di Elle Biscarini
Polemica due giorni dopo la IV Commissione consiliare a Perugia, tra l’associazione Omphalos e la consigliera di FdI, Clara Pastorelli. Lo scontro nasce a seguito di una domanda di Pastorelli rivolta alle esperte di disturbi del comportamento alimentare, presenti in commissione. Secondo Omphalos, la domanda mostrerebbe un «chiaro posizionamento ideologico», ma Pastorelli ribatte: «Io fraintesa, ma non ho ricevuto risposta. Forse argomento troppo difficile».
La domanda «Al di là delle ideologie, vorrei capire secondo voi operatori che aiutate questi bambini e ragazzi (persone con disturbi alimentari, ndr) quanto una parte di questa società e una parte politica che porta avanti politiche che cercano di confondere, aprire a tante possibilità quella che è la formazione della propria identità, principalmente sessuale, va a incidere oggi con dati concreti sulla crescita di questi disturbi». Questa la domanda che ha fatto alzare il polverone. La domanda era rivolta alle professioniste intervenute per parlare della situazione legata all’aumento di disturbi del comportamento alimentare; in particolare, in commissione si discuteva l’ordine del giorno presentato dai gruppi Anima Perugia e Pensa Perugia (poi approvato all’unanimità) con al centro la «Sensibilizzazione e prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare». L’intervento di Pastorelli ha scatenato le proteste da parte dell’associazione Omphalos che ora attacca la consigliera sui social per le sue parole, accomunandola persino al presidente Usa Donald Trump.
Il post «Una domanda inaccettabile – si legge nel post pubblicato nella tarda mattinata di giovedì – che nasconde dietro al tono della finta curiosità non solo un enorme livello di ignoranza su quello di cui si parla, ma soprattutto un chiaro posizionamento ideologico che mira ad attaccare persone, parti politiche e organizzazioni che si occupano con molti sforzi e grandi ostacoli di creare una società in cui anche le persone che subiscono più marginalizzazione e discriminazione possano avere le stesse possibilità di felicità di tuttǝ». Nel post, Omphalos pubblica anche l’estratto video della seduta con la domanda della consigliera Pastorelli.
Curiosità mal riposta «Vorremmo sapere perché – chiede Bucaioni – Pastorelli non utilizzi la sua mal riposta curiosità per cercare di informarsi davvero sui temi su cui, evidentemente, finge un interesse sociale, ma ne nutre solo uno politico. Se avesse davvero questo tema a cuore, come sarebbe importante fosse, si impegnerebbe perché l’educazione sessuale, romantica e alla diversità entrasse sempre più nelle scuole».
Resposabilità Per Omphalos, quindi, il problema non è tanto il partito di riferimento, o quelle che Pastorelli chiama «ideologie». Quanto più l’accomunare le difficoltà di chi si riconosce in un’identità di genere che non coincide con il genere assegnato alla nascita, o di chi esprime un orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità, con l’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare. «Cercare di instillare il dubbio – continua il lungo post social – che i difficili avanzamenti fatti per rendere la nostra società realmente paritaria possano causare l’aumento dei casi di disturbi del comportamento alimentare è un gesto indegno di cui Clara Pastorelli dovrebbe assumersi tutte le responsabilità, e che la rende complice della creazione di un clima di odio e di abbandono sociale, questo sì, davvero causa dell’aumento di disturbi alimentari e non solo».
Donald Trump Il post si conclude con un attacco diretto alla consigliera, che chiama in causa addirittura Donald Trump e le sue posizioni per quanto riguarda appunto la comunità trans: «Non c’è molto da sorprendersi se chi in passato ha impersonato un assaltatore pro Trump del Campidoglio si lanci in esternazioni simili. Clara Pastorelli era già comparsa nelle cronache per essersi vestita come lo ‘Sciamano di QAnon’, Jake Angeli, che a 32 anni è diventato il volto più famoso dell’assalto a Capitol Hill. Una domanda, quella fatta in consiglio da Clara Pastorelli, che si allinea effettivamente con le politiche del suo partito e quelle del recentemente eletto presidente degli Usa Trump in uno smantellamento dei diritti delle già più esposte soggettività marginalizzate».
La risposta Pastorelli si difende dagli attacchi ai microfoni di Umbria24: «Già negli interventi degli ospiti – precedenti al mio arrivo in commissione dato che sono arrivata con un po’ di ritardo – mi hanno detto gli altri consiglieri che la questione che ho sottolineato io nella domanda era già stata esposta. La dottoressa diceva che i disturbi alimentari adesso si notano soprattutto in fasce d’età molto basse, cioè l’infanzia, non più nell’adolescenza, fin dai 4 ai 10 anni. Quindi io chiedevo, se secondo loro, da professionisti, da medici, che influenza c’è stata su questo, da parte di un orientamento sia politico, ma anche sociale, che crea difficoltà nell’identità sessuale di un bambino. Non mi hanno risposto, forse era un argomento troppo difficile da affrontare in una commissione consiliare di un Comune». Dal video, tuttavia, non emerge che l’argomento di un’eventuale correlazione tra aumento di disturbi alimentari nell’infanzia e espressione dell’identità di genere sia stato trattato, sebbene gli esperti abbiano riconosciuto il ruolo di fattori sociali esterni.
Gli esperti Alla domanda di Pastorelli ha risposto Raffaele Ruocco, medico specialista in scienza dell’alimentazione dell’associazione ‘Il Pellicano’, in un’intervista alla nostra redazione. Il medico ha escluso categoricamente una correlazione tra l’aumento dell’incidenza dei disturbi alimentari e l’identità di genere. «Anzi – ha voluto specificare – in un contesto sociale dove la mia identità di genere, qualunque essa sia, viene contrastata o ostacolata, è chiaro che io posso sviluppare un disturbo, un disagio psicologico o portare a sviluppare un disturbo alimentazione. La causa non è certamente la mia ricerca di identità di genere, ma anzi è l’opposizione che si fa questa mia libertà».
