
di Daniele Bovi
Oltre nove mesi dopo le dimissioni da assessore alla Sanità di Vincenzo Riommi, recordman di preferenze alle regionali del 2010, Catiuscia Marini si toglie il camice e lo consegna a quel Franco Tomassoni che in molti nelle settimane passate davano come papabile per la poltrona di numero uno della sanità umbra. La decisione è stata adottata dalla presidente con un decreto di nomina firmato nel corso della riunione di giunta di martedì mattina. Il decreto sancisce poi il rientro in giunta di Vincenzo Riommi, a cui è stato affidato l’assessorato allo Sviluppo economico con conseguente spostamento di Gianluca Rossi al Bilancio.
Mi faccia gli auguri «Più che i complimenti – dice Tomassoni a Umbria24.it – mi faccia gli auguri». E così dopo gli auguri e il rituale in bocca al lupo il neo assessore spiega come «da qui in avanti saranno molti gli impegni». Entro ottobre, come riferito dalla Marini lunedì in Consiglio regionale, bisogna dare vita ad una sostanziale «riorganizzazione del servizio sanitario umbro». Logico, quindi, guardare verso l’azienda ospedaliera unica o integrata: «Gli impegni – dice Tomassoni – saranno molti ma certo a breve il capitolo dell’azienda ospedaliera sarà uno dei primi». «E mi lasci poi commentare – prosegue il neo assessore – la nuova convenzione tra Regione e Università: un binomio che fa bene alla sanità umbra, anche in tema di ricerca scientifica, e una sinergia che questa regione può essere fondamentale».
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Finisce l’interim Il lungo interim della presidente dunque, iniziato con le dimissioni del recordman di preferenze Riommi che ha deciso, nell’ottobre scorso, di fare un passo indietro nonostante il suo nome non risultasse nell’elenco degli indagati dell’inchiesta «Sanitopoli», si conclude dopo mesi di pressioni e polemiche. L’assessorato alla Sanità è infatti, in ogni giunta, il posto più ambito perché è quello che da solo vale la gran parte del bilancio di una regione. Da settimane poi, all’interno dello stesso Pd, si era alzato forte il coro di quelli che chiedevano alla presidente di mettere fine all’interim e di ripristinare la normalità all’interno dell’esecutivo.
Marini: ripristinata funzionalità «Ho ritenuto importante – spiega la presidente in una nota – provvedere a ripristinare l’assetto e la piena funzionalità della giunta regionale. Il completamento degli assetti della giunta e la riassegnazione delle deleghe, pone le condizioni per proseguire con maggiore intensità il lavoro di attuazione del programma di governo e delle riforme già avviate per ridare competitività e sostenere la coesione sociale e la crescita dell’Umbria». Come spiegato a suo tempo dalla presidente stessa, una volta firmata la nuova convenzione che regola i rapporti tra la Regione e l’Università, firma arrivata martedì mattina, la Marini avrebbe smesso i panni di assessore alla Sanità. Passaggio di mano che molti vedevano dopo le vacanze e non alla fine di luglio.
Nomine e territori Sul piatto della bilancia però va considerato il pacchetto di nomine da fare proprio alla ripresa dei lavori, impegno di fronte al quale non si poteva presentare una giunta «monca». Così come va considerata la riorganizzazione del sistema e l’azienda ospedaliera di cui sopra: tutti impegni che richiedono un assessore a tempo pieno. Da non dimenticare poi, guardando in casa Pd, che con il ritorno di Rimmi in giunta ritorna ad essere rappresentata un’area importante della regione qual’è quella del Folignate.

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