Currently set to Index
Currently set to Follow
martedì 27 settembre - Aggiornato alle 22:46

Morti per droga, Umbria maglia nera e dal Pd incalzano: «Azioni concrete»

L’attacco alla maggioranza: «Amministrazioni di Centrodestra bloccate davanti al dilagare del traffico e dell’uso di stupefacenti»

«Il prezioso lavoro di repressione delle forze dell’ordine è condizione necessaria ma non sufficiente per arginare il traffico e l’uso di stupefacenti. Le amministrazioni di Centrodestra che governano l’Umbria e i due Comuni capoluoghi di provincia sembrano incapaci di agire in questo senso». Così in una nota il cobsigliere regionale Pd Fabio Paparelli e i due comunali ternani dello sesso partito Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis alla luce dei preoccupanti dati sulla droga, elaborati dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri ci restituiscono una condizione drammatica in cui l’Umbria spicca in negativo quale regione italiana con la media più alta di overdose mortali.

Droga in Umbria «Su questo versante – tuonano i tre Dem – sia a Terni che a Perugia la situazione si sta facendo sempre più grave. In Italia nel 2021 si sono verificati quasi 8 decessi per overdose ogni milione di abitanti con una media nazionale del 7,8%, mentre in Umbria questi valori sono molto più alti: le vittime sono state 16 (12 uomini e 4 donne) con una media del 30,2%. Il Friuli Venezia Giulia, al secondo posto di questa classifica nera, si attesta al 16,2%. Se da una parte – aggiungono gli esponenti di opposizione – non possiamo che sottolineare e ringraziare gli organi inquirenti e le forze di polizia per l’impegno quotidiano finalizzato ad arginare questa situazione, lo stesso non si può dire per le istituzioni, ed in particolare per il Comune di Terni che, da tempo, sembra ignorare la gravità di certi fatti e la deriva che sta prendendo la città. La Commissione d’Inchiesta regionale su Criminalità e narcotraffico svoltasi a Terni lo scorso maggio, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il Procuratore Generale Alberto Liguori e il Procuratore presso il Tribunale dei Minori Giovanni Rossi, aveva lanciato un allarme preoccupato e corale alle istituzioni comunali, in merito al triste primato che vede la città dell’acciaio essere la peggiore, tra tutti gli altri centri umbri, rispetto al consumo di stupefacenti fra i giovani, al numero sempre crescente di accessi al Sert, all’aumentata richiesta di aiuto psicologico e alle mutate condizioni di utilizzo degli stessi stupefacenti».

La città di San Valentino «Terni – proseguono – sta registrando inoltre dati anomali, molto elevati rispetto al consumo di eroina (in controtendenza rispetto al resto d’Italia) e di cocaina a buon mercato. Le forze dell’ordine stanno dando un contributo importante per contrastare il conseguente degrado e aumento della criminalità. L’Amministrazione comunale invece risulta come bloccata di fronte al disagio sociale crescente che colpisce in particolare i giovani ternani. Riteniamo dunque fondamentale che si adotti un piano straordinario di prevenzione e contrasto basato su una strategia mirata a garantire un adeguato livello di promozione della salute, della stabilità sociale e della sicurezza urbana in coerenza con quanto disposto a livello europeo e nazionale. Il primo passo non può che essere quello di tornare a promuovere comunità solidali attraverso quei luoghi di aggregazione sociale e giovanile che questa amministrazione leghista ha sistematicamente chiuso. Chiediamo dunque con forza che Regione e Comuni investano sul terzo settore e sulle figure degli educatori di strada e si torni a favorire la socialità e la cultura con nuovi presidi attivi e responsabili, in cui i nostri giovani possano sentirsi parte di una comunità d’intenti rinunciando all’anomia e alla cultura dello sballo».

I commenti sono chiusi.