«Sgl non deve diventare un mero stabilimento di finitura di elettrodi importati dalla Cina». Questa la posizione del M5s di Narni che, dopo il primo tavolo al ministero dello Sviluppo economico (Mise), evidenzia come lo scenario della finitura «bloccherebbe quello sviluppo industriale necessario per il reintegro completo degli operai e forse nuove assunzioni».
M5s su Sgl In particolare, i pentastellati in una nota ribadiscono che «la tutela delle maestranze di Narni, attraverso l’impegno al reintegro, va inserito negli accordi del Mise per il piano industriale, uno strumento – evidenzia il M5s – per decifrare le reali intenzioni dei nuovi acquirenti», Gosource e Boachang Investment. Sui due investitori, il gruppo consiliare di opposizione, che siede in aula col consigliere Luca Tramini, rileva come «non sia chiaro il destino di Narni1, la realtà piu bisognosa di bonifiche ambientali, acquisita da Boachang Investement, una Ltd cinese che ancora per molti aspetti è contornata da mistero e nebbia».
Lo spettro della finitura La «paura» principale del M5s di Narni resta «il rischio di declassamento per il sito Sgl a semplice centro di finitura e in questo senso – avvertono i pentastellati – vigiliremo sull’amministrazione affinchè utilizzi tutti i mezzi a sua disposizione, come la famosa Aia, per far ripartire in maniera seria gli stabilimenti, senza lasciare indietro nessun lavoratore, ma anche adottando misure ferree per le bonifiche e la tutela ambientale».
