognuno dei sei capi di imputazione relativi all’‘operazione Spada’ e per tutti i protagonisti di questi anni orribili – sottolineano dal partito – è arrivata una assoluzione piena, perché il fatto non sussiste oltre ogni ragionevole dubbio. È un giudizio inappellabile, che esclude qualsiasi tipo di congettura, neppure meramente soggettiva. Ora, dopo il dovuto rispetto per il lavoro dei Tribunali e per le persone indagate, è il tempo di condividere il senso politico di questa storia, di rileggere la traiettoria dei fatti e ribadire la bontà e la buona fede dei nostri rappresentanti, che si sono mossi sempre nell’interesse comune e mai per vantaggio personale o di parte. Nessuna rivalsa, solo restituire la dignità a chi ha amministrato il bene pubblico con onore e decoro».

Pd L’appuntamento delle amministrative a Terni si avvicina e anche in vista di quello Bori, Bellini e Spinelli dichiarano: «Lavoreremo con forza per scardinare ogni residuo pregiudizio, diffuso nel tempo da una gogna mediatica impressionante e da una giustizia spettacolo che non si è risparmiata migliaia di pagine di carte, elicotteri e arresti – quasi subito annullati.  Lavoreremo per sanare le cicatrici che, per altro, stranamente nel territorio di Terni e Narni si ripetono ormai da molti anni. Sindaci Porrazzini, Raffaelli, Di Girolamo, Bigaroni, De Rebotti, indagati, processati con grande clamore mediatico e poi pienamente assolti. Una coazione a ripetere che suscita molti interrogativi. E nessuno ha mai chiesto conto dei costi a carico della collettività di questa dolorosa vicenda. Lavoreremo per il riscatto del Partito Democratico. Un partito di donne e uomini, amministratori e non, che mettono al centro del loro agire quotidiano impegno, moralità e onestà. Perché quando si persegue il bene comune, si possono commettere errori, ma sicuramente si agisce al massimo delle proprie possibilità previste dal ruolo. Per chi amministra è d’obbligo il cercare il massimo beneficio per i propri cittadini, senza paura o timori che a qualcuno sia permesso di scrivere una storia su basi che, alla prova dei fatti, si dimostrano infondate».

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