domenica 27 settembre - Aggiornato alle 09:34

Migranti a Terni, De Luca risponde a Latini: «Li avete voluti voi»

Il sindaco: «Paghiamo il prezzo degli sbarchi». Ma il grillino cita la delibera di giunta sui progetti Sprar

di Lorenzo Pulcioni

«Trenta immigrati da Agrigento a Terni. Se li fai sbarcare, poi fatalmente arrivano in tutta Italia». Il leader della Lega, Matteo Salvini, pubblica la circolare del ministero dell’Interno che dispone il trasferimento di novanta persone da Agrigento ad Ancona, Terni e Avellino. E il sindaco di Terni, Leonardo Latini, prende la palla al balzo.

Lo stupore e la preoccupazione del sindaco Scrive il primo cittadino: «Apprendo con stupore e preoccupazione la notizia dell’arrivo presso le strutture di accoglienza della Prefettura di Terni di 30 immigrati provenienti dal Centro di accoglienza di Agrigento. Dopo un periodo di relativa calma, dispiace notare che gli sbarchi sulle coste italiane sono nuovamente ripresi e che a pagarne il prezzo sia solo l’Italia e in particolare i Comuni e i cittadini. In considerazione della notizia di oggi e in previsione di quanto potrà accadere nei prossimi mesi, chiederò un incontro alla Prefettura di Terni al fine di evitare che la città paghi un peso sociale eccessivo rispetto alle sue reali capacità, tenuto conto anche del significativo contributo offerto già negli ultimi anni in tema di accoglienza».

Il programma di accoglienza deliberato dalla giunta Ma a ricordare come sia stata proprio l’amministrazione a guida leghista a scegliere di proseguire con i progetti del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca: «Salvini si straccia le vesti ma a richiedere l’arrivo di migranti è proprio il sindaco Latini e i suoi assessori. La giunta al gran completo ha infatti, con sette membri su nove, deliberato a giugno scorso di proseguire nel programma di accoglienza».

L’assessore ex funzionario della Prefettura De Luca cita la delibera n° 192 del 26/06/2019 con cui il Comune di Terni scelse di proseguire i progetti Sprar nel triennio 2020/2022. Scelta, seppur in riduzione del numero, in totale contrasto con le dichiarazioni fatte appena sei mesi prima con lo slogan ‘NO-SPRAR’ da parte dell’ex assessore di Fratelli d’Italia. «È bene ricordare inoltre – prosegue De Luca – come l’attuale assessore ai servizi sociali del Comune ricoprisse il ruolo di funzionario della Prefettura di Terni nell’area immigrazione, essendo quindi perfettamente informato della situazione».

In arrivo venti persone, non trenta Una polemica «assurda e montata ad arte» insiste de Luca, «sull’arrivo di trenta persone che in realtà sono venti». «Il sindaco Latini – conclude il grillino – ha un grande pelo sullo stomaco che gli permette di abbandonare con un sorso d’acqua i suoi valori cristiani dimenticando che dietro a questa becera propaganda ci sono persone. Propaganda e una cortina fumogena volta a nascondere la totale incapacità amministrativa della Lega a Terni che sta portando il Comune verso il dissesto del dissesto con ulteriori 20 milioni di euro di buco».

La replica della Lega «De Luca – replica in serata la Lega – o non sa di cosa parla o vuole tornare alla vecchia politica dei porti aperti allineandosi alle direttive del governo giallorosso che con arroganza scavalca i sindaci e distribuisce immigrati senza ascoltare il territorio. Si capisce chiaramente leggendo il suo comunicato stampa dove parla di Sprar, un sistema di accoglienza completamente riformato e superato dalle direttive previste dal Decreto Salvini. Due sono le questioni: o Thomas De Luca non conosce la legge, oppure vuole tornare al passato con un sistema di accoglienza a maglie larghe che ormai non esiste praticamente più. E’ infatti inesatto parlare di Sprar, visto che nel decreto sicurezza è stato riformato in Siproimi. I due sistemi sono completamenti diversi: il sistema riformato da Salvini il Siproimi prevede l’inclusione sociale solo per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati limitando di fatto il numero di stranieri da accogliere».

Gentiletti Sulla vicenda interviene anche Alessandro Gentiletti, consigliere comunale di Senso civico. «Il sindaco è stupito e preoccupato: per l’arrivo di 30 migranti e per il peso sociale eccessivo che rischia di pagare la città. Io sono stupito e preoccupato: che i problemi reali della città passino ancora una volta in secondo piano rispetto ai problemi immaginari che servono alla propaganda elettorale del partito del sindaco. La situazione dei lavoratori dell’Ast e di tante altre realtà imprenditoriali; la disoccupazione giovanile al 33 per cento; la situazione ambientale e molte altre questioni ancora. Di questo dobbiamo parlare: questo ha già un peso sociale insostenibile per la nostra città».

Contessa A intervenire anche Veronica Contessa candidata alle Regionali con Sinistra Civica Verde: «Si cavalca l’onda di preoccupazione per l’arrivo a Terni di meno di 20 migranti e continuano le dichiarazioni xenofobe, impregnate di odio e razzismo, della campagna elettorale portata avanti dalla Lega. Dalle dichiarazioni di oggi lo scenario è frutto della solita e squallida propaganda, di fronte questo nuovo arrivo dimostra stupore il Sindaco Latini, nonostante la Delibera 192 del 26 giugno 2019, approvata dalla giunta stessa, Salvini inoltre accentua ed esaspera usando il termine invasione e si erge a salvatore, affermando che sarà pronto a schierarsi al fianco dei sindaci della Provincia di Terni. Con questa comunicazione si è alzato un polverone per distrarre l’attenzione dai veri problemi del territorio umbro, dalla disoccupazione giovanile, alle condizioni precarie in cui riversano tanti lavoratori, alle problematiche produttive, ambientali e sociali. E questi saranno i temi che Sinistra Civica Verde riporterà al centro della discussione politica locale. Inoltre, condanniamo l’uso di stereotipi, dichiarazioni offensive, razziste, discriminatorie e incitamento alla violenza e a creare paura del diverso. Vorremmo riportare la questione al livello umano, auspicando un confronto con forze politiche che siano capaci di creare un dialogo che parli di persone, di popoli, di politiche di solidarietà internazionali e di diritti umani».

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