di C.F.
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«Non mi candidato contro qualcuno, ma per il rinnovamento, per un cambio d’aria nel Palazzo». È con questo messaggio che il presidente della Confcommercio Aldo Amoni, classe 1949, presenta la propria candidatura in un’affollata sala dell’hotel Poledrini dove, tra sostenitori e curiosi, si sono accomodati i fratelli Domenico e Giuseppe Metelli, rispettivamente presidente dell’Ente Giostra e di Confindustria, il numero uno di Confartigianato Giovanni Bianchini e l’ex assessore regionale Ada Girolamini. Al suo fianco l’ex vicesindaco io quota socialista Massimiliano Romagnoli.
«Serve semplificazione e innovazione» La corsa di Amoni, come era già stato reso noto, sarà solitaria e per scelta non conterà sull’appoggio di alcun partito né di centrodestra, tutti già schierati intorno a Stefania Filipponi di Impegno Civile, né di centrosinistra che si preparano alle primarie di coalizione tra il sindaco uscente Nando Mismetti (Pd), Elisabetta Piccolotti (Sel) e, a quanto pare, Emiliano Belmonte (Socialisti). «Noi partiamo da zero e non promettiamo niente, chiediamo alla gente di dirci le priorità e se volete firmeremo un patto tra gentiluomini, dopo settanta anni di amministrazione con i partiti, serve coraggio e un progetto nuovo che io lo voglio interpretare al meglio, amministrando libero, puntando su turismo e grandi eventi e aggregando persone che – mette in chiaro – devono amare la città come fosse una persona e devono avere un lavoro proprio, non ci servono le poltrone – scherza Amoni – mi avanzano anche a casa». E poi: «Porteremo in Comune semplificazione, efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione, ma anche più innovazione, qualificazione, incentivi e gratificazioni ai dipendenti comunali».
Programma e lista da perfezionare Il programma per il momento non è ancora stato definito nel dettaglio, anche se è ovvio che per Amoni, promotore di proteste contro la pedonalizzazione del centro storico, «la città va ripensata come corpo unico, con periferie e frazioni strettamente ricollegate al centro che deve essere realmente il cuore pulsante». La proposta da sottoporre all’elettorato «sarà elaborata insieme alla gente alle imprese che abbiamo già iniziato a incontrare». Al momento neanche la lista civica è stata perfezionata, ma «è aperta a chiunque vorrà candidarsi dopo aver condiviso il nostro progetto che, nel suo complesso, vuole vedere la città tornare ad avere il ruolo che gli compete come seconda città della provincia e terza dell’Umbria».«»
Romagnoli Accanto ad Amoni l’ex vicesindaco Romagnoli che prende la parola: «Io sono stanco della politica e non a caso mi sono dimesso anche se voglio ricordarlo nel 2009 sono stato il primo degli eletti in città, noi – articola – non ci proponiamo per criticare, ma per costruire e a quelli che dicono che Aldo (Amoni, ndr) parla in dialetto e si esprime male, rispondo che non abbiamo più bisogno di oratori ma di gente capace di fare e in questo Aldo non è secondo a nessuno. Il bilancio comunale lo abbiamo già studiato e sul fronte del sociale – dice l’ex vicesindaco – siamo convinti che ci siamo margini per razionalizzare anche nel sociale, penso alla Caritas che con 25 mila euro compie un’azione impagabile». Poi il riferimento al sondaggio commissionato da Amoni nelle scorse settimane: «Quei dati ci dicono che la metà dell’elettorato è indeciso ed è a quello che noi ci rivolgiamo, chiedendogli di trovare il coraggio per cambiare».
