L'Aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Dan. Bo.

Nuove regole del gioco targate solo Pd e Psi. Mercoledì la Commissione statuto, all’interno della quale vige il voto ponderato (più è grande il gruppo in consiglio e più il voto ‘pesa’) ha approvato la nuova legge elettorale regionale solo con i voti di democratici e socialisti; l’intera opposizione da settimane ha deciso di disertare per protesta i lavori così come il Comunista umbro Orfeo Goracci, Damiano Stufara (Prc) ha votato no mentre Brutti (Idv) non ha partecipato alla riunione. Il documento andrà ora in aula il 16 e 17 febbraio per la definitiva approvazione, a meno di tre mesi dal voto di maggio.

Storia lunga Una storia lunga e tribolata quella della nuova legge. Promessa per la pausa estiva e poi per settembre, il testo verrà approvato solo tra una decina di giorni in primis a causa del dibattito interno al Pd, che si è scontrato duramente sul numero dei collegi. Poi sul tavolo della commissione è planata la proposta del partito, sonoramente bocciata dai costituzionalisti interpellati e con norme, come quella sul numero di firme richiesto per presentare una lista (tremila, un record in Italia, richieste solo a coloro che non siedono in parlamento o in consiglio regionale), che rappresentavano palesemente un ostacolo alla libera competizione democratica; una soglia notevolmente abbassata (e poi dimezzata in prima applicazione) solo grazie a chi, come il Comitato per la democrazia in Umbria, ha deciso di alzare la voce.

Il testo In consiglio regionale tecnicamente non arriverà un nuovo testo, dato che l’articolato è formato da un pacchetto di emendamenti che vanno a modificare la legge attualmente in vigore; emendamenti che sostanzialmente ricalcano i contenuti della prima proposta. Uno dei punti principali riguarda la conferma del turno unico, intorno al quale Pd e Psi si sono scontrati con il centrodestra che invece ha chiesto a gran voce il doppio turno nella speranza di replicare il successo delle amministrative di Perugia. Altro punto fondamentale, digerito con enorme fatica dal Pd ternano ma non solo, è il collegio unico che, secondo alcuni, favorisce le filiere di potere e annacqua le differenze. Con un emendamento poi si vieta il voto disgiunto, mentre il metodo matematico scelto per la ripartizione dei seggi è quello della «miglior media» (l’Hagenbach-Bischoff).

Le modifiche Quanto al premio di maggioranza, altro tema assai discusso, per la coalizione che ha conseguito il maggior numero di voti si prevede un massimo di 12 seggi, con la garanzia minima di otto per le liste o coalizioni perdenti. Al partito che all’interno della compagine vincente avrà riportato più consensi poi potranno essere assegnati al massimo 10 posti in consiglio, con gli altri due a disposizione delle altre liste delle coalizione purché in grado di conquistare almeno il 2,5%. Il famigerato listino del presidente inoltre viene abolito, mentre è stata introdotta la doppia preferenza di genere, con le donne che dovranno essere almeno il 40% dei componenti della lista. I candidati presidente perdenti invece potranno entrare in consiglio solo se collegati a liste che abbiano conseguito almeno un seggio.

Il dibattito «La maggioranza che ha votato la proposta – commenta Stufara – ha perseguito con pervicace volontà l’obiettivo di blindare il risultato con il minimo possibile dei voti, 16 soltanto, per decidere ogni cosa. Abbiamo registrato l’assoluta indisponibilità a discutere i punti centrali del testo. Ciò che ne risulta è una legge fatta ad uso e consumo del Pd, che punta ad avere la maggioranza assoluta in Aula pur non avendola dalle urne». Il Psi per bocca di Massimo Buconi apprezza invece il lavoro fatto e parla di un «buon compromesso tra gli interessi in gioco», auspicando poi «maggiore condivisione e ripensamenti» in aula. «Non si può nascondere l’amarezza – aggiunge il presidente della Commissione Andrea Smacchi, Pd – per come sono andate le cose in questa ultima fase. Legittimo da parte loro, ma ritengo che si sarebbe potuto comunque continuare a lavorare, pur nella diversità delle proposte».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.