L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Promessa prima per settembre e poi per novembre, la nuova legge elettorale è un cantiere a metà con progettisti che paiono incartati. Tanto che torna a profilarsi che si possa andare al voto con l’attuale legge elettorale emendata con i punti che mettono d’accordo larghe fette dell’arco politico (o quantomeno il Pd): abolizione del listino, doppia preferenza di genere, collegio unico.

Problemi di costituzionalità Nella seduta di mercoledì della commissione Statuto il presidente del consiglio regionale Eros Brega in audizione ha spiegato che il parere richiesto agli esperti costituzionalisti su iniziativa della Commissione nella seduta del 26 novembre non è ancora stato formalizzato (potrebbe arrivare la settimana prossima), anche se, da quanto anticipato dal presidente Brega parrebbero profilarsi dei rilievi di incostituzionalità riferiti alla questione relativa «al meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza» (uno dei punti nodali elaborati nel testo Pd).

Via di uscita Tra le possibili vie di uscita alternative alla elaborazione di una nuova proposta di legge, ma che siano perfettamente in linea con la sentenza della Corte costituzionale, spunta l’ipotesi di modifiche alla legge vigente non sostanziali ma «politiche» (appunto quelle largamente condivise). Una ipotesi quest’ultima sulla quale tutti i commissari intervenuti si sono detti contrari (salvo Buconi del Psi) ma che potrebbe alla fine essere l’unica soluzione. Perché su una cosa tutti sono concordi: entro fine anno la commissione un testo deve partorirlo e darlo in pasto al consiglio a gennaio. Tutto, quindi, rimandato quindi alla prossima riunione dell’organismo, fissata per martedì 16 dicembre alle 15. Dopodiché si dovrebbe proseguire a oltranza nei giorni seguenti fino all’approvazione legge.

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