di Marta Rosati

A seguito del video identikit che Umbria24 ha proposto ai propri lettori per ciascun candidato sindaco, con questa intervista scritta intende approfondire alcuni temi emersi in campagna elettorale e conoscere ancor meglio gli aspiranti primo cittadino. Tre quesiti sono gli stessi per tutti, mentre gli ultimi due sono stati pensati su misura per ciascuno dei sette in corsa per la fascia tricolore. L’ospite di oggi è Silvia Tobia.

Se fosse eletta sindaco di Terni, sulla base di quali criteri sceglierebbe il proprio vice e gli assessori? Quali le deleghe che assegnerebbe?

«Gli assessori saranno il numero previsto dalla legge per comuni delle dimensioni di Terni. Non aggiungeremo deleghe per accontentare qualcuno. Ci presentiamo da soli , quindi la giunta sarà formata da persone nostre o comunque a noi vicine. Nella nostra squadra di Potere al popolo abbiamo tanta passione ma anche competenze e tra queste sceglieremo. Ci sono  attivisti e candidati che hanno sviluppato le proprie attività professionali e politiche in diversi settori , dalle politiche  del lavoro alla scuola, dal diritto all’abitare alla sanità,  dall’ambiente allo sport e al commercio, tanti ideali ma anche capacità».

Tra i temi più sentiti dai cittadini, nel corso di questa campagna elettorale, compaiono la carenza di opportunità di lavoro e le inefficienze della sanità pubblica. Nei limiti delle competenze dell’ente comunale, quali strategie adotterebbe per migliorare Terni in questo senso?

«Per combattere il precariato internalizzeremo i servizi in modo da creare posti di lavoro veri e dignitosi. Ci impegneremo a restituire i servizi che mancano al nostro territorio, in questo modo creeremo anche occupazione, penso ad esempio al forno crematorio e al mattatoio. La Coldiretti sostiene che a Terni mancano 3.000 posti di lavoro nel campo agricolo: apriremo uno sportello comunale con l’obiettivo di conciliare la domanda con l’offerta lavorativa, confrontandoci prima con le associazioni di categoria. Questo modello potrà, ad esempio, dare informazioni sui mestieri di cui c’è richiesta e sull’accesso ad eventuali fondi europei, per chi volesse aprire un’attività. Per quanto riguarda la sanità, Potere al Popolo vuole una sanità esclusivamente pubblica ed efficiente. Quindi riciamo no alle convenzione coi privati, a Terni come a Perugia. Condanniamo fermamente la politica dei tagli perpetrata da tutti i partiti politici che hanno governato negli ultimi decenni. Questi tagli sono la causa della riduzione dei posti letto, della chiusura degli ospedali, delle liste di attesa infinite, in conclusione, della perdita della garanzia del diritto alla salute. La sanità é una materia di competenza regionale ma il sindaco, essendo l’autorità sanitaria locale, tutela la salute dei cittadini. Ci faremo sentire in Regione, quindi, e costruiremo una rete con tutti gli altri sindaci che hanno a cuore la salute delle cittadine e dei cittadini».

Terni, tra i tanti brand che negli anni passati altre amministrazioni hanno tentato di cucirle addosso, ha conosciuto un’importante parentesi cinematografica. Oggi restano un festival, una film commission regionale e gli Studios di Papigno. Cosa farne?

«Il Terni film festival è un’ottima manifestazione. Il cinema a Terni ha rappresentato un’opportunità di diversificazione dello sviluppo economico per questo territorio e non è stata colta soprattutto nei primi anni 2.000. La decisione di affidare alla società di Benigni gli Studios di Papigno si è rivelata fallimentare , è una responsabilità politica oggettiva delle amministrazioni dell’epoca. L’accademia degli effetti speciali di Rambaldi al centro multimediale è stato un altro progetto abortito per mancanza di collaborazione da parte delle amministrazioni pubbliche. Le produzioni cinematografiche possono portare indotto turistico e commerciale a questo territorio,  però in questi anni ne abbiamo viste pochissime: Umbria film commission ha avuto una sua utilità finora? Quale è stato il peso del Comune di Terni dentro Ufc? Evidentemente alcuni meccanismi vanno corretti».

Nessuno dei sondaggi dà Potere al Popolo Terni oltre l’1-3%. Tra i vari tentativi di campo largo, siete mai stati coinvolti o avete chiesto di partecipare? Perché?
«Ci sono stati sondaggi, in realtà, che danno Potere al Popolo al di sopra del 3%: quello del Corriere dell’Umbria ci dà la possibilità di arrivare al 5,3% e quello di TerniToday ci vede al 4%. Premesso questo, non crediamo nella veridicità dei sondaggi. Li riteniamo degli strumenti per indirizzare i consensi sui soliti partiti, alimentando l’idea che non sia d’utilità votare quelli nuovi che non sono rappresentati nelle Istituzioni e che così non avranno mai modo di crescere».

Terni non ha mai conosciuto un sindaco donna. Cosa rappresenterebbe per la città l’eventuale elezione di Silvia Tobia?

«Bisognerebbe chiederci come mai Terni non abbia avuto finora un sindaco donna. Forse perché le donne, a parte poche eccezioni, sono storicamente le grandi escluse dai principali ruoli politici? Ma non solo. Pensiamo alle discriminazioni in ambito lavorativo, anche in riferimento ai salari, che sono spesso più bassi per le donne rispetto agli uomini, a parità di lavoro. Tornando alla politica, queste elezioni amministrative non sono da meno nel discriminare le donne: mi trovo a competere con sei sindaci, tutti uomini. Quando capiremo che le donne sono una risorsa e non un mezzo per poter presentare la lista, (perché entrambi i generi devono essere rappresentati)? Inoltre, ci tengo a ribadirlo, io sono l’unica candidata donna espressione delle classi popolari, a differenza degli altri candidati che sono tutti espressione della borghesia».