di D.B.
Benché la nuova legge elettorale non sia stata approvata, i ricorsi sono già pronti a partire. A spiegarlo è il Comitato per la democrazia in Umbria (composto da Radicali, Sinistra anticapitalista e Alternativa riformista) che per lunedì, quando il testo dovrebbe ricevere il definitivo via libera in consiglio regionale, ha organizzato l’ennesimo presidio di protesta di fronte a palazzo Cesaroni e una conferenza stampa per fare il punto sulla mobilitazione e per parlare delle prossime iniziative, «a partire dai ricorsi da inoltrare in tutte le sedi competenti nel caso in cui l’Assemblea legislativa approvi il testo di legge così come licenziato dalla commissione Riforme statutarie».
Incostituzionale Secondo il Comitato ci sono «palesi vizi di incostituzionalità che consistono nell’assegnazione di un premio di maggioranza senza fissazione di una soglia minima di voti da conseguire», nonché «la violazione del principio di uguaglianza del voto laddove prevede che una lista che ottiene il 2,5% dei voti riesce ad ottenere un seggio solo se all’interno della coalizione vincente, mentre liste che ottengono il 5% o il 7% o finanche il 9,5% rischiano di non avere assegnato alcun seggio». Sul tavolo poi verranno messe alcune simulazioni di riparto dei seggi in base al testo che dovrebbe essere approvato.
CHE COSA PREVEDE LA LEGGE ELETTORALE
Risultati distorti Numeri «che evidenzieranno in maniera inequivocabile i risultati distorti a cui si perverrà con questa nuova legge e documenti inediti che attestano come i consiglieri regionali siano pienamente consapevoli dei profili di incostituzionalità della norma in esame». In consiglio regionale i numeri sono sul filo: al momento infatti il testo approvato in commissione ha il placet solo di Pd e Psi, mentre tutti gli altri sono contrari, con l’opposizione che ha abbandonato i lavori in commissione da tempo. Non siede a palazzo Cesaroni ma lunedì farà sentire la sua contrarietà anche Scelta civica. «La politica locale – scrive la deputata Adriana Galgano – ha dimostrato sordità alle istanze dei territori confermando quell’autorefenzialità e quella scarsa propensione al rinnovamento e alla partecipazione che sono strettamente connesse con il declino dell’Umbria».
Conservazione «Il testo che lunedì sarà discusso in Aula – conclude Galgano – non rispecchia affatto la volontà di apertura, pluralismo e cambiamento arrivata, con forza, dai cittadini ma mira piuttosto alla conservazione delle poltrone e al mantenimento di maggioranze espressione degli apparati di partito. Chiediamo alla politica di utilizzare questa ultima occasione per cambiarlo nel senso indicato dai cittadini». In concomitanza con la seduta del consiglio sotto palazzo Donini si terrà anche la manifestazione, organizzata dalla lista civica Progetto Terni e alla quale hanno aderito anche Socialismo patriottico, Sc e Progetto dei territori, per «portare le istanze dei lavoratori» delle acciaierie, della ex Merloni, della Trafomec e non solo.
Twitter @DanieleBovi
