Gli uffici del Comune di Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

L’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Umbria non poteva non entrare dal portone principale del Comune di Perugia e finire sui tavoli del consiglio comunale. Al centro del dibattito, ovviamente, i nomi dei politici (nessuno dei quali indagati) finiti nelle 1.300 pagine dell’ordinanza e in particolare quello di Nilo Arcudi, presidente dell’assemblea cittadina. La maggioranza che appoggia il sindaco Andrea Romizi, e della quale fa parte anche l’ex vicesindaco dopo l’alleanza siglata prima delle elezioni di maggio, ha deciso di incontrarsi sabato mattina a Palazzo dei Priori per fare il punto della situazione e capire il da farsi a proposito di un dossier molto delicato.

«ARCUDI E VEZZOSI LI ABBIAMO FATTI ELEGGERE NOI»

Serve una commissione Da molte parti per il momento prevale la prudenza, anche se i toni sono diversi. Il Pd perugino chiede al sindaco di riferire lunedì durante la seduta dell’assemblea «circa i fatti e le circostanze riportate sui quotidiani locali e nazionali», e propone di istituire una commissione speciale sul tema delle infiltrazioni sul modello di quella che sarà riattivata a breve in consiglio regionale: «Siamo certi – spiegano i dem – che la proposta troverà il pieno consenso dell’intero consiglio comunale, perché solo una risposta netta, unitaria e unanime può costituire il primo tassello per riaffermare la cultura della legalità, delle regole, della trasparenza e della partecipazione». I due gruppi consiliari che fanno capo a Giuliano Giubilei appoggiano la richiesta e sottolineano che l’inchiesta «pone una questione politica fondamentale. Vogliamo capire, sapere, se le lobby contigue alla criminalità organizzata e i gruppi di potere deviati – dicono – siano riusciti a inquinare anche le recenti elezioni per il Comune e quella per la Regione».

SALVINI DÀ IL BENVENUTO ALL’EX M5S LUCIDI

Lega e M5s Tornando dalle parti del consiglio regionale, a intervenire venerdì è anche il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli, che oltre a ringraziare le forze dell’ordine accoglie «con soddisfazione la decisione presa nella conferenza dei capigruppo di attivare la commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni criminali nella nostra regione; auspichiamo che tale organo venga rapidamente istituito, come emerso dalla volontà di tutti i gruppi politici». A prendere posizioni sono anche i parlamentari del M5s oltre al consigliere regionale Thomas De Luca e diversi eletti nei consigli comunali, che si dicono anche «basiti» per la «timida presa di posizione» del sindaco e di Donatella Tesei: «Dopo aver prontamente informato e coinvolto il presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra – dicono – i portavoce umbri di ogni livello istituzionale hanno inviato una richiesta al prefetto di Perugia per l’attivazione delle procedure ispettive d’indagine per accertare ogni possibile infiltrazione della criminalità organizzata».

Twitter @DanieleBovi

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