«Le criticità segnalate non sono astratte né immaginarie, ma vissute quotidianamente dal personale» e «se il sindaco di Foligno ci avesse riconvocato si sarebbe evitato lo stato di agitazione del personale del Comune», mentre ora il tentativo di conciliazione in Prefettura, programmato per giovedì 26 febbraio, serve a «a verificare la possibilità di prevenire uno sciopero generale» dei dipendenti dell’ente. Questa la replica, ancora una volta compatta, con cui Rsu e segreterie sindacali della funzione pubblica di Uil, Cgil, Cisl e Usb, alla vigilia del summit in Prefettura, respingono inevitabilmente le dichiarazioni del sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini: dall’accusa di «allarmismo» al «danno d’immagine all’amministrazione» fino a una mobilitazione sindacale «pretestuosa» o «strumentale». Malgrado i toni del confronto, comunque, i sindacati ribadiscono «la piena disponibilità a un dialogo serio e costruttivo» purché «orientato alle soluzioni, con l’obiettivo di tradurre le dichiarazioni in atti concreti, chiari e verificabili».

Nella loro risposta i rappresentati del personale del Comune di Foligno insistono molto su un punto, ossia «il metodo» e quindi «la qualità delle relazioni sindacali» con l’amministrazione Zuccarini, evidentemente, dato il quadro, ancora molto scadente. Uil, Cgil, Cisl e Usb, con relative Rsu, sottolineano di aver «già dimostrato senso di responsabilità, sospendendo lo stato di agitazione del personale dei servizi scolastici, proprio per favorire l’apertura di un dialogo costruttivo», ma la scelta non ha per ora pagato granché. Dall’incontro con Zuccarini e assessori che ne è scaturito, infatti, i sindacati avevano «rappresentato l’esigenza di una nuova convocazione in tempi brevi per un’esigenza concreta: fare il punto della situazione in Comune, verificare soluzioni, tempi e impegni effettivi, ma anche valutare la possibilità di incontri periodici su temi specifici», pure per «approfondire i temi della riorganizzazione e del sistema di valutazione, posti espressamente all’incontro con il sindaco e rimasti di fatto inevasi».

Per Uil, Cgil, Cisl e Usb, però, «su questi punti non c’è stata disponibilità a un adeguato approfondimento, nonostante i sindacati e anche gli organismi paritetici interni avessero espresso valutazioni critiche sulle posizioni assunte dall’amministrazione», motivo per cui le sigle hanno «innalzato il livello dell’iniziativa sindacale», finora sfociato nello stato di agitazione di tutto il personale. Per i rappresentanti dei lavoratori, però, la situazione odierna si sarebbe potuta «evitare se Zuccarini avesse riconvocato il sindacato», ma così non è andata e ora si torna in Prefettura per la seconda volta dall’inizio dell’anno, in un quadro di relazioni sindacali che appare sensibilmente più delicato, tant’è che il tentativo di conciliazione di giovedì viene definito dai sindacati un «passaggio istituzionale finalizzato a verificare la possibilità di prevenire uno sciopero generale».

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