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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 14:45

Giunta Tesei, ecco schema, nomi e deleghe. Assessori si dimetteranno da consiglieri

La neo eletta al lavoro sulla squadra, che sarà molto politica. Per la presidenza dell’aula Squarta o Mancini. I possibili ripescati

Donatella Tesei (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Se nel 2014 Andrea Romizi per la prima volta del centrodestra a Perugia ebbe la possibilità di scegliere esterni e civici, la musica a Palazzo Donini sarà diversa anche per il fatto che i posti a disposizione saranno di meno. Il voto regionale è stato decisamente più politico e ora Donatella Tesei, terza donna di fila alla guida della Regione, si è presa qualche giorno di riposo e di riflessione. La partita per l’individuazione dei cinque assessori di fatto entrerà nel vivo la prossima settimana, dopo il ponte di Ognissanti, ma intanto alcune ipotesi si possono fare. Il contesto è quello di una giunta molto politica, con poco o nullo spazio per esterni e dove Tesei punta a scegliere uomini e donne fidati (niente avventurieri o gente troppo soggetta a colpi di testa) e, soprattutto, all’altezza del ruolo.

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Lo schema Dai partiti poi sta arrivando un’altra indicazione: contrariamente a quanto accaduto in passato, chi siederà in giunta dovrà lasciare lo spazio in consiglio ai primi dei non eletti. Il probabile schema è questo: due posti alla Lega, che da sola vale l’80% della coalizione e che esprime il presidente, uno a Fdi e Fi e uno alla civica. Il ruolo più importante e pesante, come ovvio, sarà quello dell’assessore alla Sanità. Partendo da «Tesei presidente», in pole c’è ovviamente Paola Agabiti (Cultura?), mentre per la Lega c’è chi parla di Daniele Carissimi con alcune deleghe pesanti, tra cui l’Ambiente (con annesso delicatissimo dossier rifiuti), e di Valerio Mancini, difficile da tenere fuori visto il record di preferenze; il primo potrebbe entrare al posto dell’assessore comunale, anche lui ternano, Enrico Melasecche, primo dei non eletti.

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FdI Quanto a Fratelli d’Italia, che con Marco Squarta rivendicherà la presidenza dell’assemblea, i due nomi di area che circolano al momento sono quelli dell’avvocato Giuseppe Caforio (FdI vorrebbe la Sanità per il presidente dell’Aucc) e di Michele Fioroni (a quel punto si aprirebbe il mini-rimpasto dentro la giunta Romizi, magari con l’ingresso di Matteo Grandi, rimasto fuori a giugno). Lo schema però potrebbe prevedere una variante: nella Lega c’è chi vorrebbe Mancini alla presidenza dell’assemblea e Squarta vicepresidente della giunta con deleghe pesanti (sul modello di quelle assegnate a Paparelli).

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Competenze ed equilibrio Forza Italia nonostante il risultato modesto rivendica anch’essa un posto in squadra. Qui il nome buono è quello di Roberto Morroni, ex sindaco di Gualdo Tadino, entrato in consiglio dopo l’elezione alla Camera di Raffaele Nevi e apprezzato per stile e competenza. Quest’ultima, insieme a una certa visione d’insieme, sono particolarmente necessarie anche per il fatto che dopo il taglio operato da Mario Monti gli assessorati sono passati da 8 a 5 ma le deleghe rimangono sempre quelle: ogni assessorato, perciò, ne dovrà gestire molte e pesanti, e non va dimenticato che nel giro di poco i più importanti dirigenti apicali di Palazzo Donini andranno in pensione, lasciando scoperti ruoli delicati. Sul piano territoriale, i nomi che circolano garantiscono anche un certo equilibrio: Tesei per l’area di Foligno, Agabiti per la Valnerina e lo Spoletino, Caforio, Fioroni o Squarta per il capoluogo, Carissimi per Terni, Mancini per l’Alto Tevere e Morroni per la fascia appenninica.

I possibili ripescati Se la volontà di far dimettere da consiglieri i futuri assessori sarà confermata, si aprirebbero le porte del consiglio regionale per i primi dei non eletti. In casa Lega a sperare è uno dei grandi esclusi, cioè il già citato Melasecche, uscito dal voto malconcio; oltre a lui potrebbe essere ripescata anche Manuela Puletti, giornalista, addetta stampa del partito che ha lavorato al fianco dell’ex sottosegretario all’Interno Stefano Candiani. Dentro FdI potrebbe sperare la perugina Michela Sciurpa, anche lei grande esclusa nonostante l’importante spiegamento di mezzi. Quanto a Forza Italia, in lizza ci sarebbe il sindaco di Amelia Laura Pernazza mentre per la civica di Tesei entrerebbe Francesco Vignaroli, consigliere comunale di Perugia eletto con «Progetto Perugia», la lista ideata dai fratelli Calabrese e da Pietro Laffranco che alle comunali ha conteso alla Lega il primato cittadino.

Twitter @DanieleBovi

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