All’indomani della seduta del consiglio comunale saltata a causa l’assenza dei dissidenti Pd, le opposizioni di Foligno fanno quadrato, con l’eccezione di Sel, e attaccano duro: «L’assemblea continua a essere vilipeso, mentre la città è completamente abbandonata a se stessa, la maggioranza deve fare un passo indietro».
Manca numero legale In particolare, giovedì pomeriggio il consiglio era stato convocato per votare la surroga del consigliere Elisabetta Ugolinelli, chiamata a subentrare al dimissionario Aldo Amoni. Ma all’appello hanno risposto appena 10 consiglieri e il numero legale non è stato raggiunto, complici ovviamente le opposizioni rimaste fuori dall’aula per non trasformarsi in stampelle della maggioranza.
Guerra Pd A non accomodarsi fra i banchi della maggioranza i democratici Elio Graziosi, Moreno Finamonti, Paolo Gubbini, Michela Matterazzi, Lorella Trombettoni e il socialista Roberto Ciancaleoni. In casa Pd ormai da una decina di giorno si è aperto un conflitto che ha portato alcuni esponenti a disconoscere il ruolo della segretaria Patrizia Epifani, che però all’ultima assemblea di partito ha incassato piena fiducia da una larga maggioranza di delegati. Come già emerso, tra i democratici si sta consumando, non troppo sottotraccia, uno scontro dal forte sapore elettorale con i dissidenti schierati al fianco dell’assessore regionale Vincenzo Riommi.
Opposizioni fanno quadrato E in attesa che le fratture si ricompongono e il consiglio comunale torni a lavorare, le opposizioni (Impegno civile, Forza Italia, M5s e Obiettivo comune) fanno quadrato e attaccano inevitabilmente duro: «La mancanza del numero legale non è fortuito ma frutto di un duro scontro all’interno del Partito Democratico, che da un lato rivendica il diritto di governare la città e dall’altro dimostra di non esserne capace. La giunta Mismetti – scrivono i quattro gruppi consiliari – non ha alcun progetto per Foligno, ma si limita ad occupare in modo clientelare il territorio, gratificando soltanto i suoi supporter elettorali, in spregio di qualsiasi criterio meritocratico e di buona amministrazione e confondendo la forza dei numeri con la dittatura della maggioranza e la tutela degli interessi di pochi amici».
«Maggioranza faccia passo indietro» Poi: «Alcuni consiglieri di maggioranza chiedono il dibattito su Vus, senza spiegare perché all’ultimo consiglio comunale sia stata respinta una analoga mozione – votata dalle opposizioni- che chiedeva la stessa riflessione sul futuro dell’azienda, messa a rischio da scelte miopi di un management incapace, supportato da un sindaco e una giunta altrettanto incompetenti».
