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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 02:54

Infrastrutture, da Regioni del Centro proposta comune per Draghi: «Troppo isolati»

Umbria, Lazio, Toscana, Marche e Abruzzo danno vita a tavolo operativo: «Insieme possiamo far crescere tutto il paese»

Un tratto della E78

di Daniele Bovi

Sono le infrastrutture, materiali e immateriali, il primo tema sul quale le cinque regioni del Centro Italia hanno deciso di lavorare insieme, con l’obiettivo di presentare a breve una proposta al premier Mario Draghi. A spiegarlo sono stati i cinque presidenti nel corso di una videoconferenza stampa congiunta che si è tenuta martedì pomeriggio. Donatella Tesei, Nicola Zingaretti (Lazio), Eugenio Giani (Toscana), Marco Marsilio (Abruzzo) e Francesco Acquaroli (Marche) hanno deciso di dare vita a un tavolo operativo – composto da assessori e tecnici delle rispettive strutture – «per ragionare insieme – ha detto Zingaretti – su connessioni e infrastrutture; partirà già nei prossimi giorni e poi chiederemo un incontro al premier».

Troppo isolati Zingaretti ha parlato del Recovery plan come di una «grande opportunità e insieme vogliamo ragionare su come questa Italia tra i due mari può mettere in campo il proprio contributo, così da aiutare il paese ad accendere i motori dello sviluppo». Un’Italia centrale «che fa difficoltà a pensarsi insieme» ma che può vantare numeri importanti: tutte e cinque le regioni valgono il 22% degli abitanti del paese, quasi un quarto del Pil e degli occupati, il 20% dell’export e il 24% delle imprese. «Vogliamo dimostrare – ha detto il presidente del Lazio – che pensando insieme a sviluppo e infrastrutture possiamo dare una svolta al sistema paese». Il perché si parta proprio dalle infrastrutture lo ha spiegato Marsilio: «Viviamo una debolezza su questo fronte – ha detto – e siamo troppi isolati; le connessioni, materiali e immateriali, sono le precondizioni per esercitare i diritti di cittadinanza attiva e per una piena partecipazione alla vita del paese. È un lavoro da fare nel più breve tempo possibile, trovando sinergie e progetti condivisi».

Tesei «Quella di individuare strategie condivise – ha sostenuto Tesei ricordando anche il lavoro sull’hub interregionale Hamu – è una esigenza che ho espresso da tempo, anche durante le sedute della Conferenza delle Regioni. Spesso, infatti, si parla di rilancio di Nord e Sud d’Italia, dimenticando una parte di territorio che fa da cerniera tra quelle due realtà e che ha un peso specifico importante per l’intero paese, rappresentato dall’Italia centrale». Dopo il capitolo sulle infrastrutture per Tesei andrà aperto quello dello sviluppo economico, «che deve vedere le regioni del Centro non in competizione tra loro, ma unite intorno a progetti strategici che il Governo dovrà sostenere con importanti investimenti al fine di aumentare l’attrattività industriale dei nostri territori».

Sanità Rispondendo alle domande, Tesei non ha chiuso alla possibilità che in futuro si possa parlare anche di sanità. Anni fa, quando si tornò a discutere per un periodo dell’«Italia di mezzo», il tema dei servizi sanitari – che è il vero ‘core business’ delle Regioni – venne affrontato: «In primis – ha detto – poniamo il tema dei collegamenti. La sanità sarà uno dei temi che si potranno eventualmente toccare dopo gli altri». Un leit motiv ripetuto anche da Marsilio a proposito dello sviluppo economico: «Le infrastrutture sono la precondizione di tutto».

Collegamenti Sul tavolo Acquaroli ha messo alcuni punti come l’Alta velocità lungo la dorsale adriatica e le connessioni ferroviarie con l’Umbria, mentre Giani ha ricordato un tema annoso come quello del collegamento fra Tirreno e Adriatico: «A oggi – dice – ancora non esiste un collegamento a quattro corsie». Nel complesso il presidente della Toscana vede comunque un territorio che, insieme, ha grandi potenzialità: «Anche tenendo conto di alcuni elementi socio-economici comuni – dice – ci sono le premesse affinché l’Italia di centro possa crescere».

Twitter @DanieleBovi

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