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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 02:26

È morto a 71 anni Guglielmo Epifani: «Grande sindacalista con l’Umbria nel cuore»

Ex segretario della Cgil e, per un breve periodo, del Pd. Il padre fu sindaco di Cannara.

Guglielmo Epifani a Terni nel 2013 (foto archivio U24)

È morto Guglielmo Epifani, già segretario generale della Cgil dal 2002 al 2010 e, per pochi mesi nel 2013 (dopo il travagliato addio di Pierluigi Bersani), del Partito democratico per poi passare a Liberi e Uguali di cui era attualmente parlamentare. Nato nel 1950, la sua famiglia era originaria di Cannara, Comune che nel 2011 gli aveva concesso la cittadinanza onoraria (il padre, Giuseppe, è stato il primo sindaco nel Dopoguerra). Epifani è stato il primo socialista a guidare la Cgil, fu vice di Bruno Trentin e poi di Sergio Cofferati. Con l’Umbria, nella quale risiedeva per lunghi periodi, aveva solidi legami umani e politici, tanto che nel 2010 tra i papabili per la presidenza della Regione veniva fatto anche il suo nome. «Si era laureato in francese – raccontò anni fa Epifani a proposito del padre -, casa nostra era piena di libri francesi, io ho cominciato a leggere da quelli. Aveva combattuto a Rodi. Un giorno andò a trovare certi parenti nel Salernitano e rimase lì tre mesi, bloccato dall’8 settembre con l’Italia divisa in due. Così conobbe mia madre Filomena, a Montecorvino, e dopo la guerra si sposarono».

La Cgil «Profondo cordoglio» viene espresso dalla Cgil dell’Umbria, che ricorda le «Moltissime iniziative, in particolare da segretario generale della Cgil, ma non solo, che lo hanno visto tornare più volte in Umbria, terra che conosceva e amava moltissimo. In segno di cordoglio le Camere del Lavoro dell’Umbria esporranno bandiere listate a lutto». «Guglielmo Epifani comincia la sua carriera di dirigente sindacale nel 1979 – ricorda la Cgil – con l’incarico di segretario generale aggiunto della categoria dei lavoratori poligrafici e cartai. Nel 1990 entra nella segreteria confederale e nel 1993 sarà nominato segretario generale aggiunto da Bruno Trentin. Vice di Sergio Cofferati dal 1994 al 2002, diviene segretario generale della Cgil, primo socialista a guidarla dai tempi della sua ricostituzione nel 1944».

Bori A esprimere cordoglio a nome dell’intero Pd e di tutto il gruppo consiliare è il segretario regionale Tommaso Bori: «È stato uno strenuo difensore dei diritti dei lavoratori – spiegano i consiglieri dem – un sindacalista arguto e capace di dialogo, ma anche di portare avanti strenue battaglie. Uomo colto e generoso, che ha dedicato la vita ai più deboli e alla difesa del lavoro. Amava molto l’Umbria ed era particolarmente legato ai nostri territori».

Il ricordo «La scomparsa di Guglielmo Epifani – dice il deputato dem Walter Verini – lascia nel dolore, con la sua famiglia, il mondo del lavoro, il Sindacato, la sinistra tutta. Lascia un vuoto nella politica e nel Parlamento, per il suo spessore, il suo stile, per la sua vita spesa per i diritti dei lavoratori, per essere stato sempre uomo di dialogo. Epifani era molto legato all’Umbria, non solo per essere nato a Cannara, ma per aver mantenuto sempre un rapporto forte con questa regione. Con i suoi compagni della Cgil e nelle grandi questioni e nelle grandi vertenze delle Acciaierie di Terni, della chimica o della Perugina, che da leader sindacale nazionale e da parlamentare ha sempre seguito con autorevolezza. Sono tanti i ricordi che mi legano a lui. Gli sarò sempre grato per avere scritto nel 2006, da segretario Cgil, la postfazione alla ristampa del libro-intervista che feci con Luciano Lama. E non dimenticherò le partite dell’Inter viste insieme e la felicità per il recente scudetto. E l’ultima chiacchierata di pochi giorni fa, alla Camera, sulla politica, sulla nostra regione, sulla nostra comune passione calcistica».

L’Inps Cordoglio viene espresso anche dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico e dal cda dell’Istituto: «È un grande vuoto quello che Epifani lascia nelle istituzioni e negli organismi dedicati al lavoro e ai lavoratori, oltre che nella politica. L’impegno come sindacalista dal pensiero profondo e aperto – dice – il percorso come parlamentare e presidente di Commissione, in cui ha portato la sua umanità e una non comune competenza su temi rilevanti per il welfare e il Lavoro, in stretta attinenza alle funzioni dell’Inps, hanno contribuito a far evolvere il dibattito in ogni contesto in cui sia intervenuto. Un esempio di grande valore per il paese, accompagnato da principi solidi, gentilezza e reale capacità di dialogo».

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