
di Dan.Bo.
Maratona doveva essere e maratona sarà. Si sono aggiornati a giovedì mattina alle 10.30 i presidenti di regione, tra cui Catiuscia Marini, che mercoledì pomeriggio hanno partecipato alla Conferenza delle regioni dedicata al riparto dei 106 miliardi di euro del fondo sanitario. Una partita fondamentale e che, come previsto, durerà fino all’ultimo momento utile fissato per venerdì. L’obiettivo della Marini è tornare a casa con una cifra almeno identica a quella strappata nello scorso anno (1,575 miliardi di euro). Il cielo sopra via Parigi però, sede dell’appuntamento, è tutt’altro che sereno.
La deprivazione socioeconomica Il principale ostacolo all’accordo, secondo quanto trapelato, si chiama «indice di deprivazione socioeconomica», particolarmente caro alle regioni del Sud. Campania, Puglia e Calabria spingono su questo fattore per cercare di ottenere più fondi. In soldoni l’indice misura alcuni fenomeni come il livello di istruzione, la disoccupazione, la mancata proprietà della casa, le famiglie monogenitoriali, il tasso di mortalità e così via. E’ questa la leva, secondo quanto noto, con cui le regioni del Sud cercheranno di ottenere più risorse.
Margini stretti Secondo quanto si è appreso, un gruppo di sei regioni compirà una prima ipotesi di lavoro, sulla quale poi tutte le altre dovranno trovare un accordo. I margini per l’accordo però appaiono obiettivamente molto stretti, e in caso di fumata nera (possibile già nella giornata di giovedì) la parola passerà al ministero della Salute. Che la giornata non fosse facile lo si è capito già intorno alle 17, un’ora dopo l’inizio, quando la seduta della Conferenza è stata sospesa per dare la possibilità ai tecnici di lavorare per smussare le rispettive posizioni dei governatori proprio in merito alla «deprivazione economica».
Indice indigesto al Nord Un indice altamente indigesto per le regioni del Nord. «Con la deprivazione non vogliamo avere nulla a che fare» ha detto l’assessore della Regione Veneto Luca Coletto in un momento di pausa durante la Conferenza: «Se si è inefficienti non bisogna chiedere la deprivazione ma fare una razionalizzazione dei servizi». Nemmeno la proposta di introdurre questo criterio nel riparto del prossimo anno, avanzata in apertura della seduta dal presidente Vasco Errani, convincerebbe il Nord. Soprattutto il riparto già formulato dal ministero della Salute, che dà più risorse ad alcune Regioni, Veneto, Lombardia, Lazio e Emilia Romagna, non favorirebbe di certo l’accordo tra i governatori.
L’irrigidimento «C’è un forte irrigidimento delle Regioni del Nord e non credo che quest’anno si arrivi all’accordo sul riparto – spiega l’assessore della Puglia alla Salute, Tommaso Fiore – non è stato trovato l’accordo nemmeno sul riparto dei fondi per la mobilità sanitaria per il 2010: con queste premesse non si va da nessuna parte». I governatori, come detto, torneranno a incontrarsi domani mattina. Ma se non vi sarà speranza di trovare un accordo, è possibile che venerdì i presidenti rinunceranno a incontrarsi. E sarebbe la prima volta, e per lo più mentre si approvano i decreti sul federalismo, che le Regioni non riescono a trovare un accordo tra loro.
