giovedì 1 ottobre - Aggiornato alle 18:05

«Libertà di cura e di scelta»: lunedì manifestazione di fronte a Palazzo Cesaroni

A convocarla i Radicali di Perugia: «Salvare e riqualificare i consultori e garantire la cannabis terapeutica ai pazienti»

Michele Guaitini e Andrea Maori

Una manifestazione a sostegno della libertà di cura e di scelta. A convocarla i Radicali di Perugia, che hanno dato appuntamento a lunedì alle 10 di fronte a Palazzo Cesaroni, dove è convocato il consiglio regionale per la discussione sulle linee programmatiche della nuova giunta e sul bilancio. Alla manifestazione hanno aderito l’associazione Omphalos Lgbti e il circolo di Perugia dell’Uaar. Gli obbiettivi, come spiegano il segretario di Radicali Perugia Michele Guaitini e il tesoriere Andrea Maori, sono due: «Chiediamo alla nuova giunta – dicono – di salvare e riqualificare i consultori della Regione, per una sanità efficiente e accogliente, contro i rischi dell’aborto clandestino e per aiuti a tutte le donne. Infatti a quasi 40 anni dall’entrata in vigore della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, le donne trovano ancora molte difficoltà a vedere riconosciuto il proprio diritto ad un aborto legale e sicuro. Le stime sull’aborto clandestino (in particolare sull’assunzione di farmaci acquistati online e senza controllo medico) cominciano ad essere allarmanti e i rischi per la salute delle ragazze e delle donne non possono essere ignorati».

Cannabis terapeutica Il secondo obbiettivo riguarda la cannabis terapeutica: «Malgrado una buona legge regionale – continuano Maori e Guaitini – in Umbria scarseggia l’approvvigionamento della cannabis a scopo terapeutico. Centinaia di pazienti sono costretti a farsi curare fuori regione o a rivolgersi al mercato proibizionista. Malgrado continue sollecitazioni da parte della Regione, dei medici e dei pazienti, la situazione anche in Umbria rimane molto critica. Per questo chiediamo alla nuova giunta di farsi promotrice di iniziative per far fronte alle problematiche legate all’importazione di medicinali di origine vegetale a base di cannabis e per cercare di trovare una soluzione nazionale al problema. Chiediamo inoltre di introdurre misure concrete e capillari per la formazione dei medici su tutto il territorio regionale».

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