©Fabrizio Troccoli

I fatti delle Curve di Milano, culminati il 4 settembre con l’uccisione a Cernoscu sul Naviglio di Belocco da parte di un altro capo ultrà della Nord dell’Inter e che hanno visto 19 provvedimenti di arresto di cui 3 ai domiciliari, hanno accelerato l’esigenza di un approfondimento di questo mondo. Idea che in Parlamento era nata tempo prima ma che ora si è concretizzata con la nascita di un Comitato nella Commissione Antimafia, con il compito di ascoltare vari protagonisti informati su queste dinamiche che preoccupano sempre di più.

A capo del Comitato c’è il parlamentare pd umbro Walter Verini che si dice intenzionato ad «approfondire il tema delle infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive, nelle curve degli stadi, dei rapporti di questi mondi, delle società, con la criminalità organizzata e delle pressioni di questa. D’intesa con la presidente Colosimo (che aveva accolto con favore la nostra proposta di istituzione del Comitato, poi approvata all’unanimità) ho convocato il Comitato stesso per domani mattina, mercoledì, alle 8.30. La seduta di insediamento servirà a tracciare e concordare un piano di lavoro, di audizioni, di accensioni di fari, di approfondimento».

Questo l’orientamento del lavoro del comitato: «È nostra intenzione audire innanzitutto i vertici dello sport italiano – spiega Verini – delle Federazioni sportive, delle stesse società calcistiche. E naturalmente gli uffici giudiziari che contrastano il fenomeno, a partire dalla Procura nazionale Antimafia, da diverse Procure in tutto il territorio nazionale – titolari di diverse inchieste – ai vertici delle forze dell’ordine e della sicurezza. Comprendendo anche giornalisti e scrittori autori di inchieste sul campo, che hanno contribuito a squarciare veli di connessioni e penetrazioni criminali di vario genere nel mondo del calcio e negli ambienti ultras. L’obiettivo del Comitato è quello di offrire alla Commissione e al Parlamento – nel giro di alcuni mesi di lavoro – proposte e materiali, anche normativi, per prevenire e contrastare queste situazioni estremamente pericolose per lo sport e per la convivenza civile».

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