
Silvio Berlusconi rompe la tregua natalizia intervenendo telefonicamente, nella giornata di Santo Stefano, in una iniziativa della Comunità incontro di Amelia guidata da don Pierino Gelmini. Il premier si dice convinto di poter portare a termine la legislatura senza particolari affanni, malgrado le «diffamazioni» di cui si sente vittima. Il numero di voti a disposizione alla Camera sarebbe già aumentato negli ultimi giorni rispetto ai 314 ricevuti nel voto di fiducia dello scorso 14 dicembre.
Continueremo a governare Berlusconi ostenta sicurezza: «Abbiamo avuto qualche difficoltà ma le abbiamo superate e abbiamo già oggi la certezza, visto che i numeri alla Camera sono assolutamente aumentati, di poter continuare a governare come ci hanno chiesto gli italiani e di continuare a fare le cose che il nostro programma prevedeva che sono tutte indispensabili per uscire dalla crisi e ammodernare il Paese». La fiducia alla maggioranza, spiega il presidente del Consiglio, non ha alternative perché «non avere un governo, introdursi in una campagna elettorale che sarebbe stata anche dura, avrebbe potuto attirare attorno a noi la speculazione internazionale e provocare danni a tutti quanti».
Io vittima come te Berlusconi coglie l’occasione della telefonata per uno sfogo nei confronti della magistratura. Si rivolge direttamente a don Gelmini: «Sono vittima di una diffamazione quotidiana. Mi hanno accusato di tutto, dalle stragi alla mafia, alla corruzione: di tutto. Non c’è nulla di cui io sia stato lasciato esente. Tu mi capisci perché anche tu sei vittima». Don Gelmini, che dal 2008 è stato ridotto allo stato laicale per decisione del Vaticano, è indagato dalla Procura di Terni per presunti abusi sessuali nei confronti di alcuni giovani della sua Comunità che sarebbero avvenuti tra il 1999 e il 2004.
