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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 13:17

Dall’età all’istruzione fino al lavoro e al rapporto con la politica: radiografia dell’elettore umbro

Il 30% ha tra i 40 e i 60 anni e i laureati sono la metà dei diplomati. Il 70% lavora nei servizi. Alta la percentuale di pensionati

Elettori in un seggio (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

In media danno un 7 alla loro vita, poco più di uno su dieci ha meno di 30 anni mentre il 30% è nella fascia tra i 40 e i 60, i laureati sono la metà dei diplomati, oltre il 70% lavora nel vasto mondo dei servizi, quasi due terzi delle famiglie giudica la propria situazione economica invariata e in un quarto dei casi peggiorata. Una percentuale superiore alla media poi non nutre fiducia nella politica, anche se uno su tre si informa tutti i giorni avendo la tv come mezzo di informazione principale, mentre uno su cinque va in chiesa almeno una volta alla settimana e il 26% mai. Chi sono gli elettori umbri che il prossimo 27 ottobre eleggeranno il nuovo presidente e la nuova giunta? Dove ‘abitano’ politicamente? Quali sono le speranze che li animano? Qualche parziale risposta può arrivare incrociando i numeri messi a disposizione dalle diverse banche dati (in particolare Inps e Istat), in grado di tratteggiare un ovviamente incompleto ritratto dell’elettorato umbro, al centro di un voto che si prospetta molto politico e poco amministrativo.

REGIONALI, L’ULTIMO SONDAGGIO

Età e istruzione Partendo dall’età, i 18-19enni rappresentano appena il 2% dell’elettorato, mentre i 20-29enni meno del 10%. E se i trentenni sono uno su dieci, le due fasce più ‘pesanti’ sono quelle dai 40 ai 49 anni e dai 50 ai 59, che valgono ognuna più del 15%. E i più anziani? Tra i 60 e i 69 anni si trova quasi il 13% dell’elettorato mentre tra i 70 e i 79 poco meno dell’11%. Considerando dunque anche i centenari, gli ultra 60enni rappresentano poco più del 31% di quelli chiamati a votare. Come incideranno questi numeri sul cruciale appuntamento del 27 ottobre? E qual è il livello di istruzione della popolazione umbra? Nella fascia d’età che va dai 25 ai 64 anni (468 mila persone in tutto) i laureati sono 97 mila e i diplomati 195 mila; in 130 mila, invece, si sono fermati alla scuola media mentre in 18 mila alle elementari.

COME SI VOTA: LE REGOLE PER NON SBAGLIARE

Lavoratori e pensionati Quanti lavorano e quanti si godono la pensione? Partendo da questi ultimi, l’Inps eroga complessivamente 310 mila assegni, ma dato che una persona può riscuoterne più d’uno di diverso tipo, il numero totale dei pensionati è più basso: in tutto 234 mila persone. Complessivamente si tratta di quasi il 30 per cento della popolazione, seconda percentuale più alta d’Italia (davanti c’è un’altra regione molto anziana come la Liguria). Gli occupati sono invece 362 mila, il 70% dei quali lavora nei servizi. Quali? 84 mila nel commercio (nel quale vengono compresi anche trasporti e magazzinaggio), alberghi e ristorazione; quasi 70 mila nella Pubblica amministrazione (23 mila in scuole e università e 28 mila nel mondo della sanità e dell’assistenza sociale). Nell’industria invece lavorano in tutto 84 mila persone (18 mila delle quali nelle costruzioni, uno dei settori che più ha sofferto durante la crisi), mentre nell’agricoltura e pesca 16 mila.

La politica E la politica? Per il 95 per cento di quelli che se ne interessano il principale canale informativo è la tv (un terzo opta anche per radio o giornali). Uno su tre si informa tutti i giorni (un dato tra i più alti in Italia) e il 22% qualche volta alla settimana. Tra i disinteressati invece è cinque punti più alta della media la percentuale di quelli che si dicono sfiduciati (35%), mentre al 55% non interessa; da segnalare poi che il 20% (10 punti in più rispetto alla media italiana) spiega di non interessarsi perché giudica la politica un argomento complicato. E se molti si informano tutti i giorni, il 30% non ne parla mai, uno su tre qualche volta al mese o all’anno e solo il 9% ogni giorno. Il rapporto con la politica, sostanzialmente come nel resto d’Italia, è passivo: la principale attività svolta (un caso su quattro) è l’ascolto di un dibattito; percentuali bassissime per quelli che nell’ultimo anno hanno partecipato a un comizio (4%), a un corteo (2%) o ha svolto un qualche tipo di attività gratuita per un partito (1.3%). Solo l’1% poi ha preso parte, in qualche associazione, a riunioni su diritti, pace o ecologia; più alta (tra il 10 e il 12%) la percentuale di chi ha partecipato a riunioni in ambito culturale o ricreativo o di chi ha fatto volontariato.

Vita e condizioni economiche E che voto danno gli umbri alla loro vita? Quasi il 60% tra il 7 e l’8 mentre il 16% assegna un 6. Un giudizio che tiene conto dei tanti fattori diversi, dalla famiglia alle amicizie, dallo svago alla qualità della vita. Diversi i numeri se si passa alla situazione economica: in una regione con 34 mila disoccupati (erano 18 mila nel 2008) e un tasso di povertà relativa familiare in crescita (quasi il 15%), quasi due famiglie su tre nell’ultimo anno hanno giudicato la loro situazione economica invariata e, in quarto dei casi, peggiorata; solo per il 7% invece è migliorata. Una famiglia su tre poi giudica le risorse economiche a disposizione scarse e il 56% adeguate. Problemi però ci sono per mettere qualche soldo da parte: il 76% delle famiglie nel 2017 non c’è riuscito (un dato un po’ più alto della media nazionale), mentre una su tre ha spiegato di non riuscire a far fronte a spese previste. Benché incompleto e parziale, è questo il ritratto degli elettori con cui candidati e partiti avranno a che fare.

Twitter @DanieleBovi

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