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mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 18:58

«Io fascista? sono paracadutista», Bandecchi plana sulle polemiche e attacca su stadio-clinica

Patron della Ternana risponde alle critiche per la maglia. Sull’investimento per il Liberati: «State sbagliando tutto»

di F.B.

«Ho visto che sta succedendo un macello per la maglietta che ho messo ieri sera ma scusatemi signori a qualcuno di voi era sfuggito che io ho fatto il paracadutista nella mia vita e che a me piace esserlo stato e che mentalmente mi ci sento ancora? È una cosa molto triste? Vi dà fastidio questa cosa? Non ci posso fare niente, io sono un paracadutista». Così, esplodendo in una risata, il presidente della Ternana Stefano Bandecchi replica alle polemiche sollevate dal consigliere di Senso civico Alessandro Gentiletti e non perde occasione per lanciare una frecciata velenosa alla politica sull’approccio al progetto stadio-clinica.

La polemica «Chiedo al presidente della Ternana – aveva detto il consigliere comunale di Terni – di volerci cortesemente spiegare il significato della maglietta che ha esibito nell’ultima diretta Instagram e che ha catturato l’attenzione di tanti ternani. Quella scritta ‘Belli come la vita neri come la morte’ non è infatti passata indifferente. Non sfugge al presidente di essere ormai uno dei punti di riferimento di questa città, sia per l’impegno profuso nel sociale che per la cittadinanza onoraria che, quali rappresentanti del popolo ternano, abbiamo inteso di recente riconoscergli, accogliendo la richiesta che veniva dal coordinamento dei club rossoverdi. Il voto del Consiglio sulla cittadinanza è caduto, per coincidenza, nello stesso giorno in cui abbiamo conferito la medesima onorificenza alla senatrice a vita Liliana Segre, deportata e sopravvissuta ai campi di sterminio nazifascisti. Ritengo doveroso, quindi, dare voce a tanti ternani, tra cui il sottoscritto, che sono rimasti negativamente colpiti da quella maglietta, a prescindere dalle critiche o tempeste social che ciò dovesse generare nei miei confronti. Il mandato elettorale me lo impone. Se si digita su google il motto messo in mostra dalla maglietta del presidente, fra le prime risposte alla ricerca, emergono canzoni inquietanti, che rievocano i tempi della dittatura fascista e ad essa inneggiano. Tempi particolarmente conosciuti e non dimenticati dai ternani che, come anche ricordato opportunamente dallo stesso presidente il giorno del conferimento della cittadinanza, subirono ben 108 bombardamenti. La città di Terni è stata medaglia d’argento al valor civile nella lotta di Liberazione. Guarda all’antifascismo come punto essenziale della tenuta civile e di ogni azione politica. A quei valori si ispirano molte tifoserie locali, sempre presenti al fianco della nostra squadra sul campo di gioco, sostegno sicuro e leale ai nostri colori, che sono i colori di una intera città, pronta a far squadra per difenderli. Per mi permetto di chiedere al presidente di chiarire e intervenire».

Bandecchi La risposta arriva dopo poche ore: «Volevo rispondere a tutti coloro che mi danno del fascista perché sono un paracadutista (fa vedere un basco dei paracadutisti dell’Unione Sovietica). Questo è un basco che i russi utilizzano ancora molto volentieri che mi è stato dato da degli amici. Ho molte cose (fa vedere da inquadratura) dei paracadutisti russi. Era così tanto per parlare con tutti quelli che continuano a fare politica senza capire una minchia di paracadutisti. Ora tornate alla politica e se volete parliamo anche di impresa, di stadio e di clinica e vi posso anche insegnare come mai state sbagliando tutto. Arrivederci signori e non fate politica sulla pelle della povera gente perché quella purtroppo ha già dato tanto a voi che non valete nulla».

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