di C.P.
Da Palazzo Spada c’è l’ok alla convenzione per la gestione dello stadio di Terni Libero Liberati, «strumentale all’iscrizione al prossimo campionato di calcio». Un rinnovo che durerà un anno e che, lunedì mattina, ha generato un acceso dibattito in consiglio comunale. «I contenuti della convenzione sono identici a quella dell’anno passato con l’aggiunta della fideiussione», spiega il vicesindaco Riccardo Corridore. Ed è proprio su alcuni di questi contenuti che il Pd storce il naso. Più in particolare, sull’ampio spazio dedicato nel dispositivo alla questione stadio-clinica. L’atto è passato con 21 voti favorevoli e 8 astenuti.
Convenzione Ternana Dopo la presentazione dell’atto e l’illustrazione del parere positivo della Seconda commissione consiliare, guidata dalla consigliera di Alternativa popolare Marina Severoni, piccola parentesi sul rendimento della squadra. Il consigliere del Gruppo misto, Danilo Primieri, spiazza l’intera assise intervenendo nel merito: «Rinnovo della concessione del Libero Liberati un atto doveroso ma la squadra non è degna di giocare in questo stadio». Poi, rispondendo in parte anche alle osservazioni ‘tecniche’ di Primieri, il capogruppo Pd, Emidio Gubbiotti: «Crediamo che la squadra sia degna di giocare in quello stadio a prescindere dal risultato». Poco chiari ai Dem «gli obiettivi e le proposte che ci vengono poste in votazione». «Se l’obiettivo è quello di rinnovare la possibilità di utilizzo dello stadio, non c’è alcun dubbio. Per noi può essere prorogata anche per due anni. Non siamo favorevoli invece al fatto che, su una proposta di delibera che poteva essere scritta in due righe e mezzo, c’è una premessa nella quale viene esposto tutto il percorso che unisce la vicenda proroga e questione stadio-clinica». Alle perplessità sollevate dal Pd si unisce anche il consigliere del M5s, Claudio Fiorelli.
Discussione atto A rispondere è il vicesindaco Corridore: «Vi sfugge forse – dice riferendosi al gruppo Dem – che non si poteva prorogare per più anni perché sapete bene che il certificato di idoneità scade il prossimo anno. Tant’è che, al di là del progetto per il nuovo stadio, questa amministrazione si è già organizzata con gli uffici per andare a fare delle verifiche laddove siano necessari degli interventi strutturali che garantiscano un nuovo certificato di idoneità statica. Infondate e strumentali anche le osservazioni sulle premesse». Tra i numerosi interventi della mattinata c’è anche quello del consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Celestino Cecconi: «Un grande piano di opere pubbliche ad uso privato e pubblico credo sia utile della città. Bene il rinnovo della convenzione, unica strada possibile in attesa del nuovo stadio». A questo punto prende la parola anche il consigliere Pd, Pierluigi Spinelli: «Il Libero Liberati è un bene inalienabile, per questo bisogna andare a convenzione con chi lo utilizza. Chiediamo eventualmente di poter votare a stralci questo atto. Tutti i punti successivi ai primi due sono inaccettabili».
Stadio Libero Liberati Nel merito la consigliera Elena Proietti Trotti (FdI): «Non so dove il Pd abbia letto che lo stadio è un bene inalienabile. Non è che non si può vendere. Tolto ciò, stiamo parlando di rinnovare una convenzione affinché la squadra della nostra città possa giocare e si possa iscrivere al campionato. L’unica cosa che mi preoccupa è la scadenza del 24 settembre 2026. Il vicesindaco parla di sopralluoghi ma i controlli vanno fatti ora. Tutti conosciamo i problemi strutturali del Libero Liberati». Orlando Masselli del Gruppo misto invece ricorda: «La questione del rinnovo della convenzione è stato uno dei temi più spinosi che abbiamo affrontato nella precedente consiliatura. A questo rinnovo ci si arrivò perché nel frattempo la Ternana aveva compiuto tutto un iter con il quale si era pronti ad avviare il partenariato pubblico-privato per la costruzione di un nuovo stadio supportato dal progetto di un nuovo stadio. Sulla costruzione della clinica ci sono state non poche vicende».
Bagarre «Comincio con una battuta: siete riusciti a farmi andare d’accordo con Cecconi». Esordisce così l’assessore allo Sport Marco Schenardi: «O ci siete o ci fate. Chiedete di sganciare la convenzione da stadio-clinica. Ci chiedete sempre trasparenza, per una volta che gli uffici sono il massimo della trasparenza. Inutile negarlo, se tutto ciò non ci fosse stato avreste detto: ‘Ecco ci nascondete stadio-clinica’. Si tratta di un progetto della Ternana, non di Bandecchi. Votare a stralci? La convenzione con la società è scaduta l’anno scorso». Dopo un breve botta e risposta tra Spinelli e la presidente Sara Francescangeli, interviene il consigliere Roberto Pastura (FdI): «Credo che l’anno scorso tanta polemica non ci fu. Comprendo gli imbarazzi di Pd e Ap. Quando si parla di clinica privata il Pd si deve irrigidire. Ma lo stesso fa Alternativa popolare perché c’è un’anomalia. E cioè il sindaco è proprietario di una squadra che è proprietaria dei terreni dove si insedierà l’eventuale clinica. Bandecchi avvelena stadio-clinica. Poi alla fine i due opposti si attraggono perché amici del Pd, al ballottaggio avete chiamato al voto il vostro elettorato per mandare Stefano Bandecchi a fare il sindaco». Il vicesindaco poi non ci vede più e alza i toni: «Si sta parlando in modo strumentale. Questa città vuole essere affossata com’è stata affossata dai sindaci Raffaelli e Di Girolamo». Poi, a microfono spento, ha aggiunto: «Caro Pastura, il Pd non ha spinto i propri elettori a votare per noi, hanno fatto da soli. Solo Filipponi – dice sorridendo quando il microfono è già spento – si è speso per farci vincere». A tal proposito, nel dubbio, l’attuale consigliere regionale Dem non lascia correre: «Colto il clima di ilarità nel bel mezzo del quale il vicesindaco Corridore si è espresso, spero sia stato chiaro anche ai presenti in aula che si trattava di una battuta. Non potrebbe essere altrimenti perché in nessun modo ho espresso a suo tempo dichiarazioni di voto a favore dell’uno o dell’altro candidato al ballottaggio».
Project financing Poi è scontro tra la consigliera Cinzia Fabrizi e Corridore, protagonisti di un vivace scambio sul project financing. «Pensato nel 2021, quando la situazione era totalmente diversa. Bandecchi era presidente della Ternana, proprietario del terreno e aveva presentato un atto che, allora, abbiamo ritenuto interessante. Oggi la situazione è totalmente diversa. Bandecchi ha dovuto vendere la Ternana per le note questioni di incompatibilità, ma è proprietario del terreno. Quindi rimaniamo perplessi rispetto al fatto che si possa continuare a fare riferimento a quella convenzione, senza mai fare riferimento a come si fa a risolvere la situazione attuale, che è diversa. Come sono diversi i proprietari». Contrariato Corridore risponde: «Lei ha detto ‘Bandecchi è proprietario del terreno’, che non è vero». Allora Fabrizi cerca di vederci chiaro: «Ho sinteticamente detto che Bandecchi è proprietario del terreno. E’ proprietario in quanto presidente della Ternana Women, che ha mantenuto la proprietà del terreno. Giusto? In questo momento la Ternana Calcio non è più proprietaria del terreno su cui doveva sorgere la clinica, così come era indicato nel project financing. C’è una divisione delle due proprietà». «Ha detto un’altra inesattezza quando dice che Bandecchi è presidente della Ternana Women. Il project financing oggi è stato depositato dalla Ternana Calcio spa che poi, medio tempore ai fini della sottoscrizione della convenzione, ha creato lo Stadium spa. Ad oggi – puntualizza il vicesindaco – nei documenti ufficiali non c’è alcun riferimento a Bandecchi». Dopo le dichiarazioni di voto, più in particolare di astensione di alcuni consiglieri del Gruppo misto e di Pd e M5s, l’atto viene approvato con 21 voti favorevoli e 8 astenuti.
