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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 21:24

‘Litalia al centro’, ecco l’associazione politico-culturale nata a Terni: «Mario Draghi il nostro faro»

Trenta adesioni, ma alla presentazione ci sono solo presidente e segretario: «Al centro l’impresa piuttosto che cittadini e famiglie»

Si pone come soggetto di centro, teso a superare il bipolarismo l’associazione politico-culturale guidata da Yari Lupattelli che, alla presentazione al Met bistrot di Terni, pur dicendo di avere 30 soci, si presenta col solo segretario Salif Savane. L’obiettivo primo è quello delle prossime amministrative ternane ma non necessariamente con l’ambizione di esprimere un candidato proprio. Il leader di riferimento a livello nazionale è l’attuale premier Mario Draghi e quello che il pensionato Lupattelli mette in evidenza è la volontà di superare populismo e assistenzialismo, mettendo al centro l’impresa quindi il lavoro e la creazione di nuova occupazione.

L’Italia al centro «L’associazione – ha spiegato il presidente  – muove dalla constatazione che il panorama politico attuale si sta caratterizzando per uno spiccato bipolarismo dove a confrontarsi sono i soliti due schieramenti diametralmente opposti, l’uno assistenzialista e senza una visione lungimirante del nostro Paese, l’altro populista e nazionalista. Manca quindi una rappresentanza di quella fetta di popolazione che, più moderata, non trova collocamento all’interno di questi due poli e che ha riscontrato poco coraggio nella fuga in avanti di renzi con Italia viva. Superare gli schemi tradizionali della politica per ‘L’Italia al Centro’ significa sposare i progetti e idee senza pregiudiziali ideologiche. Ovvio che abbiano una nostra precisa identità – ha continuato Yari Lupattelli – ci ispiriamo ai principi dello Stato liberale, laico, inclusivo, fondato sui valori della divisione dei poteri e su quelli della Costituzione repubblicana e antifascista. Siamo europeisti e promuoviamo un modello di società aperta che contrasta il nazionalismo e il sovranismo».

Lupattelli «Mantenendo fede a questi nostri principi, promuoveremo e sosterremo, senze preclusioni di sorta, quei progetti che si sposano meglio con essi». Yari Lupattelli ha tenuto a sottolineare che l’associazione non è una realtà civica. Come moderati rivendichiamo una nostra specifica identità – ha detto – che anche nelle elezioni appena passate non abbiamo trovato nei soggetti in corsa. I moderati erano nelle liste civiche e non hanno corso con un proprio simbolo. Noi, viceversa, non abbiamo paura di mettere il nostro simbolo e non entreremo nelle liste civiche per sostenere qualcuno e qualche progetto politico ma lo faremo in maniera autonoma. L’Italia al centro si impegnerà, in particolare, sui temi della sanità, del sociale, dello sviluppo economico, del lavoro, dell’ambiente e della giustizia. Sul territorio – ha detto ancora Yari Lupattelli – muoviamo i primi passi con una serie di iniziative che saranno lanciate nei prossimi mesi, in cui coinvolgeremo imprenditori, associazioni datoriali, ma anche importanti esponenti del mondo scientifico e della ricerca, la cui valenza è riconosciuta a livello internazionale. Con questi ultimi, in particolare, sono già in corso contatti per averli ospiti di un evento in programma per inizio anno». Alla domanda su chi siano i trenta dell’associazione, la risposta è vaga: «Imprenditori, tecnici e professionisti; di cui però oggi non sveliamo i nomi».

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