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lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 00:50

La denuncia, De Luca: «In Umbria, Tesei punta a bruciare l’indifferenziato nei cementifici»

«Ecco cosa abbiamo scoperto: i fanghi di fogna essiccati di tutta la regione Umbria da fare bruciare a Terni»

foto archivio

Lo fa attraverso un post, poi con un video e una nota diffusa a mezzo stampa, per denunciare la visione della presidente Tesei e della sua squadra di Governo nel disegnare la programmazione 2021 – 2027. Thomas De Luca mette in moto tutti i mezzi che può per lanciare una denuncia: «La presidente Tesei, contrariamente a ogni indirizzo dell’Europa vuole bruciare i rifiuti indifferenziati negli inceneritori e cementifici. E li dobbiamo anche differenziare perché diventino combustibile idoneo a essere bruciato». Così il consigliere del movimento 5 Stelle, nel parlare anche di fanghi di fogna essiccati da fare bruciare a Terni.

La nota «Abbiamo scoperto che lei – dice rivolgendosi alla presidente Tesei – e la sua giunta hanno in programma di puntare tutto sulla combustione dei rifiuti e la produzione del Css. I cittadini saranno costretti a fare la raccolta differenziata per selezionare meglio quei rifiuti che bruciando entreranno nei loro polmoni e in quelli dei loro figli».

I fanghi Denuncia quindi la volontà di bruciare a Terni i fanghi essiccati di tutta l’Umbria: «A Terni – ancora il suo post – addirittura si è deciso di bruciare i fanghi reflui essiccati provenienti da ogni parte dell’Umbria». Quindi Gubbio e il cementificio: «Questo problema riguarda tutta la Regione, a partire da Gubbio dove probabilmente il css prodotto verrà bruciato dentro ai cementifici. È incredibile aggiunge – la modalità con la quale la giunta Tesei cerca di raggiungere i suoi obiettivi di nascosto nel timore di ricevere le giuste rimostranze dei cittadini e dei comitati, ma sappia che la battaglia è appena iniziata».

Recovery plan Il consigliere continua poi con una nota dove denuncia le scelte compiute dalla Tesei anche sugli investimenti «per la sanità pari soltanto all’1,34% e dello 0,7% per quanto riguarda le politiche sulla disabilità. Sono 458 i progetti partoriti nelle segrete stanze dalla governatrice Tesei da presentare nel Recovery Plan. Un valore totale calcolato di 6,419 miliardi di euro su cui non c’è stato nessun confronto e nessun percorso di ascolto. Adesso capisco perchè, dopo mesi di domande e solleciti, abbiamo ricevuto risposta solo ora. Schede a tratti incomplete, concepite evitando un dialogo con le parti sociali e le forze politiche. Un confronto che in altre regioni c’è stato e che ha favorito la nascita di un progetto unico frutto di una visione integrata, pensato per l’intero territorio regionale senza creare squilibri negli investimenti. Non è così, purtroppo, nei progetti per il Recovery Plan proposti dalla giunta Tesei di cui in parte è all’oscuro persino la maggioranza e presumibilmente la giunta».

Ambiente Sulle scelte che riguardano ambiente e rifiuti De Luca li definisce come «progetti molto più adatti, a dare una spinta alla “sostenibilità economica” degli investimenti delle multiutility e dei loro consulenti, così come delle multinazionali. Curioso che la presidente Tesei, seppur richiedendo risorse consistenti, abbia puntato tutto sui progetti per la produzione di CSS e per la termovalorizzazione dei fanghi di fogna. Scelte che mal si conciliano con il fiume di miliardi che l’Europa sta investendo per la transizione energetica e le politiche ambientali. Non sappiamo quanti e quali di questi progetti verranno realmente finanziati. Ma preoccupa che siano stati presentati in stretta complementarità con la definizione della nuova programmazione 2021‐2027 e rappresentano, quindi, la visione politica di questa giunta e gli obiettivi che le destre si pongono per l’Umbria nei prossimi sette anni».

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