di Daniele Bovi
Smaltita la paura, incassata la vittoria, e nell’attesa di esaminare con più calma il voto, per il centrosinistra e Catiuscia Marini da domani è già tempo di pensare alla nuova giunta. I posti a tavola sono meno rispetto all’altra volta, cinque in tutto più il presidente, e gli aspiranti commensali molti di più. «Terrò conto del consenso – ha risposto la presidente lunedì pomeriggio nel corso di una conferenza stampa convocata per commentare i risultati -, ci confronteremo con gli eletti e userò fino in fondo le mie prerogative presidenziali». Con cinque assessori e non più nove vanno anche riorganizzate le deleghe in modo omogeneo, che saranno divise tra membri di una giunta «articolata tra uomini e donne».
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La giunta Insomma fra i criteri, così come vuole del resto la legge, ci sarà anche la rappresentanza di genere. Di sicuro la presidente dovrà parlare con il sottosegretario Gianpiero Bocci, tra i vincitori di questa tornata elettorale con 4 consiglieri eletti a lui vicini, ovvero i primi classificati (Donatella Porzi e Luca Barberini), Andrea Smacchi ed Eros Brega. L’assessorato più importante e più pesante è quello che ingloberà la sanità, che vale oltre il 70 per cento del bilancio regionale: la presidente continuerà a tenere questa delega strategica tra le sue mani, come fatto dopo la morte di Franco Tomassoni, o la assegnerà a qualcuno? E vista la vittoria stretta, l’astensionismo, il Pd che retrocede in termini assoluti (la percentuale però è identica rispetto a cinque anni fa) e il segnale mandato dagli elettori, si procederà sulla base degli equilibri interni al Pd e alla coalizione o verrà proposta una giunta in grado di rompere con queste dinamiche? Lo schema potrebbe prevedere tre posti al Pd, uno ai socialisti e uno a Umbria più uguale, che avanzerà la richiesta.
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Affermazione personale Sul piatto Marini farà anche valere la propria affermazione personale: «Molti – ha detto – hanno scelto me senza votare il partito, e questo mi dà ulteriore responsabilità e autonomia». Dato che altri leggono però come una minore capacità del Pd di attrarre preferenze. Che il messaggio degli umbri sia arrivato a una Catiuscia Marini da ora in avanti libera di giocare la sua partita senza l’assillo del secondo mandato, è emerso da alcuni passaggi della sua conferenza stampa: «L’astensione va affrontata – ha detto – e di sicuro c’è stata una riduzione della fiducia causata dagli scandali visti in alcune regioni». Anche rispetto al calo di 25 mila voti rispetto al dato ottenuto dal Pd 5 anni fa, Marini ha spiegato che «è un qualcosa che non va sottovalutato, anche se il Pd rimane il partito di riferimento per la regione». Ovviamente non è passato inosservato neppure il boom della Lega, che in 5 anni sull’onda del salvinismo ha triplicato i propri consensi in Umbria.
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Sicurezza e immigrazione «I temi della sicurezza e dell’immigrazione – ha spiegato sul punto – sono stati decisivi per il loro risultato, e il Pd deve farsi carico di questi problemi. Sono grandi questioni nazionali, come quella della riforma della scuola, sui quali si dovrà alzare il livello di rappresentanza politica della comunità regionale». «Da oggi – ha aggiunto – inizia una legislatura in cui avrò un’attenzione ancora maggiore rispetto a problemi sentiti anche da quelli che non mi hanno votato». Centrali poi saranno i temi «del lavoro e delle imprese». Tornando sui risultati di domenica Marini ha ribadito di non aver avuto mai timore della sconfitta e ha mostrato un certo orgoglio per essere tra i presidenti che hanno ottenuto oltre il 40 per cento.
La sconfitta di Todi Quanto alla sua Todi invece, città dalla quale è uscita sconfitta, la presidente ha sostenuto che lì «non ho mai fatto campagna elettorale. C’è un risultato non tanto del Pd quanto della coalizione e ne terremo conto. Comunque non credo ci sia stato un voto particolarmente negativo sulla mia persona». Il tutto va inquadrato nell’ambito di «un contesto molto diverso rispetto al passato, con una competizione tripolare e un centrodestra unito e i cui partiti compongono, insieme ai rappresentanti dei Cinquestelle, una opposizione nella futura assemblea regionale umbra che, rispetto al passato, non ha più i caratteri della moderazione».
Twitter @DanieleBovi
