giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 21:37

Notte rosa l’8 marzo, Terni Donne: «Non è la giornata della femminilità»

Reazioni alla proposta della Santini: «Lotta contro molestie e disparità non è finita»

di Lorenzo Pulcioni

«Un atto di indirizzo propositivo, di ampia interpretazione ed inclusione, sotto l’egida della celebrazione della figura femminile in tutti i suoi innegabili ed affascinanti aspetti». E’ la proposta della consigliera di Fratelli d’Italia Monia Santini approvata dalla maggioranza.

La proposta Il documento suggerisce alla giunta e in particolare all’assessorato alle Pari Opportunità, di «prevedere iniziative ben coordinate ed organizzate per celebrare questa importante giornata di valore mondiale, dall’arte all’intrattenimento a momenti di sensibilizzazione e informazione, da ideare e pianificare». Ciò che molti, semplificando, hanno interpretato come una sorta di ‘Notte rosa’ per la Giornata internazionale della donna.

La Casa delle Donne L’iniziativa è sottoscritta «con fermezza» dalla consigliera del gruppo misto Patrizia Braghiroli «perchè sono convinta che qualsiasi iniziativa culturale, sociale, sportiva, economica debba essere appoggiata». Di parere diverso il direttivo di Terni Donne interpellate da Umbria 24: «L’8 marzo non è la giornata della femminilità, è il giorno in cui si celebrano e si ricordano le lotte delle donne per la loro libertà, una lotta che peraltro non è ancora finita come ci ricorda la cronaca ogni giorno. È la giornata in cui i movimenti femministi mondiali invitano le donne a protestare e scioperare contro violenza, discriminazioni, molestie, disparità di salari e condizioni lavorative. E noi l’8 marzo faremo questo, in ricordo di tutte le donne che hanno lottato e al fianco di quelle che ancora lottano».

L’opposizione dice no La minoranza ha votato no all’atto di indirizzo sottolineando, secondo la Santini, «solo ed esclusivamente le iniziative più avvilenti e per così dire frivolmente sciocche, cercando di tarpare le ali e mettere in cattiva luce qualsiasi iniziativa coordinata che possa dare un respiro ampio alla nostra città». Alessandro Gentiletti motiva così il suo voto contrario: «Possono spiegare perché proporre la notte rosa per l’8 marzo, con quale contenuto oltre ai negozi aperti? Genericamente si parla di iniziative. Ma con quale contenuto politico e su quali temi vertono queste iniziative? Non basta parlare di bellezza, splendore, contributo. La tematica di genere è di carattere politico. I partiti al governo della città che tipo di società sostengono? Una società patriarcale? Vogliamo ricordare quali posizioni sono state espresse sul tema omosessualità ed omofobia? Da molti anni il Comune condivide con associazioni il calendario degli eventi dell’8 marzo e da anni l’8 marzo si tiene lo sciopero internazionale delle donne che organizzano proteste globali. Vogliono sostenerlo?».

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