Eutanasia, aborto farmacologico, psichedelici, disabilità e procreazione medicalmente assistita: oltre 170 mila persone in Italia hanno firmato nell’ultimo anno le richieste dell’Associazione Luca Coscioni per eliminare le discriminazioni su questi temi, mentre il XXII Congresso dell’associazione si aprirà sabato 4 ottobre a Orvieto per definire le azioni politiche del 2026.
Le attività Nonostante l’inerzia della politica, il 2025 è stato per l’Associazione un anno di risultati concreti. In Toscana e Sardegna sono state approvate leggi regionali che fissano tempi certi per l’accesso al suicidio assistito, mentre in Parlamento è stata depositata una proposta di legge nazionale per legalizzare l’eutanasia. Sul piano giudiziario, quattro pronunce della Corte costituzionale hanno segnato svolte importanti: due sul fine vita, una sull’accesso alla procreazione medicalmente assistita per donne singole e una sulla possibilità di firmare digitalmente le liste elettorali per chi non può scrivere a mano.
Pressione istituzionale Alle iniziative legali si affianca un intenso lavoro di pressione istituzionale: 39 azioni legali avviate tra tribunali civili e penali, 241 richieste di accesso agli atti su fine vita, salute in carcere e abbattimento delle barriere architettoniche, oltre 16 mila cittadini informati tramite il Numero Bianco dell’associazione. Solo sul tema del fine vita, si contano 93 richieste formali alle Regioni e alle Asl per conoscere le domande presentate dopo la sentenza Cappato-Dj Fabo del 2019.
Liberi subito Le campagne hanno coinvolto migliaia di persone in tutta Italia. Sono stati organizzati 585 eventi pubblici che hanno toccato 45 mila cittadini e portato in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare, una sul fine vita e una sulla gravidanza per altri. Parallelamente, le firme già raccolte per la proposta “Liberi Subito” hanno superato quota 65 mila.
Laura Santi Il Congresso del 4 e 5 ottobre a Orvieto sarà l’occasione per rilanciare queste battaglie, nella regione dove sono nati Luca Coscioni e Laura Santi. Proprio Santi, dopo tre anni di percorso giudiziario, è riuscita a ottenere il diritto di accedere al suicidio assistito in Italia. «Non rassegnatevi mai», le sue ultime parole, saranno al centro dei lavori congressuali insieme all’eredità di Coscioni, simbolo della libertà di ricerca scientifica.
Diritti civili Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria e tesoriere dell’Associazione, hanno sottolineato: «La nostra missione è quella di dare voce e volto alle persone rese invisibili dall’ottusità e dalla violenza delle istituzioni ancora di più che dalla malattia o dalla disabilità e di consentire loro di battersi in prima persona». E avvertono: «Non aspettiamo che vengano tempi migliori per le libertà civili, perché rischierebbero di non arrivare mai». Il filo conduttore del Congresso sarà dunque la difesa dei diritti civili, con lo sguardo rivolto a un Paese in cui – ricordano gli organizzatori – senza lotte sociali nonviolente si rischia un arretramento come quello in corso negli Stati Uniti.
