Stop ai finanziamenti a pioggia, un patto sociale «per favorire crescita, lavoro dignitoso e giustizia sociale», povertà abitativa, ambiente, trasporti, sanità e formazione. Sono questi alcuni dei temi che la segreteria regionale della Cisl ha messo sul tavolo della Regione venerdì nel corso di una conferenza stampa; un appuntamento convocato per fare il punto in vista dell’anno che si è appena aperto.
Le difficoltà L’analisi del sindacato parla di una «regione in difficoltà» tra denatalità, alto tasso di invecchiamento, crescita del Pil sostanzialmente ferma e tasso di disoccupazione – compresa quella giovanile – superiore alla media nazionale. «Sono cinque anni – ha detto il segretario generale Angelo Manzotti – che la nostra regione vanta tristi primati e per questo ci appelliamo alla Regione per avviare un percorso concertativo che porti a un patto sociale per favorire crescita, lavoro dignitoso e giustizia sociale».
Ast Sul tavolo anche il delicato dossier relativo all’accordo di programma per la Arvedi-Ast: «Questa – ha spiegato il segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli – è un’occasione da non sprecare con le istituzioni che debbono dimostrare in tempi rapidi e certi che si possono confezionare progetti di politica industriale di taratura europea a sostegno delle acciaierie con Arvedi – Ast. Soggetto questo che, come global player, deve elaborare un piano industriale trovando il giusto mix tra area a caldo ed area a freddo. Tutto questo dipenderà anche dalla questione energetica».
Finanziamenti Sempre sul piano economico la Cisl chiede alla Regione di cambiare strategia a proposito dei finanziamenti: «Stop – dice il sindacato – a quelli a pioggia. Vanno premiate le aziende virtuose: quelle che investono sulla contrattazione, sulla formazione e che assumono giovani. Questo porterebbe a un salto di qualità e a tendere verso quel passato splendore che un tempo si è vissuto nel mercato del lavoro umbro, oltre che in termini di sicurezza e retribuzioni. Per ritornare a quei livelli dobbiamo avere il coraggio del cambiamento, dello studio per superare un dannoso ed esistente mismatch anche digitale e della sperimentazione di soluzioni diverse per approcciarsi alla globalizzazione, come quelle delle filiere, dei consorzi di imprese e della cooperazione».
Sanità e formazione Nel corso della conferenza stampa Simona Garofano ha parlato di povertà abitativa e Gianluca Giorgi di ambiente e trasporti. Quanto a sanità e formazione invece «questi due temi – è stato detto venerdì – riguardano tutti, non solo i lavoratori e i pensionati ma tutti i cittadini, e investono diritti costituzionalmente sanciti e la tenuta sociale di una collettività. Pertanto dobbiamo impegnarci tutti affinché rimangano pubblici, di qualità e rispondenti alle esigenze dei territori». In sintesi, essendo la ripresa «una responsabilità collettiva» per il sindacato quello che serve è un patto sociale con la Regione e la partecipazione dei lavoratori alle decisioni delle aziende.
