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venerdì 21 gennaio - Aggiornato alle 00:10

Elezioni, in Umbria cambiano gli equilibri: onda leghista alle Europee, battaglia nei comuni

Il centrosinistra perde 15 amministrazioni ma tiene botta. Decisivi ballottaggi a Foligno, Gubbio, e Orvieto

di Daniele Bovi

Il trionfo della Lega alle europee, quello di Andrea Romizi a Perugia e il centrosinistra che tiene alle comunali, anche se un bilancio delle amministrative potrà essere fatto solo fra due settimane. In estrema sintesi potrebbe essere questo il quadro che esce dalle urne di domenica. La partita è stata sostanzialmente a due facce: un primo tempo, quello delle Europee, stravinto dalla Lega che si attesta in Umbria al 38% con percentuali oltre il 50% nei piccoli centri: il partito di Salvini è la prima lista in 87 comuni su 92, con Castiglione del Lago, Città della Pieve, Paciano, Allerona e Parrano uniche ‘riserve’ dove il Partito democratico è avanti. Un voto che, dopo quello delle politiche di un anno fa, rafforza la Lega in Umbria e che è figlio di molti e diversi fattori, dai temi identitari a quelli economici, dalla sicurezza all’Europa, dall’immigrazione a Concorsopoli fino alla stanchezza verso la lunga stagione di governo del centrosinistra ma non solo; il tutto aggiunto alla grande capacità di Salvini di essere perennemente sintonizzato sul sentiment dell’elettore medio.

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Chi sale e chi scende Il confronto certamente più ortodosso metodologicamente sarebbe quello con le Europee di cinque anni fa ma il 2014, ormai, data l’estrema velocità degli attuali cicli politici, sembra politicamente un’era geologica fa. Il voto delle Europee è un voto politico e allora confrontarlo con quello di un anno fa può dare un’idea di quanto successo: la Lega passa da 103 mila a 171 mila voti, il M5s (che, in attesa dei flussi, ha certamente consegnato molti voti all’alleato di governo) si dimezza passando da 140 mila a 65 mila mentre il Pd contiene le perdite, attestandosi sui 107 mila voti dopo i 126 mila di un anno fa. Fratelli d’Italia ne guadagna 4 mila (da 25 mila a 29 mila) mentre Forza Italia esce dimezzata dal voto: dai 57 mila voti di marzo 2018 ai 28 mila di domenica; e ipotizzare che forzisti e pentastellati abbiano ingrossato le fila leghiste è un’ipotesi, aspettando analisi compiute sui flussi, tutt’altro che peregrina.

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Differenze con le Comunali Visti i risultati, la notte tra domenica e lunedì è stata certamente agitata per molti candidati del centrosinistra. Ancora una volta, però, la partita delle europee s’è dimostrata nettamente differente rispetto a quella delle Comunali; troppo diversi i meccanismi che le regolano, dalla presenza di una grande quantità di liste civiche alle migliaia di candidati consiglieri che battono il territorio palmo a palmo, dall’importanza della forza e della rappresentatività delle liste (nettamente inferiori per numero e molto meno conosciuti i candidati alle europee, spesso neppure umbri) all’importanza dei legami personali. Insomma, gli elettori nello stesso giorno hanno fatto scelte molto differenti come, ad esempio, nel caso di Perugia dove la Lega ottiene il 32% alle europee e il 15% alle comunali.

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Cambio di equilibri Il centrosinistra, tolte le giunte puramente civiche, partiva da un 48 a 11 mentre il bilancio di lunedì sera parla di un 33 a 21. Il centrodestra dunque avanza conquistando comuni come Tuoro e Città della Pieve (al Trasimeno finisce 5 a 2 per Pd e soci), Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria, San Gemini e altri ma, visti i risultati delle europee, dalle parti del centrosinistra si tira più di un sospiro di sollievo. Al di là del numero di Comuni però, ormai il centrodestra governa quasi tutte le più popolose città umbre, dai due capoluoghi a Spoleto fino a Umbertide e Todi. Un vero bilancio delle amministrative però potrà essere fatto solo fra due settimane, quando si terranno i ballottaggi a Foligno, Gubbio, Marsciano, Orvieto e Bastia Umbra, tutte, Bastia a parte, governate dal centrosinistra che a Foligno, Marsciano, Bastia e Orvieto parte in svantaggio.

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Attesa per i ballottaggi Dai risultati del 9 giugno e in particolare da quello di Foligno, ultima città tra le cinque più popolose della regione governate dal centrosinistra, arriverà il vero verdetto di queste amministrative. Quanto alle altre città dove era possibile il ballottaggio, a Perugia c’è stato il trionfo di Romizi (60%), complice un M5s mai così in basso (meno del 7%), pezzi di centrosinistra spostatisi dalla parte del sindaco uscente, liste in molti casi competitive e un centrosinistra flagellato da mille problemi. A Gualdo Tadino poi vittoria al primo turno, non scontata alla vigilia, del centrosinistra di Massimiliano Presciutti che, contro un centrodestra diviso, evita la roulette del ballottaggio.

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