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martedì 18 maggio - Aggiornato alle 11:09

Il 25 Aprile a Marsciano, maggioranza in Comune coi cartelli contro Ddl Zan. Omphalos: «Sconcertante»

Iniziativa in Comune della sindaca Mele e dei consiglieri: «Al fianco del Popolo della famiglia». Opposizione: «Indecoroso»

Marsciano il 25 Aprile si è schierata contro il Ddl Zan attraverso la propria maggioranza che ha postato sui social alcune foto scattate all’interno del Comune, precisamente nella sala di consiliare, in cui mostrano una serie di cartelloni contro il disegno di legge. L’iniziativa, che per molti ha il sapore deciso della sterile provocazione, è un’esplicita presa di posizione del centrodestra di quel territorio che così si schiera apertamente con il Popolo della Famiglia. Inutile dire che l’iniziativa della sindaca Francesca Mele ha creato enormi malumori nella piccola comunità.

Maggioranza il 25 Aprile contro Ddl Zan Nei cartelli esposti in municipio i consiglieri di Marsciano definiscono «liberticida» il ddl Zan, polemizzando così «durante una pandemia l’emergenza non è l’omotransfobia», come se invece fosse, si potrebbe dire appiattendosi svogliatamente sul dibattito, una priorità della maggioranza stampare i cartelli, radunarsi per esporli e poi postarli sui social, peraltro il giorno della Liberazione. Per Mele e gli altri la proposta di legge, comunque, non è solo «sbagliata», ma perfino «pericolosa, perché mette a rischio – dicono – la libertà di opinione e di espressione».

«Con il Popolo della famiglia» A scanso di equivoci dal centrodestra di Marsciano dicono di avere «un’idea ben precisa di cosa è una famiglia e dell’importanza che per un bambino ha l’avere un padre e una madre. E vogliamo poter continuare a dirlo, vogliamo poter continuare a sostenere che non siamo d’accordo con l’adozione di bambini da parte di coppie gay, né tanto meno con la pratica dell’utero in affitto, senza per questo essere perseguiti dalla legge, senza per questo essere incriminati come istigatori alla discriminazione».
Omphalos: «Sconcerto» A esprimere «sconcerto» è Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos Lgbit secondo cui «è davvero avvilente il modo con cui la prima cittadina e tutto il centro-destra locale ha utilizzato l’aula del consiglio comunale, casa di tutte le marscianesi e i marscianesi, per inscenare una triste propaganda contro il disegno di legge Zan. La sindaca – dicono dall’associazione – ha piegato a suo uso e consumo le istituzioni cittadine per diffondere una serie di false informazioni e bieca propaganda su una norma che il cui unico obiettivo è tutelare tutti i cittadine e le cittadine, anche di Marsciano, da discriminazioni e violenze».
Opposizione: «Indecoroso»  Per L’Altra Marsciano l’iniziativa è «uno spettacolo veramente indecoroso e un gesto irrispettoso nei confronti della cittadinanza tutta», dopodiché il gruppo di opposizione marca la distanza: «Noi rispettiamo tutte le forme di famiglia e tutte le inclinazioni attraverso le quali le persone decidono di vivere serenamente la propria vita senza ledere alcun diritto degli altri, non ci arroghiamo il diritto di decidere cosa sia morale o immorale, giusto o sbagliato quando si parla di libere relazioni tra libere persone». E poi: «Finalmente abbiamo assistito con soddisfazione alla presenza delle alte cariche del comune alla commemorazione del 25 Aprile, data che dovrebbe essere universalmente riconosciuta come il pilastro su cui si basa l’Italia repubblicana (in antitesi a quella repubblichina); la sensazione è che questa operazione, proprio nei tempi e nei modi in cui è stata condotta, serva da copertura verso una frangia non trascurabile dell’elettorato dell’attuale maggioranza, non molto soddisfatto della resa sulla tematica della Liberazione».

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