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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 21:08

«La Giunta smentisca di volere togliere i tre ceri dal marchio promozionale dell’Umbria»

«Si continua a giocare strumentalmente tra marchio e stemma. L’identità non è borsetta da rinnovare a ogni cambio stagione»

«La Giunta Regionale smentisca di voler eliminare i tre Ceri di Gubbio dal marchio promozionale dell’Umbria»: è quanto chiedono in una nota il capogruppo Pd Tommaso Bori e il consigliere Michele Bettarelli. «Per fugare ogni dubbio, visto che si continua a giocare strumentalmente sulla differenza tra marchio e stemma – aggiungono – sarebbe opportuno che il bando di gara, da oltre un milione e mezzo di euro pensato a tale scopo, venga ritirato o quanto meno integrato con una opportuna precisazione, ovvero, che il nuovo logo-marchio promozionale, cosiddetto ombrello, non potrà comunque prescindere dagli elementi grafici contenuti nello stemma riportato nel gonfalone della Regione».

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Bori e Bettarelli Continua il botta e risposta della politica intorno alla decisione della Giunta di ripensare il marchio ombrello con il quale viene promossa l’immagine della Regione. «I Ceri di Gubbio, infatti, – precisano i due consiglieri – grazie all’opera mirabile degli architetti Alberto Anselmi e Gino Anselmi, fin dal 1971 sono parte integrante dell’identità di questa Regione e della sua comunità, quindi sono un ineguagliabile strumento di promozione dell’anima autentica di questa terra da cui non si può e non si deve prescindere, anche sotto il profilo del marketing territoriale. D’altro canto proprio una regola del marketing stabilisce che il successo di un prodotto è determinato in larga parte dal senso di appartenenza che esso è in grado di suscitare su chi sarà chiamato a lavorarci, ovvero a venderlo o a promuoverlo. Lo stemma della Regione Umbria, rispetto a quelli delle altre regioni italiane, trae origine infatti da una festa autenticamente popolare, fatto che ne ha determinato da subito il successo e il gradimento degli Umbri».

Brand e trovata pubblicitaria I consiglieri Pd oltre a difendere il valore dei simbolo dei ceri sul marchio promozionale unitamente al simbolo istituzionale, criticano l’approccio della Regione nel confondere il brand con le «trovate pubblicitarie»: «Riteniamo dunque che non si debba disperdere questo valore. Perlatro, dopo aver avallato una campagna come quella sul “Mare dell’Umbria”, in cui si è tentato di fa passare un banale “nonsense”, già utilizzato da una agenzia di Milano negli anni ‘80, per una grande trovata pubblicitaria, non vorremmo che l’Assessora Agabiti adotti anche per il marchio promozionale gli stessi criteri estemporanei, dato che il “logo ombrello” rappresenta uno degli strumenti di brandig più importanti di cui disponiamo, essendo molto più diffuso e visibile rispetto allo stesso stemma-gonfalone della Regione». «L’identità di una terra – concludono Bori e Bettarelli – non è certamente un fatto di moda o di gradimento personale».

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