di M. To.
Trasversale. Che più trasversale non si può. La lista civica ‘Uniti per unire’, che sarà in lizza nelle prossimo elezioni amministrative a Lugnano in Teverina, è davvero rivoluzionaria.
Da sinistra a destra Un vice sindaco del Pd, un assessore del Prc, un consigliere comunale eletto nell’allora Pdl e uno del Ncd: sono i quattro promotori della lista civica, che spiegano: «A Lugnano siamo di fronte ad un avvenimento che sarà ricordato a lungo nel tempo; non era mai successo qui che sinistra e destra si mettessero insieme per affrontare una sfida elettorale per il governo del comune».
Battaglie e accordi Alessandro Dimiziani, del Ncd e capogruppo dell’attuale minoranza in consiglio comunale, è uno dei quattro promotori della lista ‘Uniti per unire’: «Dopo 15 anni passati in consiglio comunale a far battaglie con il centro sinistra lugnanese, ma anche dopo aver trovato con esso un’intesa a partire dallo scorso anno su progetti importanti per il paese e realizzati insieme all’amministrazione comunale – l’Estate lugnanese e la Maratona dell’olio su tutte – abbiamo maturato la decisione di rompere con i vecchi steccati ideologici e partitici e mettere le nostre energie ed esperienza politica a disposizione del ‘Progetto Lugnano’».
Le cose fatte Tra i risultati fatti segnare, l’assessore Alessio Santi, del Prc, ricorda ‘Spazio fabbrica’ con il quale, per la prima volta nella storia, Lugnano ha un teatro», ma anche «la costruzione del nuovo edificio scolastico nella nuova zona artigianale di òocalità Maestà, la creazione della Protezione Civile di Lugnano e il completamento della sentieristica della montagna».
E gli altri? L’attuale vice sindaco, Gianluca Filiberti, del Pd, spiega che «oggi fare politica, nei piccoli centri come Lugnano, significa sostanzialmente fare del volontariato, vista la quasi totale assenza di compensi economici e quindi, soprattutto nei piccoli centri, non avrebbe senso continuare ad impegnarsi nella cosa pubblica per interessi di parte». Mentre Gianfranco Santacroce, indipendente, ma dell’area di centro destra, concorda sul fatto che «in questi anni anni, ogni volta che abbiamo collaborato abbiamo ottenuto grandi risultati ed ogni volta che ci siamo divisi, non siamo andati da nessuna parte». Quello che resta da capire, ora, è cosa faranno quelle parti della sinistra e della destra che non si riconoscono nel progetto.
