di Chia.Fa.
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Di sicuro c’è solo che Spoleto non avrà un candidato alle Regionali nella lista Pd. Per il resto mentre tutti si preparano a lanciare stracci martedì sera in viale Trento e Trieste, l’occasione l’ha subito offerta la coordinatrice del circolo centro storico, Rosanna Mazzoni, che tempestivamente ha convocato un’assemblea degli iscritti, i democratici ducali si dividono tra accuse e veleni, in uno scontro che potrebbe far saltare qualche testa, perché la sconfitta è davvero cocente.
LA LISTA PD
FOTO: I VOLTI DEI 20 CANDIDATI
Martellini: «Errore insistere con Cintioli» Da una parte ci sono gli ex Margherita, molti dei quali vicini a Gianpiero Bocci, che parlano di una partita giocata male dalla segreteria comunale e provinciale, imputata per aver insistito col nome di Giancarlo Cintioli quando da Perugia in tutti i modi avrebbero fatto sapere che serviva una donna. «Non si doveva arrivare fino all’ultimo solo con Cintioli – dice il consigliere comunale Paolo Martellini – che era in bilico perché assessore in un Comune perso alle ultime amministrative, serviva individuare una seconda proposta, una donna, ma non si è trovata la quadra». Idem per la rosa di nomi che la segreteria regionale del Pd ha più volte richiesto a Spoleto, da dove però è uscito soltanto il nome del consigliere regionale uscente.
Rossi: «Blitz vergognoso di Riommi» Dall’altro lato della barricata, seppur con qualche distinguo, il segretario comunale Roberto Loretoni e quello provinciale Dante Andrea Rossi, anche lui spoletino. Ed è proprio Rossi, che in assemblea regionale si è scagliato duramente contro Vincenzo Riommi e la sinistra del partito, a spiegare: «Non c’è stato un problema di proposta spoletina, perché – dice – negli ultimi giorni si è ragionato su tutti i nomi in campo con l’impegno della segreteria regionale ad assicurare il rispetto delle aree politiche e territoriali, ma da Riommi e i suoi abbiamo subito un blitz arrogante e vergognoso che apre una profonda ferita e avrà ripercussioni».
Tre da Foligno, più Porzi da Cannara I nomi messi in campo in extremis da Spoleto erano quelli di Carla Erbaioli e Laura Zampa, ma soprattutto Valia Fedeli Alianti rimasta in lista fino all’ultimo secondo per poi lasciare il posto a Rita Zampolini, terza candidatura del Folignate, dopo Luca Barberini e Mario Bravi, mentre più in zona di confine Donatella Porzi di Cannara. E tre candidati, borbottano in diversi a Spoleto, li ha anche il Tifernate che schiera Fernanda Cecchini, Marco Vinicio Guasticchi e Manlio Mariotti. Perché alla fine si sia permesso a Zampolini di soffiare il posto di Spoleto lo ipotizzano in diversi: «Hanno voluto tener buono Riommi per evitare che mettesse i bastoni fra le ruote a Barberini».
Loretoni: «Nessun fallimento, ma subite prepotenze» Diversa la posizione del segretario comunale di Spoleto, primo sostenitore di Cintioli: «Avremmo dovuto candidare una donna soltanto per mandarla in ticket con candidati di altri territori – dice Loretoni – così da permettergli di pescare voti a Spoleto e dintorni? Sarebbe stato da matti. La presidente Marini gradiva Cintioli e fino a qualche giorno fa non c’erano problemi sulla sua candidatura, qui non registriamo un fallimento politico, ma la prepotenza di capibastone e territori».
Cintioli: «Vertici incapaci di leggere dinamiche territoriali» Tanto che nonostante la sconfitta non c’è propensione all’autocritica, con Rossi che non conta di dimettersi «perché – dice – la segreteria provinciale non dà l’indirizzo politico ma ha solo compiti organizzativi», mentre Loretoni «non esclude» di lasciare la guida dell’unione comunale. Sullo sfondo il commento di Cintioli: «La classe dirigente ha ritenuto che la quinta città dell’Umbria non dovesse avere rappresentanza, rilevo una forte miopia dei vertici a leggere le dinamiche territoriali e quindi ad assicurare integrità a livello regionale, il risultato è che Spoleto dopo aver perso rappresentanza in Provincia non l’avrà neanche in Regione».
Zampa: «Affronto a Spoleto e Valnerina» Su Facebook Laura Zampa scrive: «Un affronto alla città di Spoleto e al territorio della Valnerina, spero che qualcuno venga a darne motivazione agli iscritti, al partito e agli elettori, per far comprendere quali siano stati i “criteri” di questa scelta». E intanto col Pd che abbandona il campo, la città potrebbe diventare facile preda dei candidati di centrodestra espressione del territorio.
