di Daniele Bovi
Sabato 8 e domenica 9 giugno i cittadini di ben 60 Comuni umbri saranno chiamati al voto per eleggere sindaci e consiglieri comunali, oltre che per le europee. Cosa fare però per non sbagliare una volta entrati nella cabina elettorale? Le regole sono diverse a seconda che si voti in un Comune con una popolazione superiore o inferiore ai 15 mila abitanti, ma in entrambi i casi la scheda è una sola.
I Comuni più grandi Nei Comuni con più di 15 mila abitanti i cittadini si troveranno di fronte una scheda con i nomi dei candidati sindaco e sotto la o le liste che l’appoggiano con a fianco uno spazio bianco. A questo punto le opzioni possibili sono tre: barrare solo il simbolo della lista, assegnando così in modo automatico il voto anche al candidato sindaco; tracciare un segno solo sul nome dell’aspirante primo cittadino (in questo caso nessun voto sarà assegnato alla lista) oppure mettere una X sulla lista e scrivere il cognome del candidato consigliere preferito.
Preferenze e disgiunto In caso di Comuni oltre i 5 mila abitanti si potrà anche assegnare la doppia preferenza di genere, scrivendo i cognomi di due candidati della stessa lista purché di sesso diverso. In realtà c’è una quarta ipotesi, quella del voto disgiunto: un elettore cioè può scegliere un candidato sindaco e una lista a lui non collegata, anche assegnando due preferenze. Al candidato sindaco per vincere serve il 50 per cento più uno dei voti, altrimenti si va al ballottaggio, in programma due settimane dopo il primo turno.
Le regole È raro, ma in ipotesi potrebbe accadere, che due candidati ottengano lo stesso numero di voti: se succedesse, al ballottaggio andrebbe il candidato con più voti di lista e, ancora più raro, in caso di ulteriore parità il più anziano. Per quanto riguarda la composizione del consiglio, al candidato vincente viene assegnato il 60 per cento dei seggi, riparto al quale non accedono le liste che non abbiano ottenuto almeno il tre per cento dei voti. Altro discorso per i comuni con meno di 15 mila abitanti, dove vince il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Sulla scheda, dentro un unico rettangolo, l’elettore troverà il nome del candidato sindaco affiancato dalla lista che lo sostiene.
Nei Comuni Il voto per sindaco e consiglio sono uniti e non è previsto il voto disgiunto: votare per il primo significa dare una preferenza alla lista. Nei comuni sotto i cinquemila abitanti sarà possibile dare una sola preferenza, mentre in quelli tra cinque e 15 mila c’è la doppia preferenza di genere. Eletto il sindaco, alla lista andranno i due terzi dei seggi, mentre i restanti saranno assegnati con metodo proporzionale alle altre.
