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martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 16:16

Dalla metropolitana di superficie alle rette più basse per gli asili, Giubilei: «Vi spiego la mia Perugia»

Intervista al candidato sindaco del centrosinistra: «Sicurezza, i controlli sono sono una base: va ricostruito il tessuto sociale»

Giuliano Giubilei (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Prosegue con Giuliano Giubilei, sostenuto da Pd, Rete civica e Giubilei sindaco, la serie di interviste ai candidati sindaco in vista delle elezioni comunali di domenica.

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Ritiene possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì, in quale misura?

«I perugini pagano tasse e tariffe troppo alte, tra le più alte in Umbria. Lavoreremo da subito ad agevolazioni su Tari e Tosap per cittadini e imprese, per rimodulare le tariffe dei parcheggi e dimezzare le rette degli asili, come aiuto concreto alle famiglie. Ci batteremo in favore dei cittadini ai tavoli dove si decide il costo delle bollette, dai quali la giunta Romizi si è defilata a ruoli marginali invece che lottare per mantenere la promessa di abbassare le tasse».

La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini: coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?

«La sicurezza, reale o percepita che sia, è un’esigenza dei cittadini alla quale da sindaco sarò pronto a rispondere. Agiremo per la difesa severa della legalità, con maggiore controllo del territorio – anche con l’ausilio della polizia municipale – videosorveglianza e illuminazione delle aree “sensibili”. Ma questa è solo la base di partenza, non la soluzione. A queste misure bisogna aggiungere una riqualificazione delle aree degradate e un lavoro di ricostituzione del tessuto sociale, progetti di sicurezza partecipata anche attraverso la tecnologia di applicazioni informatiche. Le persone del quartiere hanno bisogno di nuove aree per lo sport e di nuovi centri di aggregazione. In proposito, i giovani delle liste che mi sostengono hanno proposto di creare luoghi di incontro e studio, sul modello dei caffè letterari, nelle stazioni di Fontivegge, Sant’Anna e Ponte San Giovanni.
Poi il Comune deve mettere in campo misure per il ritorno di negozi di prossimità, botteghe artigiane e nuove attività commerciali. Un modo per dare impulso anche all’economia e al lavoro, l’elemento che dà il migliore senso di sicurezza».

Perugia è uno dei comuni più grandi d’Italia e spesso ci si concentra solo sul centro storico: cosa intende fare per le frazioni? Come aumentare il livello di partecipazione della cittadinanza?

«Frazioni e territori sono state le mie mete più frequenti in campagna elettorale e continueranno ad esserlo anche dopo sul voto. I territori della città devono ritrovare voce nella partecipazione e tra i nostri provvedimenti prioritari c’è la costituzione dei “Consigli territoriali di partecipazione”. Sul modello delle vecchie circoscrizioni, saranno organismi gratuiti, formati ed eletti dai cittadini, che comunicheranno le esigenze dei quartieri ad un Assessorato specifico dell’amministrazione comunale, anche per programmare le manutenzioni e mantenere il decoro urbano e la vivibilità nei territori. In questo modo i cittadini torneranno ad essere protagonisti».

Le due Università sono tra i più importanti ‘motori’ cittadini: quali progetti porterebbe avanti insieme a loro come sindaco?

«Intanto c’è da dire che questa città va riconnessa, prima di tutto con se stessa e con le sue energie migliori, per permettere a chi ha talento di metterlo a frutto. A Università degli studi, Università per Stranieri, Conservatorio, Accademia di Belle Arti, Scuola di giornalismo deve essere data la possibilità di contribuire alla vita e allo sviluppo della città, ciascuna con le proprie competenze. Per la programmazione urbanistica e per quella culturale, che deve rappresentare un elemento per rendere Perugia più viva, attrattiva, internazionale e generare indotto per tutta la città. Una bellissima idea è arrivata dagli under 26 candidati nelle liste che mi sostengono: istituire periodicamente concorsi di idee per giovani in collaborazione con le Istituzioni umbre di Alta formazione, in sinergia tra Comune e le Università, con progetti per rimodellare quartieri, servizi, soluzioni amministrative e valorizzare Perugia e il settore turistico».

Da pochi giorni è stato modificato l’assetto della Ztl, che permette a tutti di arrivare in piazza Italia 24 ore su 24: è un provvedimento che la convince? Lo modificherebbe?

«A rispondere sono i risultati di questa misura: centro invaso dalle auto, sosta selvaggia, residenti fortemente penalizzati e praticamente nessun beneficio per i commercianti.
La formula deve essere: meno auto, più persone. Come accade in tutta Europa, bisogna limitare l’accesso delle auto, lavorare seriamente sulla mobilità alternativa e sostenibile per permettere alle persone di raggiungere agevolmente il centro storico».

Quali sono i suoi piani per il centro storico e per i suoi tanti spazi vuoti?

«Nel centro storico devono tornare gli abitanti, questa è la grande scommessa dei prossimi anni. Attraverso incentivi, il Comune deve favorire la residenzialità e l’acquisto di casa da parte delle giovani coppie. Serve un piano che permetta affitti a prezzi vantaggiosi e la cessione in comodato d’uso dei locali di Palazzo dei Priori per l’apertura di nuove attività artigiane e negozi di prossimità. Penso ad una “via dell’antiquariato” tra la Cupa e Corso Vannucci. Su Turreno e Mercato coperto Romizi non ha concluso nulla in cinque anni, nonostante eccezionali aiuti da Regione e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Sui grandi spazi, in cinque anni, del centro storico Romizi ha fatto solo proclami e zero risultati. Il Turreno dovrà essere una grande sala per eventi musicali, teatrali e cinematografici, da usare anche come spazio per il turismo congressuale. Per l’ex Mercato Coperto la destinazione migliore rimane legata al food, ma è necessario interessare grandi operatori nazionali la cui forza potrà permettere anche la presenza di produttori locali».

Quali sono i suoi piani concreti per la mobilità? Porterebbe avanti il progetto del Metrobus avviato dalla giunta?

«Si tratta di un’opera tirata fuori dal cilindro in fase pre elettorale, che nasce vecchia nel concetto, serve solo una parte della città, costa oltre 70 milioni di euro, non è dato sapere quale integrazione è stata prevista dal punto di vista urbanistico, nella prospettiva di sviluppo della città e di fabbisogno del trasporto pubblico per i prossimi 20-30 anni. Oltretutto è proposta da una giunta che in cinque anni di mobilità sostenibile non si è mai occupata, ma ha addirittura aperto il centro storico alle auto, tollerando il dilagare della sosta selvaggia. Il nostro progetto prevede bus di piccole dimensioni, magari elettrici, una nuova scala mobile da Porta Pesa a Piazza Piccinino, ma la priorità è creare la Metropolitana di Perugia, mettendo in esercizio come metropolitana di superficie, con corse molto frequenti, le due linee ferroviarie che entrano in città: la ex Fcu dall’area Nord fino a Sant’Anna e la tratta di Trenitalia che, dopo Fontivegge, arriva all’ex Silvestrini».

Come intende intervenire sul funzionamento della macchina burocratica comunale?

«Tra i primi provvedimenti c’è sicuramente il potenziamento del gruppo di lavoro che si occupa di fondi e strumenti finanziari europei, affinché sia in condizione di intercettare e impiegare al meglio per la città queste risorse, che ad ora sono indispensabili per un’amministrazione pubblica. Un gruppo di lavoro che potrà anche sostenere le imprese nei progetti da finanziare. Per mettere a punto la macchina comunale investire sulla formazione dei dipendenti e riorganizzeremo gli uffici in base alle competenze per rendere la macchina amministrativa il più possibile efficiente, a beneficio dei cittadini e del mondo dell’impresa».

Quali sono i provvedimenti concreti per rendere Perugia, nella sua interezza, uno spazio più ‘accogliente’ per le imprese e per aiutare il mondo del commercio?

«Sicuramente iniziare dal reinvestimento progressivo della “tassa di soggiorno”, che i visitatori di Perugia versano ad alberghi e altre strutture ricettive, come da impegno preso nei giorni scorsi con la firma di un’intesa con la Federalberghi provinciale di Perugia. Si tratta di quasi un milione di euro l’anno che via via, se avrò la fiducia dei cittadini per essere il sindaco di Perugia, verranno investiti in favore della promozione turistica, il potenziamento dell’offerta, anche attraverso lo sfruttamento di opportunità come il turismo naturalistico e sportivo. Un’azione che favorirà l’incremento dell’afflusso di turisti, a beneficio di tutta la città. Inoltre metteremo a punto incentivi per l’apertura di attività di qualità e agevolazioni sulle tariffe. Nella nostra città, inoltre, è necessario un patto tra Comune e mondo dell’impresa, che è il settore dal quale nasce il lavoro. La nostra sarà un’amministrazione aperta e senza pregiudizi. Come dicevo, importante sarà anche una seria messa a punto della pubblica amministrazione, per renderla il più possibile efficiente, a beneficio del mondo dell’impresa».

Twitter @DanieleBovi

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