Fausto Savini, candidato sindaco a 5 stelle

di C.F.
Twitter @chilodice

Fausto Savini, candidato sindaco del Movimento 5 stelle, ha 46 anni ed è un architetto libero professionista. Si è diplomato all’istituto tecnico di Foligno, per poi frequentare l’Università La Sapienza di Roma dove nel 1997 si è laureato alla facoltà di Architettura. Si ritiene un’attivista del M5s della prima ora e si è iscritto nell’aprile 2012 al blog di Beppe Grillo. E’ appassionato di cinema, musica ed eventi culturali in genere.

Prima di tutto, cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco?

Forse sarebbe più opportuno chiedere cosa mi ha spinto a entrare nel Movimento 5 Stelle, che in definitiva è la stessa serie di motivazioni che hanno spinto a farlo milioni di cittadini italiani: l’indignazione nel vedere come i professionisti della politica hanno trasformato la più nobile delle attività umane nella mercificazione di interessi di parte, unita alla volontà di superare la cultura, assai ricorrente in Italia, della delega in bianco facendo rete, informandosi e mettendosi in gioco personalmente. La mia candidatura è poi il risultato di un processo di scelta condivisa con il gruppo di persone assieme alle quali si è lavorato per più di un anno nella determinazione del programma di governo della città. Io sono solo il portavoce delle istanze dei miei concittadini, un cittadino come tanti altri che al massimo farà due mandati, si dimezzerà lo stipendio, rinuncerà ai privilegi e metterà gli interessi dei cittadini prima di ogni cosa. Poi tornerà a fare il semplice cittadino perché ci sarà un altro cittadino che prenderà il suo posto. Così è nata la politica e questo vogliamo che ritorni ad essere.

Ex Zuccherificio partita cruciale, qual è la sua proposta per il futuro dell’area?

La linea che abbiamo seguito per la riqualificazione dell’area (oltre a prevedere la diminuzione dei volumi edificabili e una rivisitazione della viabilità e il mantenimento della previsione di variante per la realizzazione futura di un polo per la scienza) si divide in due filoni fondamentali: creare un polo delle eccellenze rivolto alla valorizzazione della produzione locale e creare un’attività specialistica che non vada ad interferire con le attività commerciali presenti nel centro storico e nelle zone limitrofe all’area. Delle idee analizzate dai gruppi di lavoro per attrarre visitatori nazionali ed internazionali che possano avere come destinazione Foligno in virtù di un’offerta unica nel suo genere e di qualità è emersa una attività che porterebbe un afflusso di visitatori importanti e comunque con frequenza minore di quella di un centro commerciale tradizionale (con una ricaduta positiva sul traffico e sull’inquinamento) ma con stazionamento maggiore, settimanale o giornaliero, questo porterebbe un sicuro vantaggio anche al centro storico della città e non solo. Parliamo di un polo delle eccellenze del tessile che attiri turisti internazionali alla ricerca di un prodotto che rappresenta un’eccellenza della nostra regione e che diventi nel tempo una “fabbrica della conoscenza”. Tre i filoni: quello della custumistica storica legata alla quintana, quella dei tessuti di pregio e quella del cashmere (con decine di produttori radicati in Umbria che compongo una filiera dalle enormi possibilità di crescita). Non si tratterebbe di sole zone commerciali ma di un percorso completo di approfondimento sul prodotto e la sua filiera con atelier, scuole di formazione, spazi espositivi, e tutto quello che occorre al visitatore per creare un filo diretto con il produttore e una conoscenza approfondita sulla lavorazione dei manufatti artigianali.

Centro storico. Ritiene che si debba andare verso la pedonalizzazione di alcune aree e quindi introduzione della Ztl? Eventualmente quali sono i provvedimenti collegati con cui occorre accompagnare il processo?

A nostro avviso si deve andare verso una pedonalizzazione graduale frutto di un percorso partecipativo che coinvolga tutti i soggetti interessati: residenti, operatori economici e amministrazione pubblica, questo accompagnato da un cambio di abitudini e approccio culturale alla vita cittadina in genere e comunque con la creazione di reti di trasporto alternativi all’auto. Più che di Ztl (concetto ormai superato) si deve infatti parlare di Zone 30 estese a gran parte del tessuto urbano e la priorità più che il numero di parcheggi deve essere la connessione tra i parcheggi e le aree di interesse (con bike sharing, navette elettriche, percorsi pedonali), lo sviluppo dell’intermodalità nel trasporto pubblico e l’incremento dell’informazione su linee e orari (sia offline, ossia in pensilina che online, ossia con integrazioni in Google Maps e nelle Apps comunali).

Se dovesse essere eletto sindaco quali sarebbero le prime tre misure che varerebbe?

Facilitare la creazione di occupazione. Dove crediamo che in questo momento si può intervenire a costi contenuti e con un risultati apprezzabili è nel turismo: uscire dall’anonimato dei circuiti rendendo la città appetibile alla pari delle altre realtà regionali alle quali Foligno non ha nulla da invidiare. In questi anni l’errore è stato appiattirsi su eventi e manifestazioni rivolte troppo alla popolazione interna e con modalità di promozione ed organizzazione a dir poco grottesche. Noi pensiamo all’utilizzo dei contenitori storici per la creazione del concetto di albergo diffuso all’interno di Foligno rivolto ad un tipo di turismo interessato a vivere l’atmosfera barocca a partire dalla residenza e passando per i costumi, l’alimentazione, la musica, l’arte (tutti campi di eccellenza della nostra città) utilizzando principalmente Internet per la promozione. La sicurezza sia nel centro storico che nelle periferie. Ci occuperemo di potenziamento di telecamere, istituzione del poliziotto di quartiere e programmi di educazione scolastica rivolti alla sensibilizzazione dei giovani sul tema che possono aiutare ma sono comunque interventi che sarebbero vanificati se mancassero residenti e attività produttive la cui sola presenza fa aumentare la sicurezza, pertanto per rendere Foligno sicura è necessario anzitutto farla diventare appetibile da vivere e visitare. Il riordino e riassetto dell’urbanistica tramite una variante al Prg svolta in modo partecipato da parte dei cittadini, che metta ordine allo sviluppo caotico di questi ultimi anni (causato anche dal piano del 1997 basato su previsioni di crescita completamente disattese). Blocco delle aree di espansione edilizia in terreni agricoli, incentivazione della riqualificazione delle aree industriali dismesse e del patrimonio edilizio esistente attraverso l’aumento dell’efficienza energetica (a partire dal patrimonio edilizio di proprietà comunale), aumento del verde pubblico con progetti mirati al suo sviluppo (“adotta un parco”, ”un albero ogni nuovo nato” , “orti sociali nei terreni di proprietà comunale inutilizzati”) e, infine, incentivi tariffari, maggiore disponibilità di servizi ed interventi di mobilità dolce che agevolino la fruibilità e vivibilità del centro storico con il conseguente ritorno di residenti, attività commerciali e del terziario. C’è comunque da sottolineare che per qualunque misura venga presa è prima necessario aumentare la trasparenza del Comune, applicando nella sua interezza la legge 33/2013, e dotare lo stesso di strumenti regolamentari per l’effettiva partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione. Senza queste due cose le decisioni vengono prese nelle “segrete stanze”, riflettono gli interessi di pochi e vengono calate dall’alto senza possibilità di correzione o miglioramento. Vogliamo invertire questa tendenza riportando l’amministrazione in contatto con chi in definitiva la paga: i cittadini.

Perché un elettore dovrebbe votarla?

Perché non sono un politico di professione, sono solo il portavoce dei cittadini di Foligno, il terminale all’interno delle istituzioni delle esigenze e delle istanze di questi ultimi. E dietro di me non ci sono partiti o potentati economici ma un gruppo di attivisti, candidati al consiglio comunale e semplici cittadini che già dalla primavera scorsa ha raccolto idee ed adesioni per i gruppi di lavoro che, nella fase successiva, hanno elaborato il programma di governo per la città che è stato poi condiviso online con tutti i cittadini. Con la vittoria alle elezioni chiederemo poi a tutti i cittadini (simpatizzanti del M5S e non) partecipazione, in modo da avere il quadro della soluzione sui problemi da affrontare e così concentrare le risorse su problematiche concrete e sensibili (manutenzione dei manti stradali, sicurezza, ecc..) evitando di realizzare opere anche dispendiose molto spesso inutili per la collettività.

INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO ALDO AMONI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GIACOMO BICERNA
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO STEFANIA FILIPPONI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO VITTORIO FRASCONI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO NANDO MISMETTI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO ELISABETTA PICCOLOTTI

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