di Dan. Bo.
Più che una ‘normale’ relazione, quello fatto martedì dalla presidente della Regione Catiuscia Marini potrebbe sembrare il primo discorso di una campagna elettorale di fatto entrata nel vivo. In consiglio regionale all’ordine del giorno della seduta di martedì c’era infatti la relazione «sullo stato di attuazione del programma di governo e sull’amministrazione regionale per l’anno 2013», un testo dove la presidente ha rivendicato quanto fatto nel corso della legislatura e spiegato che «è possibile fare il cambiamento e governare da centrosinistra l’Umbria, con una centralità del Pd come sta succedendo a livello nazionale».
La relazione Per la cronaca, al termine del dibattito la mozione del centrosinistra che appoggia l’operato di presidente e giunta è stata approvata con 15 sì (Pd, Psi, Idv), un astenuto (Goracci-Comunista umbro) e nove no (Udc, Forza Italia, Ncd, Fratelli d’Italia). Una decina i punti toccati dalla presidente: dallo sviluppo economico alla sanità, dal taglio dei cosiddetti costi della politica alle tasse fino a trasporti, infrastrutture, uso dei fondi europei e turismo. Centrale è ovviamente il tema della crisi che ha colpito la regione, caratterizzata da uno «scenario economico di grandissima preoccupazione per le imprese e per il lavoro» e dove, allungando lo sguardo al 2015, «solo con un’azione riformista sul lavoro e sullo sviluppo potremo tornare a crescere e dare posti di lavoro».
Conti a posto Una Regione con i conti a posto, capace di «fronteggiare anni molto complessi sotto l’aspetto finanziario – ha detto Marini -, senza ricorrere a costi aggiuntivi per i cittadini e per le imprese». Sul punto infatti la presidente rivendica una pressione fiscale invariata da almeno un decennio, tagli ai costi della politica e razionalizzazioni che hanno permesso anche, nonostante le sforbiciate fatte dai vari governi che si sono succeduti, di alimentare il settore del welfare: «Senza il fondo sociale regionale – ha spiegato – i Comuni non riuscirebbero a far funzionare i servizi».
Sanità Molta parte dell’intervento è stato poi, ovviamente, occupato da una sanità «con i conti in equilibrio e dove si rispettano i Livelli essenziali di assistenza». Un settore dove uno dei problemi più sentiti dai cittadini è quello delle lunghe liste d’attesa, per abbattere le quali la giunta ha da poco varato un piano straordinario: «Vinceremo – ha assicurato Marini – anche questa sfida». Un «documento propagandistico» secondo il capogruppo di FI Raffaele Nevi che parla di una «realtà molto diversa» e di riforme, come quella sanitaria, che stentano a dispiegare i propri effetti. «Il nuovo Piano dei trasporti poi – ha aggiunto – doveva essere pronto da due anni. E ancora, dov’è finita la riforma degli Atc?».
Dibattito Un Nevi che insieme ai colleghi forzisti Modena e Valentino chiede, parlando di legge elettorale, il doppio turno nel caso nessun schieramento raggiunga il 40%: «È il momento di decisioni forti – dicono – e di una rottura con le pratiche della tradizionale sinistra umbra che mettendo insieme forze politiche totalmente diverse pensa ancora di governare la Regione del futuro». Tornando al dibattito di martedì in aula Franco Zaffini di FdI ha parlato di una «presidente non rivoluzionaria come ci si poteva aspettare. Si è limitata ad amministrare il condominio Umbria senza lasciare segni» mentre Massimo Mantovani, Ncd, getta ombre scure sul futuro: «Con 20 consiglieri e 5 assessori – ha spiegato – la Regione non potrà funzionare». Da Luca Barberini (Pd) e Massimo Buconi (Psi) è invece arrivato apprezzamento per l’operato della giunta: «Avere un bilancio sano – ha detto il democrat – è importante perché così saremo in grado di agganciare la ripresa».
