L'Ufficio di presidenza (foto ©Fabrizio Troccoli)

Da destra a sinistra il coro è unanime: la Commissione speciale sulle infiltrazioni mafiose e criminali in Umbria va avviata quanto prima. A condividere la posizione sono stati tutti i capigruppo in consiglio regionale, riuniti in mattinata insieme al presidente dell’assemblea Marco Squarta per discutere della programmazione dei lavori d’aula. La capigruppo è stata ovviamente condizionata dalla notizia della maxi inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta nella regione, tanto che al termine della riunione Squarta ha sottolineato che «l’immediata istituzione» della Commissione speciale può dare «un forte contributo politico-istituzionale alle attività di contrasto e prevenzione del fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata e mafiosa nel tessuto socio-economico umbro. Una prima risposta a chi vuol mettere a rischio la civile convivenza della nostra comunità regionale».

L’INCHIESTA

Gruppi compatti In questo avvio di XI legislatura della ‘riaccensione’ della Commissione speciale non si era parlato, ma è chiaro che ora la nuova inchiesta pone il tema al centro dell’attività del consiglio. I capigruppo si sono impegnati a elaborare in tempi brevi un documento unitario per permettere di avviare i lavori dell’organismo anche perché «quello delle infiltrazioni – prosegue Squarta – è un grave problema che ormai da anni si manifesta con una elevato livello di gravità, come purtroppo confermato dai recenti fatti di cronaca che rivelano la preoccupante presenza in Umbria delle mafie». Il capogruppo Pd, Tommaso Bori, e la vice presidente dell’Assemblea Simona Meloni in una nota si dicono soddisfatti dell’esito della riunione e preoccupati per quanto emerso in queste ore.

Pd e M5s «La nostra regione – sottolineano Bori e Meloni – è considerata da tempo un covo freddo in cui il sistema di riciclaggio sta infiltrando anche una parte del sistema economico regionale». I due chiedono «segnali concreti» alle istituzioni e fanno appello a tutti i partiti affinché partano in tempi brevi i lavori della Commissione e dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata. A intervenire è anche il pentastellato Thomas De Luca, soddisfatto per la decisione di riattivare la commissione: «Le cosche della ‘Ndrangheta – dice – hanno messo le mani sull’Umbria, ormai ci troviamo di fronte ad un fatto compiuto». «Nessuna zona del paese – dice poi il commissario del Pd Walter Verini – è al riparo da questi rischi e negli ultimi anni – pure in presenza di un tessuto sociale reattivo e con “anticorpi” significativi – anche in Umbria più di un segnale di allarme si era manifestato».

Romizi A parlare nel corso della giornata è anche il sindaco di Perugia Andrea Romizi, che sottolinea come «oggi, come già è accaduto negli anni scorsi con altre importanti inchieste giudiziarie, le forze dell’ordine hanno saputo arginare il tentativo di fare business da parte della criminalità organizzata nella nostra regione. L’amministrazione continuerà a seguire in maniera attenta gli sviluppi della vicenda che riguarda il nostro territorio, e ad assicurare il massimo impegno rispetto al fenomeno, grazie anche alla proficua collaborazione con le altre istituzioni».

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