di C.F.
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«Ci fregano perché non siamo uniti». Questo in estrema sintesi quanto emerso, al di là di correnti e letture, martedì sera all’assemblea del circolo del centro storico. Tant’è che per tentare in extremis di rimettere insieme i cocci, operazione che appare molto improbabile, il Pd spoletino su input di iscritti e simpatizzanti da mercoledì mattina ha avviato una raccolta firme da presentare al segretario regionale Giacomo Leonelli e alla presidente Catiuscia Marini per far fare un passo indietro a uno dei 20 candidati della lista Pd, già presentata ma non depositata, e far spazio a un rappresentante della città.
LA LISTA PD
FOTO: I VOLTI DEI 20 CANDIDATI
I PROFILI DEI CANDIDATI
Raccolta firme per un posto in lista Pd A rendere nota l’iniziativa il segretario comunale Roberto Loretoni intervenuto all’assemblea convocata dalla coordinatrice Rosanna Mazzoni. Per dirla tutta in diversi sono caduti dalle nuvole di fronte alla raccolta firme, ma poi quando si è capito che ad avviarla erano stati gli iscritti, le facce sono diventate un po’ meno torve, anche se per tutta la serata di stracci ne sono volati diversi e nella palazzina di viale Trento e Trieste il vicinato non ha chiuso occhio fino alle una disturbato dalle grida. In ogni caso se, come è molto probabile, nessuno dei 20 democratici protagonisti della corsa a palazzo Donini farà un passo indietro, in particolare si vorrebbe out Rita Zampolini anche se per far posto chi non è ben chiaro, sicuramente a una donna, probabilmente a Valia Fedeli Alianti, ci sarebbe un piano B.
IL CASO PUCCIARINI
SPOLETO SUL PIEDE DI GUERRA
Marini e Leonelli chiamati a impegnarsi per Spoleto Nel caso in la quadra non si trovasse, infatti, il segretario provinciale Dante Andrea Rossi conta di chiedere un impegno programmatico chiaro su Spoleto da parte tanto di Leonelli quanto della Marini, che sarebbe chiamata a venire in città per tradurre in sostanza l’impegno assunto con la città domenica mattina in assemblea regionale quando dalla lista Pd è sparito il candidato espressione del territorio, ma soprattutto, va detto, per motivare un elettorato di centrosinistra che diversamente non saprebbe neanche quale nome crociare il prossimo 31 maggio. L’assunzione di responsabilità, eventualmente, si consumerebbe in un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, magra consolazione per un’assenza di rappresentanza che, in caso di vittoria della Marini, si protrarrebbe per i prossimi 5 anni.
Volano stracci all’assemblea Pd Sullo sfondo restano le diverse letture tra chi, è il caso di Rossi, punta il dito esclusivamente contro il blitz di Riommi, chi invece, come Loretoni, tira in ballo il segretario regionale Giacomo Leonelli, «voleva una donna per prendere voti qui per lui o per Barberini», e chi infine giudica un errore aver insistito con la candidatura secca di Giancarlo Cintioli, così Mazzoni, Lezi, Zampa, Cardini e altri.
Il nodo del candidato civico Ma mentre si tenta il tutto per tutto per infilare un candidato nella lista Pd la partita delle Regionali a Spoleto si gioca anche su un altro fronte, quello della formazione civica che appoggerà la Marini. Qui al di là dei nomi, si va dall’assessore comunale Vincenza Campagnani fino all’imprenditore Mauro Luchetti, anche se un posto potrebbe averlo anche il dottor Maurizio Hanke, a pesare in viale Trento e Trieste è il ruolo del sindaco Fabrizio Cardarelli che negli ultimi mesi ha costruito con la presidente dell’Umbria a caccia del secondo mandato un buon rapporto. E su questo fronte, tanto in assemblea martedì sera quanto in conferenza mercoledì mattina, Rossi è stato chiaro: «Qualsiasi candidatura civica sarà discussa in casa Pd, sarebbe fantapolitica se a indicare il nome fosse Cardarelli che in maggioranza ha esponenti della Lega e consiglieri in pista col Nuovo centrodestra, se vuole partecipare al confronto per la lista della Marini nell’amministrazione spoletina deve emergere qualche elemento di novità». Che tradotto significa rimpasto di giunta con ingresso di assessori Pd per varare un governo di garanzia. Antenne dritte.
