di D.B.
La maggioranza che governa la Regione Toscana torna a bocciare l’ipotesi di costruire la nuova stazione dell’Alta velocità MedioEtruria a Creti. Il concetto è stato ribadito mercoledì nel corso di una conferenza stampa tenuta dai capigruppo di Pd e Italia viva, rispettivamente Vincenzo Ceccarelli e Stefano Scaramelli. Appuntamento convocato dopo il comunicato del ministero dei Trasporti di Matteo Salvini e la tappa perugina de «L’Italia del sì»; occasioni – ovviamente collegate alla campagna elettorale per le regionali umbre – in cui il ministro ha sostenuto che la stazione si farà a Creti, che è la soluzione sostenuta dell’Umbria e quella che ha ricevuto l’ok mesi fa del tavolo tecnico.
SENZA UN ACCORDO CRETI NON SARÀ MAI REALIZZATA
Lo stop «Creti No. Le infrastrutture – hanno spiegato Pd e Iv – sono una cosa seria, un ministro non può usarle per fare campagna elettorale. Serve condivisione con la Regione Toscana che ha partecipato in modo costruttivo al tavolo tecnico ministeriale e che non può essere esclusa proprio nel momento in cui si fa la scelta finale». La frattura come molto spesso accade in questi casi non è solo partitica ma anche fra territori e così Pd e Iv cercano di tenere insieme le richieste di tutti chiedendo «il potenziamento dei servizi nelle attuali stazioni di Arezzo e di Chiusi, per intercettare sempre di più e meglio l’alta velocità. Allo stesso tempo, condividiamo la necessità di realizzare al più presto le condizioni per avere un collegamento diretto Siena-Roma e Siena-Arezzo».
Un accordo Ceccarelli e Scaramelli puntano poi all’apertura immediata di un tavolo «con i gestori del servizio, al fine di ridiscutere le condizioni infrastrutturali necessarie per potenziare in tempi rapidi i servizi di Av nelle stazioni di Arezzo e Chiusi, anche alla luce di quanto affermato nella relazione del tavolo tecnico». Quanto all’ipotesi Creti Pd e Iv hanno ribadito quanto pare ovvio, ovvero che senza un accordo – tecnico e soprattutto politico – con la Toscana Creti non verrà mai costruita. «Credo sia opportuno attendere la fine della campagna elettorale in Umbria – ha detto Ceccarelli -, perché poi nell’avvicinarsi di quella Toscana (dove si voterà nella primavera 2025, ndr) non mi sorprenderei se il ministro cambiasse idea». «Se si ipotizza di fare un investimento importante in Toscana – sostiene poi Scaramelli – non si può prescindere dalla volontà della Toscana. Se poi si pensa di fare un favore all’Umbria si faccia in Umbria. Le risorse pubbliche sono limitate e come tali andrebbero gestite con oculatezza, e non per finanziare la campagna elettorale della Lega».
