Dentro il post Ig di sabato scorso, pubblicato dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, c’erano offese di diversa natura, per le quali già la consigliera Regionale Pd Maria Grazia Proietti ha chiesto al primo cittadino di resituire la fascia tricolore. In molti in queste ore si concentrano sul sessismo e parlano di una deriva che fa fermata.
Post Bandecchi solleva vespaio di polemiche Un appello arriva dalla Cgil di Terni e dal coordinamento donne dello stesso sindacato: «Invitiamo le donne e gli uomini di questa comunità a promuovere una riunione per decidere eventuali azioni al fine di contrastare la deriva sessista dell’amministrazione comunale di Terni che, ancora una volta, ha dimostrato di voler relegare le donne a un ruolo puramente di immagine. Utilizzare un certo linguaggio e un certo modo di comunicare sminuisce le persone nel loro contributo alla società. Il linguaggio plasma il pensiero e lo rende visibilmente discriminatorio. Diventa indispensabile ripristinare il rispetto. Il sindaco ha mancato di rispetto alle donne contravvenendo alle indicazioni del Consiglio d’Europa perché i commenti sessisti a cui ci ha abituato sono lontani dall’essere innocui, anzi, creano terreno fertile per altri gesti che, lungi dall’essere ‘simpatici’ determinano una violenza verbale inaccettabile. Il rispetto – conclude il sindacato – si rivendica però anche per chi si è battuto per un’Europa libera e democratica. Il manifesto di Ventotene è riconosciuto da tutti gli storici come la bandiera di un’Europa federale contro nazionalismi e dittatura fascista. Queste ragioni ci inducono a riflettere sull’incapacità del sindaco di essere un uomo contrario alle discriminazioni e questo è ancora più grave essendo il primo cittadino».
I Dem ternani Da Palazzo Spada sono i consiglieri del Pd a stigmatizzare e dissociarsi dal comportamento del sindaco: «Riteniamo questo non sia ‘normale comportamento maschile’. Non rappresenta il modo in cui gli uomini dovrebbero relazionarsi con le donne, né tantomeno il modo in cui un rappresentante delle istituzioni dovrebbe comportarsi pubblicamente. Le successive giustificazioni del sindaco (‘Purtroppo io trovo le donne più belle degli uomini’) non fanno che aggravare la situazione, dimostrando una totale mancanza di consapevolezza del proprio ruolo e dei valori di rispetto e parità che dovrebbe incarnare. Purtroppo non è la prima volta che assistiamo a simili esternazioni; comportamenti che ricordano più il bullismo adolescenziale che la dignità istituzionale, noi preferiamo dimostrare la nostra maturità politica e umana attraverso il rispetto, l’ascolto e la considerazione di tutte le componenti della società. In un momento di lutto cittadino, poi, tale comportamento risulta ancora più inappropriato e distante dalla sensibilità della comunità che dovrebbe rappresentare. Invitiamo Bandecchi a scusarsi pubblicamente e a riconsiderare seriamente il proprio ruolo e le responsabilità che ne derivano».
RU2020 E una presa di posizione arriva anche dalla Rete umbra per l’autodeterminazione: «Pensando di sbeffeggiare il Manifesto di Ventotene ha in realtà offeso donne, uomini e tutte le persone che rifiutano la cultura maschilista. L’utilizzo dei corpi femminili per veicolare messaggi misogini è una prassi che Bandecchi porta avanti da tempo, ma non può essere tollerata da parte di chi ricopre una carica istituzionale. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di adottare una comunicazione rispettosa dei principi etici, morali e civici, dentro e fuori dai social. E invece, assistiamo a una deriva preoccupante: il sessismo è sempre più sdoganato, i corpi delle giovani donne ridotti a oggetti da esibire, il linguaggio della politica degradato a provocazioni becere. Questa è violenza. E quando è il sindaco di una città a promuoverla, non possiamo tacere. Non è accettabile che un rappresentante istituzionale continui a comportarsi in questo modo senza conseguenze. Chiediamo alla politica tutta, senza distinzioni di partito, di prendere posizione e di pretendere un passo indietro da Bandecchi. Questo appello è rivolto a chi crede ancora nella politica come servizio al bene comune. Liberiamo le città dal sessismo e dal maschilismo. Rispettiamo le persone e le loro idee».
Bandecchi Il sindaco, tuttavia, sollecitato da Tele Radio Galileo sull’argomento non sembra volerne sapere di scusarsi; anchi minimizza, dicendo che al posto della giovane donna seminuda, nel suo post avvrebbe potuto utilizzare anche un uomo a pecorina. Il sindaco non lascia correre nemmeno sui contenuti del Manifesto di Ventotene: «Appare ormai anacronistico. Mi contestano? Potrebbero farsi una risata, sono una massa di imbecilli».
