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mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 21:29

Lingotto record Ast, plauso di Salvini all’acciaieria di Terni e sprint per il nucleare

Il leader del Carroccio: «Produciamo componenti per centrali estere, apriamo il dibattito in casa». Politica in ordine sparso

di M.R.

Il lingotto più grande mai prodotto nella storia dei fucinati di Acciai speciali Terni, aldilà della suggestione per la grandiosità delle opere che l’acciaieria di Terni è in grado di sfornare, ha attivato più di un dibattito, dalla logistica e le infrastrutture con un primo ok incassato dalla Lega a una modifica della norma sui trasporti eccezionali, ora l’attenzione del Carroccio si sposta sulle soluzioni energetiche del Paese, in tempi di transizione ecologica e caro bollette. Il leader del partito, Matteo Salvini, in una dichiarazione rilasciata ad Askanews nel pomeriggio di giovedì, siè complimentato con Acciai speciali Terni e chi lavora per il suo rilancio, non lasciandosi scappare la ghiotta occasione per parlare del nucleare: «Se forniamo componenti così importanti per centrali nucleari all’estero – ha detto alla redazione del portale web -, sarebbe ora che anche in Italia si riaprisse un dibattito, concreto e non ideologico, sul futuro del nucleare pulito e sicuro di ultima generazione, come fa il resto del mondo occidentale».

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Nucleare Tanto per restituire un quadro politico sul tema prendendo in considerazione le forze di governo alla guida del Paese, laddove certi ministri hanno mostrato una certa apertura con aspre critiche anche da Sinistra Italiana, l’eurodeputata pentastellata Daniela Rondinelli, intervenuta a Terni e sollecitata sulla questione alcune settimane fa, parlando a nome del Movimento non ha mostrato altrettanto interesse per l’argomento, che non ha trovato spazio neanche nel confronto organizzato dai Dem a Palazzo Gazzoli, l’Agorà Pd sulla siderurgia. E dal partito di Letta nei mesi passati non è mancato chi ha accusato Salvini di essere confuso sul tema, in particolare la presidente della commissione Ambiente e deputata del Pd, Alessia Rotta, su Twitter.

Fdi e Fi Quanto a Giorgia Meloni, oggi all’opposizione, già da alcuni anni incalza: «Avere il coraggio di investire sulla ricerca, capeggiando, da paese industrializzato privo di centrali nucleari, il consorzio internazionale per la fusione nucleare, cioè il nucleare pulito». Da Forza Italia, solo pochi mesi fa, è stato detto che «Sarebbe sbagliato chiudere al nuovo nucleare conducendo battaglie ideologiche». Insomma posizioni e sfumature differenti sul tema, segno che il dibattito sarebbe senz’altro acceso. Come lo sarebbe quello sul piano nazionale della siderurgia, peccato che non ve ne sia traccia.

Podcast Terni cuore d’acciaio (Episodio 7)

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