Si chiude con il sì al bilancio 2013-2015 e con l’elezione dei tre delegati per l’elezione del presidente della Repubblica la due giorni del consiglio regionale umbro. Alla fine, dopo la spaccatura sia all’interno della maggioranza che dentro l’opposizione, i «grandi elettori» che andranno a Roma per scegliere, in seduta congiunta con deputati e senatori il successore di Giorgio Napolitano sono la presidente Catiuscia Marini, il presidente del consiglio regionale Eros Brega e, per l’opposizione, il pidiellino Massimo Mantovani che nei giorni scorsi aveva avanzato la sua candidatura. A scrutinio segreto la Marini ha incassato dodici voti, Brega sei (i 18 della maggioranza, 19 con Orfeo Goracci) e Mantovani sette. Nell’urna è saltato fuori anche un voto per Raffaele Nevi, capogruppo Pdl, mentre tre schede sono risultate bianche.
Sì al Bilancio L’assemblea di palazzo Cesaroni inoltre, dopo aver approvato giovedì Legge finanziaria e Collegato, con i 18 sì della maggioranza (astenuto Goracci, 10 no dell’opposizione) ha dato il via libera anche al bilancio 2013-2015. Prima del voto finale sono stati approvati alcuni emendamenti dell’esecutivo con i quali vengono aumentate le risorse per investimenti sulle strutture pubbliche per la prima infanzia, spese per accertamenti e riscossioni, finanziamento dei livelli di assistenza sanitaria, interventi in materia di biblioteche e della promozione turistica, interventi per il diritto allo studio universitario, protezione civile e prevenzione dei rischi, cave e miniere.
Fondi vincolati Tra i fondi vincolati invece l’aggiornamento imprenditoriale e la formazione permanente, le procedure di accreditamento delle strutture sanitarie, il diritto allo studio nell’ambito dell’istruzione prescolastica, primaria e secondaria. Respinto invece l’ordine del giorno firmato da Raffaele Nevi (Pdl), Sandra Monacelli (Udc) e Franco Zaffini (Fd’I) sul ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle cooperative sociali. La presidenza del consiglio regionale lo ha infatti ritenuto non ammissibile, trattando un tema non attinente al bilancio della Regione.
