di Ester Pascolini
Gualdo Tadino fa un tuffo nel passato. E questa volta non c’entrano le rievocazioni storiche. A riportarla indietro agli anni ‘90 ci ha pensato l’Istat, certificando il calo della popolazione sotto le 15.000 unità. Dopo la crescita dei primi anni duemila, l’inversione di tendenza aveva iniziato a mostrarsi già a partire dalla metà del secondo decennio, con numeri in lento e costante calo e un dato che si attesta, al 1° gennaio 2023, sui 14.281 abitanti. Se è vero che il fenomeno dello spopolamento è comune a tutta la fascia appenninica, lo è anche per Gualdo Tadino che rappresenta uno dei centri più rilevanti del territorio.
Cosa accade Ma quali sono le conseguenze di questa “retrocessione”? La più significativa è quella che riguarda il sistema elettorale per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Si voterà in un unico turno e risulterà vincitore chi avrà ottenuto più voti, anche se meno del 50%. Lo scenario degli ultimi anni, con ballottaggio e sistema di liste collegate, possibilità di voto disgiunto, presenza di molti candidati a sindaco e immancabili alleanze del secondo turno, sarà solo un ricordo. Anche con il nuovo meccanismo di voto le chances saranno maggiori per chi avrà la capacità di unire le forze, ma la difficoltà nell’individuare un candidato sindaco comune a tutti gli alleati probabilmente si farà sentire. Inoltre, la consapevolezza che per vincere non sarà necessario raggiungere la maggioranza assoluta, ma solo quella relativa, potrebbe indurre i partiti più grandi alla tentazione della corsa in solitaria.
Scenari Il Comune di Gualdo Tadino è amministrato, oggi, dal sindaco Massimiliano Presciutti, nella condizione di incandidabilità alle prossime elezioni, nonostante il ritorno al sistema elettorale del passato. Un suo annuncio attraverso i social ha messo a tacere i rumors che lo volevano nuovamente in campo. Chi emergerà quindi, nel Pd gualdese, a raccogliere la pesante eredità di Presciutti? La segretaria Flavia Guidubaldi sembrerebbe trovare qualche spazio, anche se le voci che si rincorrono sembrerebbero far ricadere la scelta su Giorgio Locchi, figura piuttosto trasversale nella sinistra gualdese e con un background politico di peso. Il movimento 5 Stelle, che ha mostrato negli anni di avere ambizioni e seguito, punterà certamente, con la sua rappresentante Stefania Troiani, a ritagliarsi uno spazio significativo. La destra presenta invece un panorama ampio e variegato. L’assessore regionale Roberto Morroni, di origini gualdesi, ha sempre potuto contare su un largo consenso per Forza Italia, la cui attività politica, in città, viene portata avanti con piglio deciso dai consiglieri comunali Silvia Minelli e Fabio Viventi. Le ultime elezioni politiche però, hanno mostrato una crescita rilevante di Fratelli d’Italia, che proprio nei mesi scorsi ha aperto un circolo territoriale a Gualdo Tadino. Diversi i rappresentanti che potrebbero ambire a una candidatura, da Roberto Cambiotti, attuale consigliere comunale, alla presidente del circolo, Cinzia Natalini, fino a Simona Vitali, attuale portavoce del presidente dell’assemblea legislativa della regione Umbria, figura tutt’altro che di scarso rilievo nel partito regionale e che potrebbe saltare fuori dal cappello senza troppa sorpresa. Come dimenticare poi la Lega, con la sua grintosa rappresentante, Alessia Raponi? La Lega, come è noto, non ama restare in ombra, e le polemiche che accompagnano la ricandidatura della presidente Tesei probabilmente si manifesteranno anche nella scelta dei candidati locali. Sullo sfondo della scena gualdese, pronta a intervenire al momento giusto, l’evergreen Sandra Monacelli, che come Morroni, può contare su un seguito fedele a Gualdo Tadino. Anche se non ampissimo, a ogni elezione risulta comunque molto prezioso. Infine, ultimo, ma non per importanza, l’ex vicesindaco del Pd, Fabio Pasquarelli, dimessosi lo scorso novembre per divergenze politico-amministrative con Presciutti e la sua giunta, sulla cui aspirazione alla carica di sindaco, magari mettendo insieme una lista civica pronta a raccogliere le varie anime del centro sinistra gualdese, si rincorrono voci da mesi.
Riflessioni Le considerazioni da fare sono molte. La prima: la destra riuscirà a fare squadra, o le ambizioni dei singoli partiti (o dei singoli candidati) prenderanno il sopravvento? Nel caso in cui la destra riesca a stringere delle alleanze, convergendo sul nome di un unico candidato sindaco a rappresentare tutti i partiti, il Pd non potrà che fare altrettanto, magari sperimentando una collaborazione con il Movimento 5 Stelle, come sta avvenendo in altre parti d’Italia, o con qualche lista civica. Nel caso, invece, in cui i partiti di destra decidessero di correre in solitaria, allora gli scenari potrebbero essere molto diversi e potrebbero assumere le sembianze di una gara tutti contro tutti, una caccia all’ultimo voto. Con Fratelli d’Italia e Partito Democratico a contendersi la vittoria. Spunto di riflessione: la presenza di figure femminili di spicco in tutte le compagini. E se, per la prima volta nella storia cittadina, fosse una sfida tra donne? Manca ancora un anno alle amministrative e sembrerebbe un lasso di tempo lungo. Ma in politica, con le elezioni all’orizzonte, un anno è un tempo molto breve. Nei vari partiti c’è grande fermento e il dibattito pubblico è già ampiamente animato dalle discussioni sul toto-candidati. I mesi a venire saranno pieni di avvenimenti e fibrillante attesa da parte dei cittadini, con la speranza che Gualdo torni a crescere, diventando un luogo dove poter vivere senza le difficoltà che oggi i suoi abitanti si trovano ad affrontare. Il calo demografico è figlio di politiche mancate e di una grave crisi economica e del lavoro. La città sembra aver abbandonato qualsiasi velleità di sviluppo. E senza lavoro le famiglie si impoveriscono e se ne vanno. E proprio questo sembra essere il tema principale da inserire nel programma di chiunque voglia aspirare a diventare sindaco di Gualdo Tadino.
Ester Pascolini
