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martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 15:49

La scommessa vinta di Romizi e il Pd dimezzato. Ecco tutti i nuovi consiglieri comunali

Testa a testa tra Lega e Progetto Perugia per il vicesindaco. Cicchi, Bistocchi e Arcudi i campioni delle preferenze

Romizi arriva a Palazzo dei Priori

di Daniele Bovi

Una scommessa vinta. Alla vigilia del voto a Perugia quasi nessuno giudicava realmente in discussione la vittoria del sindaco uscente Andrea Romizi – anche se non con queste dimensioni – puntando più che altro l’attenzione sulla partita tutta interna alla sua coalizione: la presenza della Lega è stata infatti una delle chiavi per capire come si è arrivati allo schieramento di otto liste che ha trainato alla vittoria il sindaco uscente. Uno scacchiere pensato anche per contenere la possibilità di un exploit leghista che, alle comunali, non c’è stato. Dentro Progetto Perugia più d’uno pensava fin dall’inizio che questa lista fosse la reale competitor della Lega, e così è stato, complice la forza della squadra: al termine di un testa a testa andato avanti fin quasi alle 3 di martedì, il partito di Salvini si prende il primo posto nella coalizione per neanche 200 voti.

PREFERENZE: IL FOCUS SULLE LISTE

SPOGLIO IN DIRETTA

Scommessa vinta La Lega dunque vede più che dimezzarsi il consenso rispetto alle europee, passando da 27 mila voti a 12.700, e la sua forza viene bilanciata da quella di Progetto Perugia, con dentro tanto mondo cattolico. Ma non solo: oltre le aspettative Perugia civica, la lista dell’ex vicesindaco delle giunte di centrosinistra Nilo Arcudi e dell’ex segretario comunale Pd Franco Parlavecchio che ottiene oltre 5.300 voti (6,2%); boom anche di Fratelli d’Italia, che conquista il 12% e 3 mila voti in più rispetto alle europee (da 7.700 a 10.700), mentre Fi passa dai 6.200 voti delle europee ai 4.800 delle comunali. Flop invece per la lista del vicesindaco uscente Urbano Barelli, che si ferma all’1,5% mentre poche aspettative c’erano per il risultato di Giovane Perugia (0,6%). Romizi poi, sulla cui immagine sono state puntate gran parte delle fiches durante la campagna elettorale, riesce a ottenere circa 1.700 voti in più rispetto alle sue liste.

COMUNALI: MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

Il disastro M5s A dare una grande mano al sindaco non c’è stato solo il consenso personale costruito in cinque anni, la forza di tre liste (Fdi, Lega e Progetto Perugia) capaci da sole di andare quasi al 45%, lo spostamento di portatori di voti e pezzi di mondi di centrosinistra verso il sindaco uscente: per capire da dove arriva il 60% bisogna anche parlare del disastro del M5s. Francesca Tizi dopo una campagna elettorale incolore e con qualche autogol mediatico (dall’invocazione dell’Esercito a Perugia all’appello per non consegnare la città alla Lega, alleata di governo del Movimento), si ferma sotto il 7% e a guadagnarne non è certo la scissionista Cristina Rosetti, abbondantemente sotto il 2%. Come accaduto alle europee, un bel pezzo di elettorato pentastellato ha preso armi e bagagli e si è spostato verso Romizi.

EUROPEE: L’UMBRIA DIVENTA VERDE

Polarizzazione E a proposito di percentuali da prefisso telefonico, il 60% di Romizi si spiega anche grazie al fatto che sette candidati (Rosetti, Mandarini, Stella, Bellillo, Ribecco, Camicia e Iacobelli) tutti insieme non sono arrivati a totalizzare il 7% dei voti; altro che rischio di frammentazione del voto: di fronte al record storico di candidati (10) le preferenze degli elettori, complici meccanismi tipici delle comunali, si sono concentrate sui due schieramenti principali. In casa centrosinistra invece Giubilei non ha garantito un valore aggiunto molto ampio alla coalizione, ottenendo un centinaio di voti in più delle sue liste. Il Pd, probabilmente scontando anche l’effetto Concorsopoli, ma non solo, prende 8.300 voti in meno alle comunali rispetto alle europee, passando da 23 mila (all’incirca lo stesso livello delle politiche 2018) a 14.700, mentre alle comunali 2014 arrivò quasi a quota 30 mila.

TABELLE: RISULTATI COMUNALIRISULTATI EUROPEE

Coalizione debole Oltre al dimezzamento del Pd Giubilei, che poteva contare sulla metà dei candidati di Romizi, sconta anche la debolezza della coalizione: la sinistra, che ha rotto il matrimonio con il Pd da tempo, ha corso in solitaria con Bellillo, il mix Socialisti-Articolo 1-Civici popolari non è arrivato neppure al 2% e la civica Perugia in Europa idem; unica parziale soddisfazione la lista Giubilei sindaco, che ottiene il 6% probabilmente incamerando voti del Pd e non solo. Troppo poco per sperare anche solo lontanamente di ambire al ballottaggio: il centrosinistra ottiene il peggior risultato da quando esiste l’elezione diretta dei sindaci. A livello territoriale (al tema Umbria24 dedicherà in giornata un focus specifico) l’analisi è abbastanza semplice: Romizi vince, dove più largamente e dove meno, in tutte e 159 le sezioni del territorio.

FOTO: I VOLTI DEI NUOVI CONSIGLIERI

ROMIZI E GIUBILEI: LE INTERVISTE

Il nuovo consiglio Di fronte a questo quadro è possibile ipotizzare la composizione del nuovo consiglio comunale, dove il record delle preferenze spetta a Edi Cicchi (Progetto Perugia, 1.042), seguita a ruota dalla dem Sarah Bistocchi (1.036) e da Arcudi (1.030). Le liste a sostegno di Romizi ottengono 21 seggi: la Lega ne conquista 6 con Gianluca Tuteri (439 preferenze), Lorenzo Mattioni (386), Alessio Fioroni (378), Roberta Ricci (339), Luca Valigi (313) e Luca Merli (311); alcuni posti dunque, come nel caso dei ‘corcianesi’ Merli e Ricci, li ottengono chi ha già diverse esperienze partitiche alle spalle mentre ve registrato il flop dell’ex barelliano Franco Ivan Nucciarelli (86) e del coordinatore comunale Drusian (145). Per Progetto Perugia, oltre a Cicchi, dentro l’ex forzista Leonardo Varasano (934), Otello Numerini (856), l’assessore uscente Cristiana Casaioli (704) e Gino Puletti (635); fuori invece l’assessore uscente Wagué (285).

VIDEO: ROMIZI ARRIVA A PALAZZO DEI PRIORI

La maggioranza Per Fratelli d’Italia ci sono Riccardo Mencaglia (626), l’ex Pd Federico Lupattelli (523), la consigliera uscente Clara Pastorelli (530), l’avvocato Michele Nannarone (451) e l’imprenditrice Fotinì Giustozzi (446). Perugia civica elegge oltre ad Arcudi anche il sindacalista del Silp Massimo Pici (572); Forza Italia Giacomo Cagnoli (378) e Michele Cesaro che con 323 preferenze batte di un solo voto l’assessore uscente Massimo Perari, che a questo punto deve sperare in un assessorato a Forza Italia per poter entrare in consiglio. Nella sua stessa condizione Nicola Volpi di Progetto Perugia, primo dei non eletti insieme a David Bonifazi (Lega) e Paolo Befani (415). Un seggio riesce a strapparlo anche Blu con la capolista Francesca Renda (281).

FOLIGNO: BALLOTTAGGIO E SCENARI

Opposizioni Per quanto riguarda le opposizioni il Movimento 5 stelle elegge la candidata sindaco Tizi e Cristiana Morbello (188) mentre rimane fuori il consigliere uscente Michele Pietrelli (127), grillino della primissima ora. Per quanto riguarda le liste di Giubilei, oltre al candidato sindaco ci sono Fabrizio «Fofo» Croce, conosciutissimo animatore culturale della città (559) e Lucia Maddoli, figlia dell’ex sindaco della città Gianfranco che con 476 preferenze all’ultimo tuffo batte Alessio Sepioni (460). Sei in tutto invece i dem: oltre a Bistocchi ci sono Francesco Zuccherini (894, che correva in tandem con la prima), le uscenti Erika Borghesi (688), Elena Ranfa (503) ed Emanuela Mori (478) e la new entry Nicola Paciotti (410). Se questo assetto venisse confermato 12 donne e 20 uomini.

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EUROPEE: BOOM DELLA LEGA

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