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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 21:08

Lettera-appello di Bori in vista dell’assemblea: «Pd spazio di tutti, voltiamo pagina insieme»

Il neo segretario si appella a tutte le componenti del partito: «Un Pd progressista nei valori, riformista nel metodo e radicale nei contenuti»

Tommaso Bori (foto F.Troccoli)

Domenica pomeriggio è in programma l’assemblea regionale del Partito democratico che, dopo oltre due anni di commissariamento, torna ad avere un segretario eletto. L’appuntamento di domenica rappresenterà il via ufficiale della segreteria Bori, eletto dopo un congresso ad alta tensione dal quale si sono sfilati tre candidati su quattro. Alessandro Torrini, Massimiliano Presciutti e Francesco De Rebotti solo nei giorni scorsi, nel corso di un incontro a Roma, hanno riconosciuto la legittimità delle procedure e quindi del segretario eletto, che a sua volta si è impegnato a includere tutte le componenti nella gestione del partito; solo un primo passo verso una difficile pacificazione interna. In quest’ottica va inquadrata la lettera, che pubblichiamo di seguito, spedita da Bori a tutti i militanti del partito.

di Tommaso Bori*

«Il cielo è di tutti gli occhi, di ogni occhio è il cielo intero». Così recita una poesia di Gianni Rodari del 1960, in un testo che potrebbe, per noi, rappresentare un manifesto. Il cielo è di tutti, così come lo è il suolo che calpestiamo ogni giorno e i luoghi, fisici e simbolici, che siamo chiamati a occupare e di cui dobbiamo prenderci cura. Il Partito democratico è e deve tornare a essere ciò che in questi anni non è stato, il luogo di incontro, sintesi, partecipazione ed espressione politica.

​Dopo questo congresso è sempre più ferma la convinzione che il metodo partecipativo paghi, nei modi e nei contenuti. L’obiettivo è quello di fare vincere l’intelligenza collettiva, il confronto e la pluralità delle posizioni e dei valori, partendo dall’assunto comune, e condiviso, che non esiste confronto senza volontà, e che la sintesi è raggiungibile solo impiegando tutte le energie e le proposte che solo una realtà ben strutturata e coesa può raccogliere e consolidare.

​La necessità di dialogo al nostro interno si lega ad altre interazioni positive che dovranno essere sviluppate, come quelle tra centro e periferia, tra corpi sociali, di rappresentanza e intermedi e, non ultimo, tra i cittadini, soprattutto tra coloro che avvertono una distanza sempre maggiore della politica e, in maniera particolare, del nostro partito, dalla sfera della loro quotidianità, dai loro interessi, da ciò che ritengono importante e vitale per la loro esistenza e per la loro soddisfazione e realizzazione.

​Il disamore e il disincanto che si sono sviluppati in questi anni, hanno portato molti a considerare la politica come appannaggio di un ristretto gruppo di professionisti da cui non si sentono più rappresentati, luogo di dinamiche di notabilato inamovibile. L’ondata dell’antipolitica, la tentazione di chiudere la partecipazione, di non credere più che ci siano strade percorribili per far sentire la propria voce, per mediare con le richieste altrui e rendere possibile la cooperazione, è un tema che ci riguarda in prima persona e che siamo chiamati ad affrontare e risolvere.

​Dobbiamo tornare in mezzo alle persone, perché un partito è definibile veramente come tale solo se capace di sviluppare una collettività vitale al suo interno e proiettata al suo esterno. Prendendo in prestito le parole del segretario Enrico Letta: «Non si vincono le elezioni con una ottima squadra di comunicatori o agenzie di comunicazione, ma se ci sono centomila persone in campo». ​Dobbiamo quindi aprire e mettere al centro i temi del lavoro, dei diritti sociali e civili, della sostenibilità e dell’ambiente. La lotta alla diseguaglianza comincia da qui, dalle diseguaglianze sui territori, di genere e nelle opportunità di partenza.

​Per voltare pagina, insieme, ti invito all’assemblea regionale del Partito democratico che si terrà online domenica 13 giugno a partire dalle ore 15.15 in cui decideremo come portare avanti il nostro pensiero comune. Abbiamo bisogno di una comunità democratica «Progressista nei valori, riformista nel metodo e radicale nei comportamenti e nei contenuti». Con questo monito apriamo l’assemblea regionale del Partito democratico dell’Umbria, non un luogo di pochi, ma lo spazio di tutti.

*Segretario Pd Umbria

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