
di Dan.Bo.
Il 15 e il 16 maggio prossimi i cittadini di Magliano Sabina decideranno se distaccarsi o meno dal Lazio per abbracciare la loro nuova patria, l’Umbria. Il decreto per l’indizione del referendum infatti, come si legge in un comunicato di palazzo Chigi, è stato approvato giovedì mattina a norma dell’articolo 132 della Costituzione. Alla base dell’indizione del referendum c’è, secondo l’amministrazione comunale, la stanchezza dei cittadini, a loro dire dimenticati dalla Regione Lazio che ha sottratto al territorio di Magliano importanti punti di riferimento.
Il caso dell’ospedale L’ultimo caso è quello relativo alla volontà della Regione di chiudere l’ospedale Marzio Marini, decisione contro la quale il sindaco Alfredo Graziani ha portato avanti uno sciopero della fame. Il 5 gennaio scorso infatti chi si trovava a passare di fronte al Comune di Magliano si trovava questa scritta sul portone: «Dal 5 gennaio 2011 gli uffici del sindaco e degli amministratori saranno trasferiti nel camper davanti al pronto soccorso del Marzio Marini».
Il sindaco: ci lasciano le briciole «Da parte dell’intera maggioranza – ha detto il sindaco dopo l’indizione del referendum – c’è la consapevolezza che i cittadini siano stanchi di restare in questa Regione che continua a negarci tutto e che fa in modo che Roma accentri su di sé tutte le risorse lasciando alle altre Province solo le briciole e il risanamento dei debiti. L’Amministrazione lavorerà assiduamente e capillarmente affinché il quesito referendario passi e che il nostro Comune possa finalmente affrancarsi dalle logiche di potere messe in atto da sempre dalla Regione Lazio. Sarà comunque un’altra occasione per verificare chi veramente si schiererà dalla parte dei cittadini e chi invece da quella delle logiche politiche di partito».
I passaggi tecnici Per quanto riguarda i passaggi tecnici che potrebbero portare Magliano Sabina in Umbria, il referendum da solo non basta. Dopo la più che probabile vittoria del sì infatti, toccherà al parlamento approvare con una legge ordinaria il passaggio definitivo dal Lazio all’Umbria una volta sentiti i due Consigli regionali interessati.
