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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 15:09

Dalle Case di quartiere alla Ztl più ampia fino alle ‘Zone 30’, Stella: «Ecco la nostra Perugia»

Intervista al candidato sindaco sostenuto da Coscienza verde: ««La legalità e la sicurezza derivano per prima cosa dalla giustizia sociale»

Giordano Stella

di Daniele Bovi

Prosegue con Giordano Stella, supportato dalla lista Coscienza verde, la serie di interviste ai candidati sindaco di Perugia in vista delle elezioni comunali di domenica.

Ritiene possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì, in quale misura?

«Riteniamo che possano esserci dei margini per diminuire alcune tariffe. Per mettere in atto questi cambiamenti ci ispiriamo all’equità sociale. Ad esempio sulla Tari vorremmo adottare la strategia Rifiuti zero e la promozione di una gestione partecipata della società da parte dei cittadini. Siamo a conoscenza di Comuni che hanno tariffe inferiori a quelle di Perugia e ci muoveremo per replicare queste eccellenze.
Per quanto riguarda l’Irpef vogliamo innalzare il minimo, questo significa che un cittadino che non raggiunge un reddito minimo per una vita dignitosa non pagherà. Infine vorremmo connettere la Tosap a strumenti di valutazione socio economica e ambientale come il bilancio del Bene comune».

La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini: coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?

«La legalità e la sicurezza derivano per prima cosa dalla giustizia sociale, l’amministrazione dovrà collaborare strettamente con cittadini e forze dell’ordine al fine di monitorare ogni forma di criminalità, e in particolare della criminalità organizzata, con lo scopo di promuovere una società sana, libera e sicura. Il modello di democrazia partecipativo degli enti locali che vogliamo proporre, sarà inoltre funzionale a far emergere le esigenze e i bisogni della cittadinanza in materia di legalità e sicurezza. In particolare, attraverso le attività svolte all’interno dei Consigli di quartiere, sarà possibile formulare richieste e istanze da parte degli abitanti in seno alle istituzioni competenti. Anche al fine di dare seguito e concretezza alle istanze dei cittadini formulate all’interno dei Consigli di quartiere, è nostra intenzione costituire un osservatorio tra le istituzioni competenti in materia di legalità e sicurezza – Comune, prefettura, questura, e così via – allo scopo di monitorare e coordinare in modo efficiente le azioni di contrasto all’illegalità e di quelle svolte per garantire l’orine pubblico».

Perugia è uno dei comuni più grandi d’Italia e spesso ci si concentra solo sul centro storico: cosa intende fare per le frazioni? Come aumentare il livello di partecipazione della cittadinanza?

«Perugia è capoluogo di un Comune molto vasto e di una Regione ricca di storia. Le politiche territoriali adottate nel corso degli anni hanno portato la nostra città a “inglobare” gran parte della popolazione degli altri centri minori, declinando la funzione di capoluogo solo dal punto di vista amministrativo. Un’amministrazione avveduta dovrà perciò generare politiche e progetti per riequilibrare l’assetto urbanistico territoriale, garantendo una qualità urbana di minima per le aree periferiche e ripensare il ruolo che Perugia deve assolvere su scala regionale e comunale. I piccoli e medi centri urbani devono riacquistare valore e significato, Perugia non deve sottrarre abitanti e funzioni, ma puntare sulla capacità di attrarre e garantire a tutto il territorio regionale le funzioni tipiche di un capoluogo, potenziando allo stesso tempo l’armatura urbana a scala comunale dotando i piccoli centri dei servizi base. Adeguare le reti primarie (luce, gas, acqua, ecc.) nei centri minori del Comune di Perugia è di fondamentale importanza per ridurre la dipendenza da fonti energetiche desuete e dispendiose. Per quanto riguarda la partecipazione della cittadinanza proponiamo un “Modello di democrazia partecipativa per gli enti locali”. Il progetto generale prevede l’istituzione di un Consiglio di cittadinanza, coadiuvato da 12 Case di quartiere, una per ognuno dei principali quartieri della città. Obiettivo principale del Modello sarà la costituzione di strutture in grado di svolgere tutta una serie di attività civiche. Tali strutture, in particolare, si occuperanno di coinvolgere i cittadini nella gestione delle risorse comunali e nella valorizzazione del territorio; creare aggregazione e integrazione al fine di connettere e rigenerare il tessuto sociale, rivitalizzando la vita di comunità; creare un luogo di sostegno e assistenza per il cittadino».

Le due Università sono tra i più importanti ‘motori’ cittadini: quali progetti porterebbe avanti insieme a loro come sindaco?

Oltre a promuovere l’apprendimento, la crescita personale e il benessere degli studenti mediante una più attenta, accurata e inclusiva pianificazione della rete pubblica di trasporti, per potenziare la vocazione universitaria di Perugia Coscienza verde ritiene di fondamentale importanza la promozione di un “Piano strategico per il benessere degli studenti universitari”; l’aumento della presenza di luoghi di aggregazione e studio per gli studenti universitari; lo sviluppo di progetti che promuovano la ricerca e la conoscenza, anche per mezzo della costituzione di un ufficio per le relazioni tra Università e Comune; la valorizzazione del dottorato di ricerca nel mondo delle imprese e del titolo di dottorato nei concorsi pubblici, qualora possibile; favorire l’imprenditorialità proveniente da start-up innovative anche attraverso lo sviluppo di collaborazioni tra l’università e il mondo delle imprese».

Da pochi giorni è stato modificato l’assetto della Ztl, che permette a tutti di arrivare in piazza Italia 24 ore su 24: è un provvedimento che la convince? Lo modificherebbe?

«Di centrale importanza è la regolamentazione dell’accesso al centro storico affinché questo torni ad essere un luogo di incontro e di socializzazione, per questo intendiamo ripristinare e ampliare le Ztl. In concomitanza riteniamo necessario contrastare quel malcostume ormai noto come “sosta selvaggia” che sempre di più caratterizza le nostre strade, aumentando i controlli e cercando mediazioni per garantire un adeguato numero di parcheggi (anche gratuiti) posti a corona del centro storico».

Quali sono i suoi piani per il centro storico e per i suoi tanti spazi vuoti?

«L’intero disegno di Coscienza verde, volto alla promozione in chiave “relazionale” e civico-partecipativa della realtà cittadina, è già di per sé uno strumento utile allo sviluppo di iniziative e attività in grado di rendere il centro storico, le aree a esso limitrofe e gli spazi della città nel suo complesso più attrattivi, vivi e godibili. Per quanto riguarda ipotesi più specifiche, nel nostro programma sono indicate una serie di iniziative, come la valorizzazione – tanto sotto il profilo sociale che economico – dei parchi e delle aree verdi del centro storico, con particolare riferimento al parco di Porta Sant’Angelo, Cuparella e Giardini della Canapina. La messa a punto, anche e soprattutto mediante il coinvolgimento delle altre istituzioni, delle associazioni e società interessate, di un “Piano strategico culturale partecipato per Perugia” con relativo tavolo di co-progettazione culturale che, da un lato, permetterà di valorizzare il patrimonio artistico-culturale esistente e di gestire al meglio gli spazi pubblici, in vista di un potenziamento degli eventi già esistenti e di quelli proposti e realizzati dalle diverse realtà della società civile. Censimento di tutte le realtà economiche sostenibili presenti nell’area da inserire nella mappa interattiva del territorio che sarà messa disposizione della cittadinanza. Coinvolgimento del centro storico nel processo di rimodulazione e integrazione dell’organizzazione comunale che verrà svolto dalle istituzioni e da gruppi interdipartimentali ad hoc per la gestione della comunicazione, il marketing e la promozione turistica del territorio, l’interconnessione con i paesi UE ed extra-UE e il rafforzamento dei rapporti con le città gemellate».

Quali sono i suoi piani concreti per la mobilità? Porterebbe avanti il progetto del Metrobus avviato dalla giunta?

L’elevato grado di naturalità del Comune di Perugia e dell’Umbria dovrebbe incentivare progetti e politiche che promuovano la salute fisica e psichica della comunità cittadina. Concentrando l’attenzione sullo spazio pubblico, Perugia presenta una grande quantità di aree marginali inutilizzate da recuperare e da associare a sistemi di collegamento pedonali e/o ciclopedonali: una vera e propria rete di collegamento di mobilità alternativa, associata ai corridoi di naturalità, che favorisca la mobilità dolce e scoraggi l’utilizzo dell’automobile. Vogliamo mappare e mettere in sicurezza (attraverso una segnaletica ad hoc) i percorsi esistenti del Piedibus del Benessere e crearne di nuovi: un sistema che sia equilibrato, gradevole e non gerarchico, dove il pedone sia il fulcro generatore di soluzioni progettuali Ideare e progettare Zone 30 all’interno del tessuto urbano di Perugia e dei Comuni satellite: una Zona 30 è una porzione di strada dove il limite di velocità è di 30 km/h invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale. La minore velocità permette una migliore convivenza tra pedoni, biciclette e auto. Potenziare le corse e le linee dei mezzi pubblici per rispondere alla domanda di scuole, pendolari, turisti e terza età, prevedendo sconti e agevolazioni per le fasce deboli. In quest’ottica, prevedere l’adeguamento, la messa in sicurezza, e laddove possibile, la realizzazione di marciapiedi, piste ciclabili e percorsi per la mobilità dolce. Pianificare cicli di lezioni/moduli didattici nelle scuole primarie e secondarie, per educare e formare le nuove generazioni alle tematiche dell’educazione civica, dell’ecologia, del riciclo e del rispetto/cura delle aree pubbliche.
Favorire e promuovere le pratiche del car sharing, del bike sharing e del car pooling, per scoraggiare l’utilizzo del mezzo privato e decongestionare la città. Data la visione della mobilità che vorremmo portare avanti, gli investimenti necessari, i costi di mantenimento e la mancanza di utenti necessari a sostenerne l’attività, il Metrobus ci sembra un errore strategico al quale ci opporremo».

Come intende intervenire sul funzionamento della macchina burocratica comunale?

«Una delle questioni che ci sembra di particolare importanza è la trasparenza dell’operato dell’amministrazione. La proposta del “Modello di democrazia partecipativo per gli enti locali” è stata pensata anche per rispondere a questa esigenza. Oltre a ciò sempre per aumentare il livello di trasparenza dell’amministrazione abbiamo pensato di rendere facilmente reperibili e consultabili online alcuni importanti documenti come ad esempio il bilancio comunale con dettaglio e specifiche per ogni entrata/uscita; l’elenco dei beni comunali e relativo utilizzo; l’elenco dettagliato delle società ed enti che gestiscono i beni e i servizi comunali e relativi contratti e convenzioni; i verbali del consiglio comunale e della giunta comunale, nonché le determinazioni dirigenziali; il “Bilancio del Bene Comune” del Comune di Perugia».

Quali sono i provvedimenti concreti per rendere Perugia, nella sua interezza, uno spazio più ‘accogliente’ per le imprese e per aiutare il mondo del commercio?

«Abbiamo un piano di promozione culturale e turistica e di sviluppo economico e del lavoro. In particolare la nostra strategia d’azione che prevede più tappe: mappatura degli agenti culturali del territorio; realizzazione dei un Piano strategico culturale partecipato per il Comune di Perugia e uno per tutto il territorio dell’area metropolitana che lo circonda; costruzione di un contenitore culturale di eventi sia di diretta organizzazione del Comune, sia proposti e realizzati dalle diverse realtà della società civile, orientati sia alla città intera che alla valorizzazione dei quartieri e delle loro comunità (Festival di dimensione cittadina; Case di quartiere come centri culturali e formativi); costituzione di un ufficio di promozione culturale e turistica. L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema culturale capace di attrarre in maniera continuativa e diluita omogeneamente nello spazio e nel tempo un turismo di qualità e per agevolare sia i flussi turistici che l’import-export, vediamo di buon occhio investimenti che aprano nuove rotte aeree all’aeroporto San Francesco».

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